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Salute-Qual è il tuo rischio cardiovascolare?

Secondo uno studio pubblicato sull’European Journal of Preventive Cardiology un semplice modo per indurre le persone ad adottare sani stili di vita, riducendo così il rischio cardiovascolare, sarebbe quello di metterli a conoscenza della reale “età” del loro cuore. Quest’ultima viene calcolata da un algoritmo che utilizza i classici parametri per stabilire il rischio cardiovascolare:  il valore delle pressione arteriosa, i livelli di colesterolo, la circonferenza addominale e così via. Per gli esperti, conoscere l’età del proprio cuore ha sulla popolazione un impatto emotivo molto forte, quindi  potrebbe essere un semplice e valido aiuto nella prevenzione delle malattie che colpiscono cuore e arterie.

non-cardiac-risk-factors-for-the-development-of-afSebbene il colesterolo sia essenziale per l’organismo – prodotto per l’80% a livello epatico (colesterolo endogeno) e solo per il 20% proveniente dall’alimentazione (colesterolo esogeno) – diventa un pericolo per la salute del sistema cardiovascolare quando i suoi livelli superano determinati valori (ipercolesterolemia). In questi casi, le pareti delle arterie vengono compromesse a causa della formazione di placche ateromasiche ed aumenta il rischio di patologie cardio-circolatorie come infarto, ischemia ed ictus cerebrale. I valori normali di colesterolo totale si attestano entro i 200 mg/dl, ma quelli del colesterolo LDL, il colesterolo “cattivo”, dovrebbero mantenersi al di sotto dei 150 mg/dl. Il rischio cardiovascolare, infatti, non è legato esclusivamente agli elevati livelli di colesterolo nel sangue, ma è determinato soprattutto dal rapporto tra colesterolo totale e colesterolo HDL, il cosiddetto colesterolo “buono”: questo rapporto, chiamato “indice di rischio cardiovascolare”, deve essere inferiore a 5 per l’uomo e a 4,5 per la donna.

Per mantenere in salute il nostro apparato cardiocircolatorio, dunque, è bene limitare significativamente i fattori che determinano l’ipercolesterolemia o che contribuiscono a aggravarne le conseguenze: fumo, obesità, diabete, abuso di cibi ricchi di grassi saturi, alcool e abitudini di vita sedentarie. Quando si ha la tendenza all’ipercolesterolemia, può essere d’aiuto integrare l’alimentazione con fitoestratti naturali in grado di controllare i livelli di colesterolo per prevenire i rischi cardiovascolari connessi. Tra i fitoestratti più efficaci e più recenti troviamo senz’altro l’estratto di Banaba, una vera novità: la Banaba, Lagerstroemia speciosa, è un albero originario del sud est asiatico che trova il suo hàbitat naturale allo stato spontaneo nelle Filippine, in Malesia, a Taiwan, in Tailandia e in India. La Banaba viene così chiamata nelle Filippine, dove la medicina tradizionale utilizza le foglie di Lagerstroemia speciosa per le sue proprietà ipoglicemizzanti e contro l’obesità. Tra le piante invece note da sempre in Occidente come depurative del fegato, il comunissimo Carciofo. Da alcuni anni poi molto studiato è il Riso rosso fermentato, ottenuto dalla fermentazione del comune riso da cucina ad opera di un particolare lievito, chiamato Monascus purpureus o lievito rosso. Questo riso, che deve il suo nome alla caratteristica colorazione, rappresenta un componente tradizionale della fitoterapia cinese ma ormai anche in occidente se ne apprezzano le virtù ipolipidemizzanti.

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Cardionam di Named, il mix vincente contro il colesterolo “cattivo”.

 

Cardionam dCARDIONAM altai Named,a base di Riso rosso fermentato, estratto di Carciofo, estratto di Banaba, Vitamina B3, B6 e B12, Acido folico e Coenzima Q10, aiuta a combattere l’eccesso di colesterolo, riducendo il rischio cardiovascolare. Le componenti naturali di Cardionam contrastano i disordini del metabolismo lipidico grazie all’azione sinergica dei principi attivi, grazie al Riso rosso fermentato che modula la sintesi del colesterolo, al Carciofo che provvede all’epatoprotezione, all’estratto di Banaba, ipoglicemizzante naturale, grazie al Coenzima Q10 che riducendo lo stress ossidativo inibisce l’ossidazione del colesterolo LDL, e infine grazie all’Acido folico e alle Vitamine del Gruppo B che abbassano i livelli di omocisteina, fattore collegato al rischio cardiovascolare.

I.P.

 

 

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