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Anoressia sessuale, prima si affronta e prima si risolve

Anoressia sessuale, prima si affronta e prima si risolve

L’ anoressia sessuale è una piaga della società moderna: i nostri nonni probabilmente avevano il problema inverso: tenere a fren le voglie.

La mancanza di appetito sessuale in fondo è una situazione plausibile in un rapporto di coppia e nel corso d’una esistenza può manifestarsi qualche volta. Diventa invece un problema quando si protrae nel tempo. Inizialmente sembra semplicemente un accadimento spiacevole e noioso, con molta probabilità le prime volte si è portati ad addossare la causa ad un sintomo si stanchezza o di stress, poi a lungo andare ci si ritrova inevitabilmente a fare i conti con sé stessi e subito dopo con il partner. In quei momenti sembra di sprofondare in un baratro senza fine. Arriva sempre il giorno in cui, sia l’uomo che la donna, o semplicemente uno dei due, smettono d’inviare segnali appropriati. Naturalmente s’inceppano – misteriosamente- anche  le fantasie sessuali  più innocenti.

L’ anoressia sessuale è un sintomo: qual è la causa?

Da quell’istante ci si ritrova a fare i conti con una malattia, ai più sconosciuta: l’anoressia sessuale, appunto. Le cause sono tante e quasi sempre difficili da scovare nei meandri della mente, senza l’aiuto di uno psicoterapeuta o di uno psichiatra. In mancanza di evidenti problemi psichici, il problema potrebbe manifestarsi in seguito a lutti inaspettati, violenze sessuali, stress particolari, rovesci finanziari o carriere compromesse: insomma di motivi scatenanti ce ne sono tantissimi.

Come in tutti i disturbi bisogna prevenire e al primo sintomo ricorrere a un medico altamente specializzato: ma non è affatto semplice capire immediatamente con quale problema si ha a che fare. Molti danno la colpa alla rincorsa smodata verso la ricerca tecnologica; l’imperativo categorico dell’uomo proteso al nuovo  per il raggiungimento del benessere, a volte futile, ci ha fatto dimenticare gli istinti primordiali. Basti pensare che i giovani spesso preferiscono rimanere attaccati al computer a chattare che incontrare la fidanzata. Non a caso studi attendibili dimostrano che nei paesi dove c’è benessere e progresso, i casi di anoressia sessuale  sono  molto più diffusi che in altre parti del globo.

L’autostima minata dall’anoressia sessuale

Una volta che nel rapporto a due vengono a mancare carezze, abbracci, slanci d’affetto minimo, anche gli sguardi sembrano spenti, come in un luna park all’ora di chiusura, e allora diventa agghiacciante persino sfiorarsi. Naturalmente chi è affetto da anoressia sessuale non si rende ben conto dei disagi che può o potrebbe causare al proprio partner. Il compagno o la compagna rifiutata/o, non sentendosi più desiderati sotto il profilo strettamente sessuale, giustamente si pongono dei quesiti, dandosi spesso risposte totalmente errate. Cosicché, a lungo andare, perdono dapprima la stima di sé stessi e la fiducia nei propri mezzi, poi con l’andare del tempo si mettono crudamente in discussione, auto-colpevolizzandosi e ritenendo, inopinatamente, di essere scarsamente fascinosi o appetibili. Addirittura c’è chi arriva a credere che il rapporto sentimentale sia al capolinea, tout court.

Non è così, uno specialista può verificare se ci sono problemi organici come una disfunzione ormonale o dei cali ormonali e prescrivere una cura farmacologica. Spesso però alla base dei cosiddetti “matrimoni in bianco”, ci sono cause psicologiche. In questi casi bisogna innanzitutto analizzare oggettivamente il problema. Se una coppia ad esempio faceva l’amore tutti i giorni e poi a un certo punto della relazione per mesi interi non ha intimità, potrebbe trattarsi proprio di anoressia sessuale. Volendo affrontare seriamente il problema, l’aiuto di un sessuologo , ma anche semplicemente rivolgersi a un ambulatorio della coppia è indispensabile ci sono però anche delle strategie che si possono mettere in pratica. Se c’è una totale mancanza di desiderio non c’entrano le situazioni contingenti, non importa se siamo spesso stanchi o il nostro partner magari è un po’ cambiato, l’importante è non chiudersi al sesso. Anziché negare il problema, discuterne con il partner e aprirsi a eventuali soluzioni. Può essere utile ad esempio uscire dal solito tran-tran quotidiano. Concedersi dei viaggi di coppia, ricominciare a scoprirsi.

E se non esiste un compagno o una compagna?

Non possiamo nasconderci dietro l’alibi della solitudine. Il rischio è proprio quello di rintanarsi nel bozzolo e negarsi la possibilità di una vita di coppia. Bisogna capire che c’è un problema e avere voglia di affrontarlo.

Ricordate che meno fate l’amore meno lo fareste. E’ importante invece aprirsi allo scambio, fare anche semplice movimento fisico che aumenta il testosterone ovvero l’ormone del desiderio sessuale. Anche l’agopuntura può aiutare perché migliora la circolazione dell’energia nel nostro corpo.

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Elvia Grazi
Elvia Grazi, la nostra Ambasciatrice

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