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Tai Chi, l'antica disciplina orientale per alleviare i dolori

Tai Chi, l’antica disciplina orientale per alleviare i dolori

Il tai chi è una delle più antiche discipline orientali: nata come arte marziale – anzi, come “suprema arte del combattimento” – si è evoluta nei secoli in un esercizio completo per la salute e il benessere della persona.

La pratica costante di questa disciplina – basata su movimenti lentissimi, morbidi e regolari, su un profondo controllo della respirazione e sul rilassamento – ha effetti molto benefici sul sistema nervoso, sulla circolazione e sulla postura. E recenti ricerche scientifiche hanno mostrato alcuni effetti più specifici: per esempio, quello di alleviare i dolori cronici provocati da un disturbo molto serio: la sindrome fibromialgica.

Una ricerca condotta dal “Tufts Medical Center” di Boston, negli Stati Uniti, ha permesso di evidenziare che il Tai chi può alleviare il dolore cronico provocato dalla fibromialgia. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica “New England Journal of Medicine”.

I ricercatori dell’istituto americano – guidati dal dottor ChenChen Wang, professore associato di medicina e reumatologia – hanno selezionato per la sperimentazione 66 persone, tutte affette da fibromialgia.

Hanno diviso questo campione in due gruppi (ciascuno di 33 persone): al primo gruppo hanno fatto seguire un programma di lezioni di Tai chi (un’ora, due volte a settimana); al secondo gruppo, solo lezioni di stretching, cioè di allungamento muscolare dolce (stessa frequenza).

Lo studio è durato 12 settimane. Per valutarne gli effetti, i ricercatori hanno fatto usare alle persone una scala da 0 a 100: più il dolore diminuiva, più il punteggio si sarebbe ridotto.

I risultati della ricerca sul Tai Chi

A fine ricerca è risultato che:

– il primo gruppo, con il Tai chi, ha registrato una riduzione di 27,8 punti

– il secondo gruppo, con il solo stretching, ha avuto una riduzione di 9,4 punti.

I malati che avevano praticato il Tai chi, inoltre, avevano ridotto la quantità di farmaci della cura standard, grazie a un calo dei sintomi associati della fibromialgia come depressione, stanchezza cronica, cattiva qualità del sonno.

Questi benefici erano ancora presenti dopo 24 settimane.

Secondo gli autori dello studio il Tai chi può avere due tipi di effetti: sia un effetto “placebo”, sia un effetto diretto sullo stato di rilassamento e il funzionamento dell’apparato muscolare.

Lo studio non è conclusivo e dunque non basta a fornire la certezza che il Tai chi possa essere una “cura” – seppur parziale – per la fibromialgia. Ma ha fornito sufficienti prove, secondo gli autori, di un legame tra la pratica del Tai chi e la diminuzione dei sintomi della malattia.

La sindrome

La fibromialgia è una sindrome caratterizzata da dolori muscolari cronici, diffusi a tutto il corpo, da rigidità e affaticamento fisico. E colpisce in prevalenza la popolazione femminile.

Le cause di questa malattia non sono del tutto chiarite, ma sembra che all’origine ci sia anche una importante componente psicosomatica: tensioni croniche e problemi nervosi, cioè, provocherebbero uno stato di continua di contrattura muscolare che, nel tempo, infiamma tendini e muscoli.

Il dolore caratteristico provocato dalla fibromialgia è cronico, ma non costante: si manifesta a intervalli. E non risponde bene ai normali farmaci antidolorifici. Inoltre viene descritto come “migrante”, cioè compare non sempre nello stesso distretto del corpo.

Molto spesso, al dolore, sono associati problemi di sonno, disturbi dell’umore come ansia, depressione e difficoltà di concentrazione e di memoria.

I benefici del movimento dolce

Benché lo studio americano sopra citato non sia conclusivo, è possibile intuire in che modo il Tai chi produca benefici a un disturbo come la fibromialgia.

Il Tai chi – come altre discipline orientali come lo yoga o il qi gong – è fatto di movimenti lenti, dolci e armoniosi. E un’attività fisica con queste caratteristiche coinvolge, a livello cerebrale, sia l’emisfero sinistro del cervello (associato alla razionalità e all’esecuzione tecnica del movimento) sia l’emisfero destro (quello legato all’armonia artistica, alla creatività, alla sfera emotiva e alla parte più profonda di sé).

L’associazione dei due emisferi cerebrali – durante l’attività fisica – consente alla persona di:

  1. eseguire movimenti più consapevoli
  2. raggiungere il giusto grado di rilassamento
  3. raggiungere armonia tra movimento del corpo e attività della mente.

Un’attività fisica basata su movimenti dolci, armoniosi e lenti agisce infatti rallentando le onde cerebrali della mente, con il risultato di sincronizzare le aree del cervello. Tutto ciò porta alla liberazione dallo stress e dalle tensioni muscolari, aumentando il livello della serotonina e delle endorfine del buon umore.

