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IN ITALIA 15MILA TRAPIANTI DI LEGAMENTI CROCIATI ANTERIORI ALL’ANNO

Salute e benessere-Legamenti: non farti mettere in ginocchio

Se il ginocchio è l’articolazione più colpita in assoluto da traumi sportivi, domestici o stradali, tra questi le lesioni o rottura del legamenti, in particolare del crociato anteriore, è la più frequente ed è anche quella in cui l’artroscopia ha fatto, negli ultimi anni, i passi avanti più consistenti, arrivando a poter assicurare ai campioni dello sport come alle persone cosiddette normali, gli stessi standard di intervento.

“Sport popolari come il calcio, calcetto, basket e infortuni domestici o stradali sono le principali cause alla base di una lesione del crociato. Parliamo di numeri davvero elevati”, dice il professor Stefano Boschi Direttore Scientifico della Casa di Cura Ospedale Fogliani di Modena. “I problemi del legamento crociato anteriore sono molto frequenti e comportano circa 15.000 interventi artroscopici all’anno di trapianto e ricostruzione dei legamenti”.
Sono dati emersi dal Congresso Nazionale SIA dedicato a “Artroscopia e Sport” che si è appena concluso a Pesaro.
“Le tecniche che abbiamo oggi a disposizione sono molte e il nostro compito è quello di scegliere il giusto tipo di trapianto per le caratteristiche del paziente, le sue aspettative ed il tipo di infortunio subito”, continua Boschi. “La tendenza è quella di preferire trapianti con legamenti di tipo biologico (tendine rotuleo o dei flessori della coscia) perché sono più sicuri, non comportando problemi di rigetto. Per quanto riguarda i tempi di recupero dopo un intervento al legamento crociato anteriore, variano in base alla tipologia di persona, ma l’indicazione per tutti, sportivi e non, è quella di un’attesa di circa 5-6 mesi per permettere un corretto recupero biologico.”

Per quanto riguarda la spalla, una delle principali novità è la diffusione di un’eccellenza tutta italiana, la tecnica dei transfer tendinei, che di recente è stata scelta dagli esperti come best practice in tutto il mondo. “Si tratta di una tipologia di interventi particolarmente efficaci nel caso di lesioni non riparabili della cuffia dei rotatori che si riscontrano prevalentemente in persone di mezza età, ancora attive, negli sportivi e in molti lavoratori manuali esposti in maniera prolungata a sollecitazioni”, dice il dottor Roberto Castricini, Responsabile Chirurgia Ortopedica Casa di Cura Villa Verde di Fermo. ” Fino a qualche anno fa, queste persone erano destinate a vedere la funzionalità della propria spalla fortemente compromessa. Oggi invece, questi pazienti possono recuperare una buona funzionalità dell’articolazione sottoponendosi ad un intervento mini invasivo con dei tempi di ripresa relativamente brevi. Il più ricorrente tra questi interventi è il transfer tendineo del gran dorsale che prevede l’utilizzo del tendine posteriore del dorso trasferito per assolvere alla funzionalità della cuffia dei rotatori compromessa dalla lesione.”

ITALIA ESPORTA NEL MONDO TECNICA TRANSFER TENDINEI PER LESIONI CUFFIA ROTATORI
ITALIA ESPORTA NEL MONDO TECNICA TRANSFER TENDINEI PER LESIONI CUFFIA ROTATORI

Ultima novità presentata nella sessione dedicata alla spalla è stata una possibile soluzione per le lussazioni recidive, che fino a pochi anni fa erano trattate unicamente attraverso interventi di chirurgia aperta, mentre oggi è possibile intervenire anche in artroscopia non solo per la ricostruzione dei legamenti ma anche nel caso di lesioni più importanti. Questa tipologia di problemi, che si ascrive nella categoria “instabilità della spalla”, riguarda per lo più persone giovani e gli sportivi in generale.

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