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Obesità, più colpite le primogenite

Obesità, più colpite le primogenite

Se una donna è primogenita, avrebbe il 40% in più di probabilità di essere obesa rispetto alle sorelle nate successivamente. Lo affermano i ricercatori della neozelandese University of Auckland e della svedese Uppsala university, in uno studio di portata più larga rispetto agli altri condotti in argomento. Pubblica la ricerca il Journal of epidemiology and community health.

Sono state poste sotto analisi ben 13.400 coppie di sorelle, tra il 1991 e il 2009. Sono state scelte donne svedesi in stato interessante: le primogenite pesavano in media più di mezzo chilo in più rispetto alle altre. L’indice di massa corporea, quindi, era maggiore del 2,4%. Se ne evince che le prime nate hanno il 29% di probabilità in più di essere in sovrappeso e il 40% in più di essere obese. In precedenza altri studi sono stati condotti sui primogeniti maschi, confermando il dato. Si riscontra che il peso aumenta soprattutto dopo i 18 anni di età.

Obesità: sempre più primogeniti nelle famiglie

I primogeniti sono sempre di più, dato che le famiglie tendono a ridursi nelle dimensioni, avendo sempre meno figli. Stando a quanto detto, aumenterebbero le persone con problemi legati al peso.

Per combattere l’obesità bisogna smettere di contare le calorie

Contare le calorie è una schiavitù: ogni pasto si riduce a un poco piacevole rapporto con la calcolatrice. Secondo alcuni scienziati, non è neppure salutare per la nostra dieta. Più che alle quantità, bisognerebbe badare al contenuto del cibo. Alcuni grassi, poi, potrebbero anche essere benefici. Lo afferma un team coordinato da Aseem Malhotra, cardiologo del Frimley Park hospital nel Surrey. Secondo gli esperti, il conto delle calorie ha accentuato l’incidenza di obesità in Gran Bretagna. Smettendo di contare le calorie, bisognerebbe promuovere cambiamenti dietetici atti a “ridurre la mortalità cardiovascolare rapidamente e sostanzialmente”. Nel combattere l’obesità, in sintesi, il problema sta nel metodo: bisogna distogliere l’attenzione dalla matematica degli apporti calorici. L’attenzione nel contare le calorie, infatti, non eviterebbe l’ingestione di cibi poco salutari. Uno yogurt magro contiene meno calorie della versione da latte intero, ma contiene molto più zucchero: questo elemento è una fonte di obesità e malattie cardiache. Sarebbe buona norma concentrarsi sulla qualità, piuttosto che sulla quantità di cibo, nel creare il proprio modello alimentare.

 

 

About Isabella Lopardi

Isabella Lopardi
Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.

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