Nel complesso produce effetti benefici sulle sindromi come la fibromialgia, che sono caratterizzate da stress mentale e contratture muscolari. Il movimento dolce e compiuto in armonia, infatti, ha un’azione diretta “decontratturante” sui muscoli. I movimenti cadenzati del Tai chi stimolano inoltre il ricambio sanguigno e lo smaltimento dell’acido lattico a livello delle fibre muscolari.

La disciplina Tai Chi

Il Tai chi Chuan (nel suo nome completo) ha origine in Cina. Secondo alcune ricostruzioni, la sua nascita risalirebbe addirittura nel 3° millennio avanti Cristo come disciplina che univa esercizio fisico, respirazione e meditazione. E che aveva come obiettivo quello di conservare il benessere psicofisico e preservare la longevità.

Nel 6° e 4° secolo avanti Cristo, il Tai chi si è arricchito del contributo di due grandi filosofi del Taoismo: Lao Tzu e Chuang Tzu. E ha poi continuato a evolversi, nei secoli successivi, diramandosi in scuole diverse soprattutto a partire dal 1500 d.C.

Questi pochi cenni storici servono solo a ricordare un elemento fondamentale: che il Tai chi è frutto di una saggezza antichissima e di uno studio attentissimo sul corpo, per preservare la salute dell’uomo nel suo insieme, fisico e mentale.

La pratica Tai Chi

Il Tai chi è composto da una serie di movimenti molto lenti e circolari. Questi movimenti e posture ricordano quasi una danza: in realtà, sono i movimenti mimati del combattimento (che infatti si ritrovano, intatti, nel Kung Fu). Si può infatti esercitare anche come sistema di difesa personale.

Le varie figure che si compongono durante la pratica – e che aumentano di complessità, man mano che si avanza di livello – sono sempre composte da gesti morbidi, circolari e sono, soprattutto, molto lenti: ogni movimento deve infatti essere coordinato alla respirazione, il cui ritmo viene mantenuto il più lento e calmo possibile.

Il Tai chi è stato profondamente influenzato dalla filosofia taoista e dunque si basa sul concetto di Ying e Yang, sull’eterna alleanza degli opposti che secondo il Taoismo governa l’universo.

Gli esercizi e i movimenti vengono eseguiti, per lo più, a mani nude, anche se possono prevedere l’uso di alcuni attrezzi (per esempio, dei bastoni). Può essere eseguito da soli (una volta raggiunto un certo grado di conoscenza delle figure) oppure in gruppo, al chiuso o all’aperto (in Cina, viene praticato molto spesso nei parchi, in mezzo alla natura).

Il tipo di movimento

Il Tai chi può essere praticato seguendo vari stili (a seconda delle scuole in cui si è sviluppato), che prevedono un numero diverso di posizioni differenti. Le regole di base e i principi fondamentali della disciplina, comunque, rimangono gli stessi.

Le varie posizioni vengono sempre eseguite in sequenze molto lente e armoniose, coordinate con il respiro. Ogni gesto, nel Tai chi, deve essere eseguito con consapevolezza e questo richieste una notevole capacità di concentrazione e rilassamento della mente, che si acquisisce con il tempo e la pratica.

Ma la lentezza dei movimenti non deve ingannare: per eseguire e mantenere correttamente le varie figure, serve una notevole prestanza fisica.

Ciò che contraddistingue il Tai chi – e che lo rende molto adatto a persone che soffrono di certi tipi di disturbi e dolori, come nel caso della fibromialgia – è che si basa su un concetto particolare di “forza”: non la forza muscolare che si ottiene irrigidendo e contraendo il muscolo, ma sulla forza che si ottiene dall’elasticità e sfruttando la forza dell’avversario.

Anche come forma di arte marziale – dunque come tecnica di difesa – il Tai chi non si basa sullo scontro violento, sulla contrapposizione di forza, ma piuttosto sulla cedevolezza: si assecondano i movimenti dell’avversario con cambiamenti fluidi e continui del corpo, senza violenza e forza “bruta, ma traendo vantaggio dai movimenti e dalla forza dell’altro.

Questo tipo di esercizio consente di sviluppare una grande flessibilità di muscoli, legamenti e articolazioni.

A chi è consigliato Il Tai Chi

Il Tai chi può essere praticato da tutti e non richiede particolare preparazione atletica.

In Cina, tradizionalmente, viene praticato fin dalla prima infanzia. In Europa, in media, è aperto ai bambini dai 10 anni in su e alle persone anziane senza limiti di età.

Grazie all’esecuzione lenta e rilassata dei movimenti e delle figure – senza forzare sulle articolazioni o sui muscoli – il Tai chi è una pratica che non sottopone l’organismo a stress.

Il lavoro sul respiro e la concentrazione aiutano a rilassare la mente e a raggiungere uno stato di quiete, di equilibrio psico-fisico.

Per avere questi benefici, però, è importante praticarlo con costanza, in media due o (meglio) tre volte alla settimana.

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