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E' estate. Ma perchè sono così stanco?

E’ estate. Ma perchè sono così stanco?

L’estate è la stagione più bella dell’anno eppure a volte è faticosa. Mille stimoli diversi, la voglia di fare e strafare, il caldo. I rimedi di medicina naturale sono particolarmente indicati in questa fase dell’anno e per questo tipo di disturbi. Perché sono così stanco? Ci chiediamo. La ragione è semplice: si tratta di assecondare e aiutare l’organismo nel suo sforzo di adattamento ai cambiamenti esterni. I rimedi dolci risvegliano (o rafforzano) quei meccanismi e quelle energie che ogni organismo già possiede, per natura. Quindi, oltre ai soliti sali minerali a base di magnesio e potassio da sciogliere nell’acqua che ci aiutano a reintegrare i liquidi persi con la sudorazione, possiamo ricorrere ad altri preziosi elementi offerti dalla natura.

Se l’estate, oltre alle vacanze e alla voglia di divertirci, porta con sé  maggior stanchezza e mancanza di energie, ci si può aiutare con l’omeopatia e l’oligoterapia.

I rimedi omeopatici più sono “simili” più sono efficaci

I rimedi omeopatici sono tanto più efficaci quanto maggiore è la “corrispondenza” tra biotipo e rimedio specifico. Per questo è sempre consigliato chiedere il parere del medico omeopata.

L’omeopatia infatti si basa sul principio di “similitudine”: ogni disturbo viene curato con quella sostanza che, in un soggetto sano, provocherebbe gli stessi sintomi che si vogliono curare. Per il principio secondo cui “il simile cura il simile”, quella sostanza induce il corpo della persona malata a reagire, stimola l’autoguarigione. E questo metodo tiene conto non solo dei sintomi, ma anche delle caratteristiche psicofisiche della persona (il biotipo, appunto).

  •  Arsenicum album: è adeguato a chi avverte stanchezza fin dalla mattina, soprattutto se è accompagnata da ansia e angoscia e se migliora con il caldo e il movimento. Il tipo Arsenicum è una persona sempre un po’ agitata, facile preda delle paure.
  • Bryonia: è per la spossatezza che insorge al risveglio, ma che migliora con fresco e immobilità. La persona Bryonia è caratterizzata da pelle e mucose secche, disidratazione; soffre spesso di stipsi e di dolori articolari.
  • Natrum muriaticum: è adeguato per la stanchezza serale accompagnata da difficoltà a prendere sonno a causa dei troppi pensieri. Il tipo Natrum è una persona che preferisce essere “lasciata in pace” quando attraversa una difficoltà, non vuole intorno nessuno. Ha una lieve tendenza a deprimersi e queste sue caratteristiche si accentuano nel cambio di stagione.
  •  Sulfur: per la stanchezza pomeridiana – la cosiddetta “fiacca” – associata a una frequente sensazione di vuoto allo stomaco, che migliora stando all’aria fresca. Il tipo Sulfur ha una buona energia durante la giornata, ma nel tardo pomeriggio e verso sera si sente molto stanca.

Come si assumono

  • Questi rimedi si assumono in diluizioni abbastanza alte: per questo – oltre che per stabilire con chiarezza a che “tipo” si appartiene – è consigliata la prescrizione di un omeopata.
  •  In diluizione a 200 CH, si assume una dose unica (o mezza dose a seconda della serietà del disturbo) una volta alla settimana. I granuli si prendono lontano dai pasti e si fanno sciogliere in bocca.
  •  Dalla comparsa del disturbo e per circa 20-30 giorni.

Così ci aiuta l’oligoterapia

Anche in questo caso è utile il consiglio del medico naturopata che – studiando gli aspetti costituzionali e fisiologici della persona – può capire che tipo di energia ha e come la “usa” (per esempio, il manganese-cobalto è molto adeguato ai soggetti che in medicina naturale cinese sono chiamati “Fuoco” e che in omeopatia si definiscono “Sulfurici”).

  •  Zinco-nichel-cobalto: è il rimedio più efficace quando l’astenia e il senso di spossatezza si presentano più volte durante la giornata. La stanchezza è anche associata ad attacchi di fame improvvisa (in genere in tarda mattinata e nel tardo pomeriggio) e colpi di sonno. Di fatto è una astenia associata a crisi ipoglicemiche. Una fiala a giorni alterni, da prendere al mattino a digiuno 5-10 minuti prima di colazione. Tenerla in bocca per un minuto circa prima di deglutire, per agevolare l’assorbimento. Si può iniziare quando il disturbo si manifesta per 30-40 giorni.

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