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Art & Show – Giuseppe Viscardi, siamo sicuri che non sia troppo tardi?

Genovese, studi classici alle spalle percepibili in ogni dove, Giuseppe Viscardi è scrittore al suo secondo romanzo, “Troppo Tardi”, in libreria da alcuni mesi a quattro anni dal suo esordio.

Non stupisce un lasso di tempo così lungo, in quanto dalle pagine dei lavori di questo narratore traspaiono una cura e un’ attenzione per la parola, per l’espressione precisa e pulita, sebbene mai ostentata o troppo forbita, che implicano un lungo e lento lavoro di creazione.

Una laurea in giurisprudenza, un impegno lavorativo nel mondo della finanza, un trascorso da Formatore e uomo politico impegnato in prima persona nella sua  città, non lo hanno tenuto lontano dal suo grande amore, la parola, la lingua italiana.

Si è così trovato a rivestire il ruolo di conduttore radiofonico, di giornalista e di scrittore, quanto di più lontano potrebbe apparentemente esserci da un latinista (quale lui dice di essere), da un cultore del classico, ma la realtà smentisce questa solo apparente incongruenza.

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Nel 2009, pubblicando “Il casello nascosto tra gli alberi”, raccontava la storia di un uomo improvvisamente beffato dal caso e dalla sua eccessiva fiducia nel positivo, costretto a ribaltare la sua esistenza da un giorno all’altro e capace di ricostruire prima se stesso e poi la propria esistenza trovando rifugio in un vecchio casello ferroviario abbandonato, trasformato nel suo punto di partenza.

Oggi, con “Troppo tardi”, è ancora un uomo il protagonista assoluto della sua narrazione: Gianluca, genovese, discendente di una famiglia molto in vista e assai stimata in città, ribelle ad ogni convenzione e ad ogni compromesso.

Non è facile la vita per uno come lui: genio musicale, dotato di un orecchio straordinario che avrebbe potuto fare di lui un nuovo Mozart, un nuovo bambino prodigio, non ha voluto accettare le imposizioni che gli sono venute dall’esterno, da un padre che ritiene ben poca cosa un figlio musicista, da una città, Genova, che lo ha messo al bando per le sue idee innovative, da un mondo, quello che conta, che lo ha “tagliato fuori” emarginandolo da tutto.

ma quanto è difficile la vita di un bambino prodigio?
ma quanto è difficile la vita di un bambino prodigio?

 

Gianluca non è tipo da arrendersi, coltiva la sua passione in ogni tempo e contesto possibile, riesce a trasformare la musica in una terapia di recupero per giovani in difficoltà, rinsalda un’amicizia buffa e improduttiva con il Professore, il suo maestro, ma si perde continuamente tra mille ostacoli.

Troppo bello per passare inosservato, ha nelle donne la sua debolezza, non trova alcuna soddisfazione nel lavoro da ingegnere che gli procura da vivere, si lascia travolgere dal muro di ostilità che i suoi nemici hanno innalzato contro di lui.

Amici ne ha davvero pochi, Gianluca: a remare contro di lui sono in tanti, in famiglia, sul lavoro, nel mondo musicale dove l’invidia fa da padrona e il merito è sempre disconosciuto.

Giuseppe Viscardi ci propone un mondo arido e cinico come sfondo alla sua storia, dove il suo pseudo eroe si dibatte quotidianamente lottando anche contro la rabbia che lo ha portato ad allontanarsi da una giovane donna, Ludovica, l’unica che abbia davvero contato qualcosa per lui.

Genova, una città tanto bella da vedere quanto dura da vivere
Genova, una città tanto bella da vedere quanto dura da vivere

Ludovica non è la sola vera protagonista al femminile, con lei troviamo la musica, non solo implicita, ma espressa a chiare lettere ad inizio capitoli (non tutti, quelli significativi) dall’autore, che ci invita a leggere la storia ascoltando i brani che lui ci propone.

Da Mozart a Rossini, da Mariah Carey a Don Backy, passando attraverso Chopin e Beethoven, la lettura di questo romanzo diventa un’avventura impegnativa, ma è come seguire davvero da vicino la vita di questo artista troppo puro, troppo cristallino per essere apprezzato in una società che ama più di ogni altra cosa il fumo negli occhi e disprezza platealmente il merito.

Ma è un’avventura davvero singolare, da vivere con tutti i sensi all’erta, facendo proprio il suggerimento iniziale di Viscardi: “Hold On Tight To Your Dreams”, rimani aggrappato ai tuoi sogni, esattamente come Gianluca, in vista di un finale appagante.

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AUTORE : Giuseppe Viscardi

TITOLO : Troppo tardi

EDITORE : De Ferrari

PAGG: 408, EURO 16,00

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

3 comments

  1. Gentile professoressa, sono Giuseppe Viscardi, l’autore di “troppo Tardi”. Solo adesso, a distanza di molto tempo, mi decido a scriverle. Anzitutto la ringrazio per le bellissime parole che ha voluto spendere per il mio libro. Sono rimasto molto colpito dalla profondità di analisi che esprimono le sue note, e capisco che ha inteso nel modo più pieno il messaggio che – a volte inavvertitamente, a volte più consapevolmente – ho voluto trasmettere.
    Sto adesso lavorando al terzo romanzo, che però – visti i miei tempi e le occupazioni principali (“Carmina non dant panem”!) – avrà davanti ancora qualche mese di lavoro. Chissà se mi riuscirà di essere all’altezza… di me stesso! Quando ho pubblicato il primo libro mi sono detto: “Se non va, pianto lì subito”. E invece è andato. Così è successo anche per “Troppo tardi”, e temevo il confronto con il “Casello”. E’ andato anche il secondo. Ora la storia ricomincia. Spero di riuscire a farle pervenire anche questo nuovo lavoro, non appena sarà pronto. Sarà un piacere inviarglielo di persona, nei tempi e nei modi che mi indicherà. Ancora grazie e un caro saluto.

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