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Il nuovo mais è un puzzle genetico

Il nuovo mais è un puzzle genetico

Varietà di mais che possono crescere in terreni aridi, nonostante la siccità. E ancora: facili da coltivare, più resistenti, con una resa per ettaro maggiore.

Queste tipologie di mais sono una realtà: le hanno ottenute ricercatori italiani, incrociando otto specie fino a un totale di 1600 varianti. Parliamo del “Magic maize”. E’ un puzzle genetico, che può essere variato a piacimento, a seconda delle condizioni climatiche e delle necessità. Può dare una chance nelle zone meno ricche d’acqua del pianeta. Si è trattato di una ricerca internazionale, coordinata dalla scuola superiore Sant’Anna di Pisa: vi hanno preso parte l’Istituto di genomica avanzata e l’Università di Udine, e ancora: l’Università di Bologna, l’Università di Gent, l’Istituto di Biotecnologie delle Fiandre e lo statunitense Jackson laboratory.

Pubblica lo studio la rivista Genome biology.

Mais, un nuovo puzzle genetico: ecco le opinioni dei ricercatori

Il genetista Mario Enrico Pè, direttore dell’Istituto di Scienze del Sant’Anna, ha diretto la ricerca; il primo autore è Matteo Dell’Acqua. Così si è espresso Pè: ha parlato di un passo importante, “verso un’agricoltura sempre più efficiente e sostenibile”. I ricercatori hanno un’ambizione: “rendere questo mais l’elemento centrale di una piattaforma avanzata”, aggiunge Pè. E ancora: “Attraverso questa risorsa, strati successivi di conoscenze, che deriveranno dall’applicazione di studi agronomici, genomici, fisiologici, bioinformatici, convergeranno per contribuire alla costruzione del mais del XXI secolo”. Esso sarà un supporto valido “perfino nella lotta contro le carestie, anche di quelle provocate dai cambiamenti climatici”.

Come funziona la banca dati genetica del mais

Questo mais è stato frutto di undici anni di lavoro. Grazie a questa banca dati genetica, di proporzioni enormi, è possibile mettere a confronto le caratteristiche delle piante con le informazioni contenute nella mappa del Dna del mais: si tratta del dal Maize genome project, pubblicato nel 2009. Ogni caratteristica della singola pianta può in tal modo essere ricollegata ai geni che la determinano. Da ciò si muove per modulare le colture a seconda delle esigenze. Caratteristica che vuoi, pianta che selezioni. I raccolti possono essere così migliorati all’ennesima potenza, dall’Alpi alle Piramidi.

 

 

 

About Isabella Lopardi

Isabella Lopardi
Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.

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