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Art&Show -Gianni Maroccolo: la libertà è una forma di disciplina

Daniele Di ChiaraGianni Maroccolo, bassista e fondatore dei Litfiba, ha collaborato con CCCP, Marlene Kuntz, Ivana Gatti, Timoria, Diaframma, Bandabardò,  fondatore del Consorzio Suonatori Dipendenti, e molte altre collaborazioni: colonne sonore per spettacoli teatrali, produttore cinematografico e nel corso degli anni, tantissima sperimentazione musicale.

Una vita per la musica insomma e sono davvero tante le domande che vorrei fargli, così seguirò il mio cuore e mi limiterò a fargliene nove, come una delle due cose che ci accomunano, il giorno in cui siamo nati, il nove, appunto, e l’amore per la musica!  

A quanto pare un singolare scambio di persona negli anni 80 le ha cambiato radicalmente la vita facendola diventare un Litfiba, quanto questa esperienza ha inciso sul suo modo di vedere la musica?

Nulla avviene a caso. Sicuramente l’esperienza con i Litfiba è risultata fondamentale sia per il mio modo di vivere che di affrontare la musica, ma soprattutto si è rivelata

fondamentale e formativa per la mia crescita personale e artistica. Vivendo una bellissima avventura umana e di gruppo che ha prodotto bellissima musica, dischi importanti

e una miriade di concerti in Italia e all’estero, pian piano ho compreso cosa fosse per me la musica e cosa i desiderassi fare “da grande”.

Nel 2013 è tornato tra le fila dei Litfiba per il tour Trilogia 83-89, ci sono i presupposti per un ritorno alla formazione ufficiale, magari per un nuovo album di quel rock che tanto amiamo?

Ritrovarci insieme dopo 22 anni a risuonare le nostre canzoni è stato meraviglioso. E ancora di più è stata l’accoglienza, l’affetto e il calore di tutti coloro che hanno condiviso

con noi quelli che avrebbero dovuto essere dei concerti e che si sono invece trasformati in delle feste indimenticabili. Gratitudine infinita al meraviglioso e variegato “pubblico” dei Litfiba.

Onestamente però mi sento di escludere concrete possibilità di un mio ritorno nel gruppo. Dal 1989 i Litfiba sono Ghigo e Piero e da allora ognuno di noi ha fatto scelte di vita e artistiche piuttosto diverse. Certo, il “mai dire mai” ci può stare sempre, ma credo e trovo giusto, che i Litfiba continuino ad essere Ghigo e Piero.

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Intanto il 13 gennaio è uscito , per il grande pubblico: l’album “Vdb23/Nulla è andato perso”, in collaborazione con un suo grande amico, Claudio Rocchi che come sappiamo è venuto a mancare poco tempo fa, vuole ricordarlo parlandoci di un  aneddoto?

Parlare di Claudio è per me assai complesso. Così come credo lo sia per chiunque descrivere emozioni come l’amore, la complicità, il comune sentire, senza ritrovarsi a dire delle ovvietà.

Difficile trovare le giuste parole, ammesso che esistano, per descrivere ciò che abbiamo vissuto e condiviso per tre anni insieme. Posso solo invitare tutti a visitare i suoi profili su fb ad esempio.

Sono pieni di piccoli/grandi insegnamenti, di parole d’ amore, di ironia.

Ci parli di “vdb23/Nulla è andato perso”, qual’è il messaggio che avete voluto darci attraverso l’album?

Vdb23 è un progetto dedicato interamente al grande valore del “potenziale umano” e soprattutto alla capacità di “rinascere” inteso in tutte le sue declinazioni possibili. Un inno alla vita, non solo a questa, ma a quelle che ci aspettano. Ne “parliamo” attraverso suoni, parole, note che narrano anche di noi, ma che chiunque può sentire sue. E’ un disco “multistrato”, ad ognuno scegliere se e quanto approfondire.

Avendo lei visto la scena musicale cambiare moltissime volte, passando attraverso stati di grazia e periodi neri, cosa consiglierebbe a chi ha voglia di fare musica in questo periodo?

Il consiglio di sempre. Si fa musica per esigenza personale, per essere migliori, per incontrare persone, sperimentare, mettersi in gioco, sognare, far progetti, viaggiare, conoscere, condividere, esprimersi. E questo vale e sempre varrà. Dopodiché se oltre a questo si vuole provare a trasformare la musica in una professione beh, non so cosa consigliare se non di essere sempre stessi, di  ricercare una propria ragion d’essere, di non ricercare inutili scorciatoie. I tempi mutano così come gli usi e i costumi ed è indubbio che tutto stia cambiando e che in uno stato simile sia difficoltoso sopravvivere figuriamoci quindi “vivere” di musica. Ma è proprio in periodi come questi che le avanguardie di solito vengono allo scoperto e ribaltano tutto. E io spero che questo stia per accadere.

