Altro l’anima cerca
Libri

Altro l’anima cerca di Sandro Ferri, edizioni e/o

24/04/2026
3 Visite

Altro l’anima cerca

Altro l’anima cerca di Sandro Ferri, Edizioni e/o, gennaio 2026, pp.144, €15,00

C’è un figlio che si sdraia sul pavimento di una cappella di un cimitero in Umbria, sperando di incontrare suo padre in sogno. È un gesto bizzarro, quasi comico, e, allo stesso tempo, carico di una disperazione dolce e silenziosa. Da questo gesto strampalato – che l’autore chiama “onironautica”: l’arte e la pratica dei sogni lucidi – prende le mosse il nuovo libro di Sandro Ferri, cofondatore, insieme alla moglie Sandra Ozzola, delle edizioni e/o, un memoir sui generis a metà strada tra l’autobiografia, il romanzo familiare e una riflessione sulla libertà.

Immagine di copertina
Benessere
Carbone vegetale per eliminare i PFAS dall’organismo? Lo studio
L’inquinamento ambientale è un problema diffuso a livello globale, il caso dei perfluoroalchilici (PFAS), composti chimici…

Sandro Ferri a Bologna: politica, ragazze e una chiave inglese in tasca

Prima vengono gli anni Settanta, e sono i più vivaci del libro. Un Giovane Ferri arriva nel capoluogo emiliano nell’autunno del 1974, con una borsa di studio alla Johns Hopkins e nessuna intenzione di sfruttarla. Milita in Lotta Continua, frequenta osterie, si approccia all’universo femminile e alla politica con la stessa curiosità disordinata.

La scrittura è asciutta e autoironica, senza scivolare nell’indulgenza: quel ragazzo, che porta la chiave inglese in tasca e si pente per decenni di aver rubato un’auto a un passante, è ritratto con lucidità e insieme lucido. Sono le pagine più divertenti del libro. E anche le più oneste.

L’uomo che non si fa conoscere nemmeno nei sogni: Sandro Ferri e il padre

Altro l'anima cerca
Foti di Hümâ H. Yardım da Unsplash

Al piano dei ricordi si intreccia quello dei sogni lucidi, in cui il narratore insegue il padre Rigo nelle battaglie sul delta del Po del 1945, che portarono poi alla Liberazione, come quella di Alfonsine. Viene raccontato anche il primo incontro con la futura madre, avvenuto in un’arena di lotta a New York.

Rigo è una figura mitologica: partigiano, avventuriero, giocatore d’azzardo, morto in un incidente in Normandia quando Sandro aveva sedici anni. Troppo presto per conoscerlo davvero ma in tempo per esserne segnato.

Il libro è il tentativo di colmare quella distanza. Ferri lo insegue di sogno in sogno, ma il padre gli sfugge sempre: non risponde alle sue domande, cambia argomento, scompare. Le domande restano senza risposta, e il libro è onesto da non inventarsela. Ci si ritrova a fare il tifo perché padre e figlio si fermano finalmente a parlare sul serio – e quando non succede si capisce che forse è già questo il punto. Non conoscere non significa necessariamente non sapere.

La libertà si eredita o si inventa? Ferri e la figlia Eva

Il terzo piano è il presente, in cui il narratore accompagna sua figlia Eva nel percorso da editrice indipendente a Londra, alle prese con la Brexit, le frontiere – fisiche e culturali – e il mercato editoriale britannico che accoglie a fatica editori stranieri.

Eva ridefinisce la libertà in modo sorprendentemente maturo: per lei la libertà coincide con la responsabilità, e la scelta di proseguire con l’impresa di famiglia non è un obbligo ma un atto di piena appartenenza a se stessa. Un intreccio generazionale che arricchisce il libro e lo apre al futuro, forse per impedirgli di chiudersi nella nostalgia.

La domanda a cui Sandro Ferri non risponde

Ciò che lega questi tre tempi non è soltanto il sangue di una famiglia, ma una domanda che attraversa ogni pagina senza mai trovare risposta definitiva: cos’è la libertà, e quanto costa ottenerla? Rigo la conquista con le armi e la dissipa al tavolo da poker. Il giovane Sandro la insegue tra i volantinaggi bolognesi convinto che basti rifiutare la scuola dei padroni per essere davvero libero. Eva la reinventa a modo suo, scoprendo che coincide con la responsabilità, non con la sua assenza.

Il libro chiude con un sogno — Roma, marzo 1944, via Rasella, la bomba dei GAP — in cui padre, figlio e nipote si trovano fianco a fianco davanti alla storia. Una scena che potrebbe sembrare eccessiva, e invece funziona, perché Ferri non cerca la retorica: cerca la comprensione. Tre generazioni che non si sono mai incontrate tutte insieme da vive, riunite in un vicolo romano sotto il fuoco tedesco. È un’immagine potente e malinconica allo stesso tempo.

In fondo, l’onironautica è solo un nome strano per una cosa semplicissima: il tentativo di fare i conti con chi siamo stati, con chi ci ha preceduto e con chi verrà dopo. Un libro che si legge con piacere e che, chiuso, lascia qualcosa addosso, la sensazione rara di aver assistito a una conversazione privata e necessaria, quella che nella vita reale non si riesce mai del tutto a fare.

Foto di copertina di congerdesign via Pixabay

Paola Monselli, musica, libri, cinemaHo 25 anni e una colonna sonora costante. Sogno di lavorare nel mondo della musica, quello senza riflettori lontano dai palchi dove succede tutto davvero. L'unico momento in cui accetto il silenzio è quando leggo. Sono alla ricerca costante di qualcosa, chissà forse lo troverò in un album o tra le righe di un libro. Mi sono laureata a Parma in Comunicazione e media contemporanei per le industrie creative.