Ricerca sulla fertilità, primeggiano due italiani
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Ricerca sulla fertilità, primeggiano due italiani

25/06/2015
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La fertilità, in un’Italia nella quale a riprodursi non sono più gli individui autoctoni, è un bene prezioso. Gli elementi da considerare sono due: da un lato la legittima volontà di riprodursi, dall’altro l’affollamento del pianeta inteso nel suo complesso. Mentre tali argomentazioni sono dibattute, continuano le ricerche relative a ingegneria genetica e fertilità.

Primeggiano due italiani

Sono stati due gli italiani a primeggiare, Antonio Capalbo del Centro di medicina della riproduzione Genera di Roma, con l’applicazione clinica di una nuova procedura per la valutazione degli embrioni e Paola Viganò dell’Ospedale San Raffaele di Milano, con un metodo non invasivo per valutare l’attività degli embrioni, al Grant for fertility innovation.

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Un investimento, in merito alla ricerca sulla fertilità

Merck Serono S.p.A. ha destinato 1,2 milioni di euro a questo fondo, dedicato all’innovazione per la fertilità, per il periodo 2015/16. La notizia è filtrata nel corso del trentunesimo congresso annuale dell’European society of human reproduction and embryology (Eshre), Società europea della riproduzione umana ed embriologia, che si è svolto a Lisbona. Nell’edizione dell’anno in corso saranno finanziati sei progetti a livello mondiale.

A che cosa serve il Gfi per l’innovazione in merito alla fertilità?

Ma a che cosa serve il Gfi? Il progetto è nato nel 2009 e il suo obiettivo è trovare soluzioni concrete sulla base di innovativi progetti di ricerca traslazionale nel campo della fertilità. L’intento è migliorare i risultati delle tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma). In sei anni sono state 750 le candidature inoltrate, da più di 50 Paesi intorno al mondo. Sono sei i progetti selezionati quest’anno e provengono da cinque Paesi, per un totale di 1,2 milioni in termini di finanziamenti.

Bisogna potenziare i risultati clinici

Tutto ciò viene attuato per influire positivamente sui risultati clinici ottenibili dalle coppie, per aumentare ulteriormente il successo delle tecniche adottate. I progetti di qualità che pervengono al Gfi sono in aumento ogni anno: si tratta di un’opportunità, in un ambito caratterizzato da bisogni insoddisfatti.

Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.