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Negli ultimi anni sono spuntati come funghi i talent televisivi…molti giovani li seguono, molti altri no, credendo,questi ultimi, che si possa ancora emergere rispettando le proprie idee, ma non sanno come fare per farsi notare, vuole dar loro qualche dritta?

Oggi i talent… anni fa il cantagiro, canzonissima, settevoci, castrocaro etc…. I talent non producono necessariamente brutta musica e pessimi cantanti… producono potenziali personaggi. Insomma, se qualcuno decide di dedicare la sua vita alla musica e sogna di diventare un’ artista beh, si tenga lontano dai talent. Se invece ricerca popolarità, successo, una carriera nel mondo dell’entertainment musicale i talent rappresentano un’ ottima possibilità per farsi notare ed emergere. Come dire, andando indietro nel tempo e giusto per fare un esempio… Paolo Conte rimase ben lontano da tutti i meccanismi classici dell’entertainment di allora… Adriano Celentano invece no… fece di tutto e di più… ma non sta a me dire chi sia più bravo o importante. E’ una questione di scelte.

Abbiamo prima descritto solo in parte la sua stupenda carriera, ma c’è qualcosa che Maroccolo rimpiange o che cambierebbe se solo potesse tornare indietro?

Professionalmente direi proprio di no. Mi ritengo fortunato; per quanto abbia pagato cara ogni mia scelta e non sia stato facile procedere così come facile non è ora. Ma sono davvero orgoglioso, seppur consapevole dei miei errori, di quanto fin qui combinato. Unico rimpianto; quello di avere trascurato una parte della vita per troppo tempo… Quello degli affetti, della famiglia, dei rapporti interpersonali… ho sempre dato priorità alla musica e ai miei progetti. Per fortuna “crescere” a qualcosa serve; da tempo le mie priorità si sono rovesciate. Meglio tardi che mai.

È gennaio, e come dicevamo prima, lei ha già un album all’attivo, cos’altro ci regalerà in questo 2015? Ci sono altri progetti in arrivo?

Nel 2015 concerti con gli Ex-Csi e soprattutto la nascita di Breviario Partigiano. Venti anni dopo Materiale Resistente, un film/cd/ e vero e proprio Breviario, saranno il nostro contributo alla celebrazione del 70ennale della Resistenza. Qualche concerto anche con i Deproducers nei teatri e a seguire la realizzazione del nostro secondo disco che si intitolerà “Botanica”. Tra marzo e aprile inizieranno anche le repliche teatrali di Eneide. 

I recenti fatti di Parigi ci han tenuti col fiato sospeso per qualche giorno, facendoci riflettere su quello che è al momento il vero peso e valore della “libertà”, e quanto essa sia fragile ed esposta continuamente a mille insidie e pericoli. Mi piacerebbe sapere qual’è il suo pensiero a riguardo, lei che ha spesso  suonato a favore della libertà.

Occorre essere attenti per essere padroni di se stessi… ma… la libertà è una forma di disciplina. Penso che dietro a quanto accaduto in Francia e accade ogni minuto ovunque, ci siano ragioni che vanno ben al di là di quanto ci sia “permesso” di comprendere. Di fondo, un impoverimento e imbarbarimento della razza umana. Una deriva che ci ha ridotto ad essere più degli ultras che parte viva e attiva dei nostri tempi. Gli esempi che ci circondano insegnano a tirar fuori il peggio di noi stessi, a chiuderci timorosi, ad accettare passivamente lo stato delle cose a tal punto da farcele vivere come la normalità.

Denaro e potere. Solo questo conta.

Ma di una cosa sono certo, non si muore a causa o per mano di Dio.

Non si muore di fame, di epidemie, di povertà o ammazzati per ideale o per credo. Si muore perché ogni minuto della nostra vita pochi uomini liberi rubano ad altri uomini liberi un pezzetto di libertà. E soprattutto, perché noi glielo permettiamo. 

Di seguito alcune delle opere a cui Maraccolo ha partecipato.

Lulù & Marlene

https://www.youtube.com/watch?v=O2RWBwQNlUA

Bellezza

https://www.youtube.com/watch?v=p83LqQxA6Zg

Nulla è Andato Perso

https://www.youtube.com/watch?v=BcB5keqjziU

DiKi

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