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Lifestyle-Orto o giardino?

Per secoli è stato una necessità, a un certo punto è diventato un vezzo. In alcune epoche è stato addirittura fonte di vergogna.
Fino a oggi, quando l’avere un orto si è trasformato in un miscuglio di cose diverse: una via per scaricare lo stress, un mezzo per combattere il caro-vita, un passatempo genuino. Sarà per questo che sempre più italiani ne hanno uno. Poco importa che la maggior parte si debba accontentare di un orto in vaso, anzi forse il fascino sta proprio nel trasformare il terrazzo di casa in un piccolo appezzamento di terra. Già, perché i nuovi agricoltori sono signori di città che invece di prendere la zappa per andare in campagna, si armano di palette e annaffiatoi per uscire sul balcone.
A frenare l’avanzata green potrebbe arrivare una nuova legge proposta dalla Commissione Europea che renderebbe illegale “coltivare, riprodurre o commerciare” i semi che non sono stati “analizzati, approvati e accettati” da una nuova burocrazia europea denominata “Agenzia delle Varietà Vegetali europee”. Si chiama “Plant Reproductive Material Law”, e tenta di far gestire al governo la regolamentazione di quasi tutte le piante e i semi. Se un contadino urbano coltiverà piante con semi non regolamentari, in base a questa legge, potrebbe essere condannato.

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In terrazza è più facile
L’ orto urbano si coltiva soprattutto nei vasi anche perché meno faticoso e non ci si sporcano neppure i piedi. Oggi poi esistono contenitori studiati appositamente per rispondere all’esigenze della coltivazione “pensile”. Tra le soluzioni più innovative c’è anche un sistema modulabile estremamente comodo prima di tutto perché rialzato (per evitare di chinarsi) ma anche perché su ruote (per poter spostare i moduli senza fatica). Hanno una struttura stabile, realizzata con acciaio verniciato a polvere, un rivestimento in legno massiccio di larice al naturale, ruote in polipropilene di color nero e dei piedi in Pvc.

Legali e abusivi
Il fenomeno non si limita alle belle terrazze cittadine. Anche nell’urbe è arrivato qualcosa della campagna. Sono gli orti cittadini: veri e propri appezzamenti di terra coltivati. Ci sono quelli regolari, ossia spazi prestabiliti concessi in affitto dal comune. Solo a Milano, il totale degli orti disponibili è di 430 appezzamenti con una superficie media di 45/60 mq, per un totale di 27.673 mq. Ma ci sono anche quelli abusivi. Non sempre gli orti abusivi sorgono su terreni di proprietà comunale. Accade, infatti, spesso che vengano occupati appezzamenti di privati o di proprietà del demanio statale sui quali Palazzo Marino non può intervenire. Che siano autorizzati o meno, in realtà le cose non cambiano molto: a coltivarli sono quasi sempre persone animate dalla passione per il lavoro rurale e i prodotti della terra.

Un fenomeno in rete
Come ogni fenomeno che si rispetti, anche quello degli orti in città ha avuto l’avvallo della rete. racconta Lidia, una delle fondatrici della Compagnia del giardinaggio, un sito dedicato a chi ama piante e fiori. Come spiegarselo?

Aiuta a stare meglio
Utili o inutili? Amati o odiati? Come sono considerati gli orti a livello sociale? Gli orti urbani svolgono un’importante funzione sociale. Destinati per lo più alla popolazione anziana o a chi vive una situazione di disagio, danno la possibilità a chi li coltiva di sentirsi utile e socializzare con gli altri. Non solo. In un periodo di crisi economica l’orto aiuta anche a rimettere in sesto i bilanci familiari di anziani che faticano ad arrivare a fine mese. Che sia per passatempo o per necessità, su un balcone o per terra, coltivare aiuta a stare meglio sotto molti punti di vista. A dimostrazione di ciò, è nata l’horticultural therapy: una sorta di riabilitazione attraverso la natura, che comprende la cura di fiori e piante, programmi di educazione ambientale e progetti di sostegno per persone problematiche.

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