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Oggetti monouso: il comparto alimentare verso la sostenibilità

Oggetti monouso: il comparto alimentare verso la sostenibilità

Negli ultimi anni il tema della sostenibilità ha avuto un impatto crescente sul comparto della produzione di oggetti monouso.

La sfida è conciliare la domanda di questi oggetti, per certi aspetti crescente in relazione agli attuali stili di vita, con la necessità di ridurre i consumi, riciclare i materiali e diminuire l’utilizzo di risorse.

Sono questi di fatto gli obiettivi perseguiti dalla ISAP Packaging Spa, leader mondiale nella produzione di oggetti monouso quali bicchieri, piatti, posate, ciotole, insalatiere, coppe e flutes, in plastica o altro materiale.

“Forse mai come in questi due ultimi anni ha avuto diffusione la percezione di quanto fondamentale sia essere sostenibili.

E forse proprio oggi, in epoca di crisi sanitaria-economica-ambientale, il vero significato del termine “sostenibilità” appare chiaro ai più”, spiega Bruno Spozio, direttore Generale ISAP Packaging.

Essere sostenibili ha sempre significato impegnarsi e investire non solo sul fronte ambientale, ma anche su quelli sociale ed economico.

Le materie prime, i processi, i prodotti, devono essere sempre meno impattanti, sempre più economici, sempre più prestazionali e sicuri.

Non basta perseguire traguardi ambientali, anche se concreti e non condizionati dal greenwashing, se i prodotti che ne derivano tagliano fuori grosse fette di mercato o perdono di funzionalità.

Non può essere così per prodotti destinati a contenere cibi e bevande, e favorirne il consumo soprattutto in occasioni di utilizzo collettivo.”

Oggetti monouso: i materiali utilizzati

Oggi da ISAP Packaging escono quasi due milioni di pezzi al giorno di stoviglie e imballaggi monouso realizzati in materiali alternativi alle plastiche tradizionali.

Si tratta soprattutto di bicchieri, piattini, stoviglie e altri oggetti per il settore ristorazione o eventi che possono essere smaltiti come rifiuti nella frazione umida o nella carta.

Rispetto alla crescita dei volumi di imballaggi compostabili immessi sul mercato, anche la filiera della gestione dei rifiuti si sta attrezzando.

Crescono infatti gli impianti di compostaggio in grado di compostare questi oggetti, dopo opportuno trattamento, alla stregua degli scarti di cibo e di altri rifiuti organici.

L’azienda utilizza diversi materiali alternativi alle plastiche, come la bioplastica PLA (acido polilattico), anche nella versionecristallizzata” (C-PLA).

Nella versione cristallizzata il PLA è in grado di resistere a temperature calde, come quelle tipiche di thè o caffè.

Altro materiale utilizzato è la polpa di cellulosa, realizzata con fibre vergini derivanti dalla lavorazione della canna da zucchero e di altre piante.

In grande espansione è anche la produzione di oggetti in cartoncino, perlopiù accoppiato a plastica o a bioplastica.

Ecokay è il nome scelto per la linea di prodotti realizzati in materiali alternativi alla plastica 100% biodegradabili e compostabili.

La plastica resta: meglio, però, se riciclata

Rispetto alle potenzialità dei diversi materiali, ISAP ha un atteggiamento assolutamente “laico”, ispirato al principio “non esistono materiali o prodotti buoni o cattivi, ma comportamenti giusti o sbagliati”.

In linea con questa filosofia, le plastiche tradizionali continuano ad avere un posto importante, anche perché la plastica resta, per molte applicazioni, il materiale più prestazionale, e sempre il più economico.

Quando poi i prodotti in plastica vengono utilizzati in presenza di sistemi di raccolta che funzionano, e quindi non vengono dispersi nell’ambiente ma avviati a riciclo, allora il concetto di economia circolare trova forse la sua migliore applicazione.

Per questo è importante che le aziende continuino a investire in competenze e tecnologia orientata all’utilizzo di plastiche riciclate adatte a garantire la sicurezza per il contatto alimentare, realizzando anche oggetti in R-PET (PET da riciclo).

 

 

 

 

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