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Tutti i dettagli in difesa degli occhi

Al fine di verificare statistiche pubblicate, ricevute dai nostri corrispondenti, relative all’utilizzo effettivo degli occhiali da sole abbiamo intervistato a L’Aquila Giacinto Gallo, ottico optometrista. Secondo le sue parole non è corretto dire che gli occhiali da sole siano poco utilizzati in Italia, dove la più diffusa è la categoria 3, mentre la categoria 4, per esempio, permette di vedere bene anche in presenza di ghiacciai. E’ pur vero, secondo il nostro contatto, che gli occhiali da sole dovrebbero essere venduti in quantità maggiore e bisognerebbe prevenire le infiltrazioni da parte di venditori di occhiali non a norma, di dubbia provenienza, che rendono l’ambito “inquinato”. Bisognerebbe “rivolgersi al centro ottico di fiducia, in grado di garantire qualità e correttezza professionale”.

Una nuova app

Su questa falsariga, in difesa degli occhi muovono i creatori di Uv detector, l’app dell’estate che Zeiss propone, con consigli utili a scoprire l’indice di radiazione Uv al quale si è esposti, i potenziali rischi e come proteggersi. E’ possibile, in questo modo, prendere in considerazione i raggi Uv dell’ambiente circostante o della località preferita. Il sistema è inoltre in grado di suggerire, in tempo reale, le lenti più adatte alle condizioni di luce. E’ possibile scaricare l’applicazione sia da Apple Store che dallo store Android. Sarà la geolocalizzazione dello smartphone a permettere di calcolare l’indice Uv della località nella quale ci si trova. Questo dato viene “incrociato” con le rilevazioni di 3B Meteo: ad ogni valore si associa un colore, legato all’intensità dei raggi solari. Maggiore è la tendenza al rosso del colore, maggiore è l’esposizione alle radiazioni solari e i rischi connessi alla luce blu aumentano: essa, in effetti, non è presente soltanto nell’illuminazione artificiale e in quella emessa dai dispositivi digitali, ma caratterizza soprattutto la luce solare. L’app ci potrà dire, per esempio, di ”indossare occhiali da sole e cappelli con visiera” oppure “utilizzare creme protettive”. Chiarirà, inoltre, quale sia la lente più adatta, sulla base delle condizioni di luce e delle radiazioni registrate.

Una recente ricerca GfK-Eurisko

Nel marzo 2015 GfK-Eurisko ha preso in considerazione il comportamento dei cittadini europei (Italia, Inghilterra, Germania, Francia e Spagna) rispetto al sole. Secondo i dati raccolti, il 55% degli europei fa uso di occhiali da sole. In Italia e Spagna, poi, quelli che li utilizzano sono molto più numerosi. Gli occhiali sono indossati durante attività all’aperto (79%), guida (45%) ed eventi casual (34%).

Lenti a contatto, i migliori compagni delle ore libere

Una ricerca web posta in essere al livello del sito www.occhioalloscatto.net, su soggetti tra i 18 e il 45 anni, rende chiaro che per coloro che non vedono bene a occhio nudo le lenti a contatto sono i migliori compagni delle ore libere, poiché gli occhiali rendono le persone più impacciate.

Il 19% degli individui che hanno partecipato al sondaggio, tuttavia, preferisce non avere un visus perfetto e rinuncia a servirsi di un qualsiasi supporto, lenti a contatto comprese.

Il 27% nel tempo libero ascolta musica e non ha bisogno, per questa attività, di vedere bene; non così coloro che amano guardare la tv, che costituiscono il 23% del campione sottoposto ad esame. La limpidezza dell’immagine, in questi casi, è vitale. Lo stesso ragionamento vale per coloro i quali leggono romanzi o guardano dvd durante le ore di libertà, pari al 69% del campione: tale tendenza riguarda tutte le fasce d’età, con maggioranza di donne.

 

 

 

 

 

 

 

 

About Isabella Lopardi

Isabella Lopardi
Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.

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