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Posto fisso: non è per tutti

Meglio il posto fisso o la felicità?

Mia moglie dice che il mondo intero viaggia in aereo mentre io mi ostino ad andare in monopattino. Il fatto è che vivo secondo ritmi tutti miei, senza limiti d’orario anche perché il lavoro che faccio me lo permette. Sono pittore e qualche volta, quando ho l’ispirazione, lavoro di notte, per poi dormire di giorno, oppure faccio le ore piccole e mi sveglio per il pranzo. Sono lento, vivo bene nel mio disordine organizzato, preferisco coabitare con i miei tempi morti, con le distrazioni e i sogni, piuttosto che correre tutto il giorno come una trottola per lo stipendio di fine mese e il posto fisso. Non guadagno moltissimo, pur avendo un discreto talento, ma sono contento della qualità della mia vita. Purtroppo un amico di famiglia mi ha convinto a lavorare per l’agenzia pubblicitaria di cui è socio e qui sono iniziati i miei guai. Inizialmente la cosa mi divertiva, ho realizzato alcuni cartelloni e curato graficamente un paio di leaflet, quegli opuscoli di propaganda che di solito si accludono ai giornali, e ho avuto successo. L’agenzia mi ha quindi offerto un posto fisso e uno stipendio di tutto rispetto. Mia moglie ha festeggiato l’evento con una festa a sorpresa, ma quando siamo rimasti soli sono iniziate le discussioni. “Sai che non ho alcun senso pratico e che sono capace di rimanere giorni a guardare il soffitto per poi lavorare venti ore di fila” le ho detto “non ho nessuna intenzione di timbrare il cartellino né di limitare la mia vena artistica”. Lei mi ha guardato delusa, poi ha cercato di convincermi che non avrebbe avuto senso rinunciare a una simile opportunità anche dal punto di vista economico. Mi ha elencato la serie di ristrettezze in cui la costringo a vivere e la discussione è degenerata. Per la prima volta da che siamo sposati, e sono già dieci anni, mi ha ricoperto di improperi, ha detto che sono un perditempo, un grande sognatore e che, rinunciando alla possibilità che mi è stata offerta, negherei a nostro figlio un avvenire più facile e sereno. Ha concluso lapidaria ribadendo che sono un immaturo che non sa assumersi delle responsabilità. Da quel battibecco sono ormai trascorsi alcuni giorni, io sono offesissimo ma mia moglie, non solo non ha alcuna intenzione di chiedermi scusa, ma insiste perché io accetti di lavorare in agenzia, con il famoso posto fisso. Vorrei dirle che abbiamo vissuto sino ad ora più che dignitosamente con quello che guadagnavo e che non c’è motivo perché io stravolga la mia intera esistenza, le mie aspirazioni, solo per assecondare i suo sogni. La donna che un tempo ho sposato era fiera di me, amava la mia arte, i miei tempi rallentati possibile che la vita l’abbia a tal punto cambiata?
Matteo

La risposta di Elvia Grazi

Le abitudini di ogni giorno sono l’inevitabile scoglio contro cui si arenano molti matrimoni perché, una cosa è immaginare una vita con il proprio fidanzato, un’altra vivere insieme e scoprire che i propri ‘orologi vitali’ sono sincronizzati su misurazioni temporali diverse. Ecco quindi che tua moglie, che prima adorava il tuo modo di vivere un po’ fuori dal tempo e dalle cose, da bohemien, da artista, adesso sogna un uomo diverso, più concreto e attivo, con un posto fisso. Le tue qualità di un tempo per lei sono diventate difetti. In realtà, probabilmente sperava di cambiarti e adesso ti definisce immaturo. Tu invece stai bene come stai, agli stress del successo preferisci la tranquillità del privato e, se devi scegliere tra essere e avere, non hai dubbi. Non ami prendere di petto le situazioni perché la tua reale aspirazione è l’immobilismo. Difficilmente ti farai persuadere a rivoluzionare la tua vita anche perché non hai grandi ambizioni. È comprensibile che tua moglie sia un po’ esasperata e cerchi di smuoverti, e quello che è accaduto è stato probabilmente lo spunto per dare sfogo a tutte le sue frustrazioni. L’unica possibilità per te è cercare di convincerla che un posto fisso, con orari e regole prestabilite, sarebbe per te una violenza. D’altro canto, parlando con lei, dovrai anche cercare di capire quali altri tuoi atteggiamenti la disturbano e provare a modificare un po’ il tuo stile di vita disordinato.

Elvia Grazi, scrittrice, autrice del romanzo Lasciami contare le stelle

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Elvia Grazi
Elvia Grazi, la nostra Ambasciatrice

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