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Art & Show – A passi lenti attraverso la Storia insieme a Sebastiano Vassalli

Il tono basso, la voce pacata, gli occhi che sembrano veder scorrere davanti a sé ciò che va raccontando, quando presenta il suo ultimo lavoro di scrittura Sebastiano Vassalli ammutolisce il pubblico presente e lo trascina con sé nel passato, più di duemila anni fa.

E’ in realtà un compito non facile, quello dell’autore di romanzi storici, al giorno d’oggi: mala tempora currunt e pochi, distratti come siamo tutti dai problemi dell’oggi, sentono forte il desiderio di andare a scavare nel passato per conoscerlo meglio, soprattutto tra le nuove generazioni, che poco amano la Storia lontana.

Coloro che si cimentano con questa materia sanno che il loro è un lavoro molto faticoso, come ci hanno insegnato Scott e Manzoni: gli ingredienti per arrivare al successo devono obbligatoriamente essere molti, una perfetta conoscenza del periodo prescelto, il giusto equilibrio tra storia e finzione, la capacità di sottrarsi agli anacronismi e alle incongruenze.

Il resto, come in cucina, dove non bastano i giusti ingredienti per fare di una piatto un’eccellenza, sta il quel “quid” che appartiene all’autore (o allo chef…) e solo a lui.

Inutile sottolineare che Sebastiano Vassalli è uno scrittore di eccellenza: basti in merito ricordare il successo straordinario de “La Chimera”, del 1990, uno dei romanzi più letti sulle vicende del Piemonte del XVI-XVII secolo tra streghe presunte e reali Inquisitori.

Lo scrittore, genovese d’origine ma novarese per scelta, ha ancora una volta scelto questa terra un po’ ostile e un po’ chiusa in se stessa per narrare vicende che si svolsero proprio qui, in quelle che oggi sono le distese infinite delle risaie piemontesi, agli sgoccioli del II secolo a. C..

La Repubblica romana era in declino, decenni e decenni di guerre con i nemici esterni l’avevano prostrata a livello politico, economico e sociale e non c’erano i segni di una ripresa.

Caio Mario, l'homo novus
Caio Mario, l’homo novus

Poi apparve sulla scena politica Caio Mario, l’homo novus, colui che avrebbe abbracciato la causa dei meno abbienti, avrebbe rivoluzionato l’esercito di cui sempre sarebbe stato l’indiscusso leader, avrebbe dato spazio ai Cavalieri ai danni della aristocrazia senatoria.

Come spesso accade, il percorso di quest’uomo non risultò gradito a molti, che misero sulla sua strada, ad ostacolarlo, un giovane aristocratico ambizioso, Lucio Cornelio Silla, ben sapendo che ciò avrebbe portato Roma verso il disastro di una guerra civile, come effettivamente fu.

Ma prima che ciò si verificasse, Caio Mario ebbe il tempo e l’occasione di rendere noto il suo valore affrontando una popolazione proveniente dalle terre del Nord, i Cimbri, a cui inflisse una pesante sconfitta nella attuale Pianura Padana, prima che questi “diavoli”, come venivano identificati, potessero raggiungere Roma.

Sin qui la Storia.

La battaglia dei Campi Raudii interpretata dal Tiepolo
La battaglia dei Campi Raudii interpretata dal Tiepolo

Vassalli ferma su questo episodio la sua attenzione, costruendo un romanzo storico che vede protagonisti due eserciti schierati ai piedi del Monte Rosa, in una terra allora senza nome popolata di abitanti indigeni, lupi ed orsi, chiamata Campi Raudii.

E’ una terra di cui oggi non resta traccia, minuziosamente ricostruita dall’autore, dove lo scorrere dei fiumi è affiancato dal lento scorrere della vita quotidiana, dove a vicende semplici e forse anche banali vengono accostati momenti straordinari, come quelli che impedirono ad un popolo venuto da lontano con la sua forza distruttrice di saccheggiare ed occupare una terra che non gli apparteneva e che grazie all’abilità di Mario mantenne la sua integrità.

Di tutto questo racconta “Terre selvagge”, una storia di un’Italia che nemmeno esisteva, di una potenza, Roma, che stava per riconvertirsi dopo terribili spargimenti di sangue in uno degli Imperi più forti e più estesi dell’antichità.

Di tutto questo e anche di noi, che di quei lontani progenitori siamo i discendenti, che non abitiamo più i Campi Raudii ma la Pianura Padana e che troviamo poche tracce, anche nei libri di storia, di questo episodio del passato, che ci ha in fondo permesso di essere oggi quello che siamo grazie anche alla vittoria di Mario, come raccontano le pagine intense e forti di Sebastiano Vassalli.

Vassalli_Terre-selvagge_2014

 

AUTORE : Sebastiano Vassalli

TITOLO : Terre selvagge

EDITORE : Rizzoli

Pagg. 302,  euro 18,00

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario

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