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Andrea Camilleri: C’è un’Africa che mi fa sorridere, quella di Bartolo

Medico, volontario, scrittore, però la prima cosa che colpisce di lui è la simpatia. Michelangelo Bartolo è  un uomo capace di farti sorridere con due parole  e, di questi tempi, non è poco. Dirige il reparto di telemedicina dell’Ospedale San Giovanni di Roma ed è tra gli ideatori del programma Dream della comunità di S. Egidio per la prevenzione e il trattamento dell’Aids e della malnutrizione in Africa.  Ha scritto La Nostra Africa – cronache di viaggio di un medico euroafricano, (Gangemi) che ottenuto 15 ricoscimenti letterari, uno per tutti:  Primo classificato al Concorso Mario Soldati 2012.Bartolo
Africa. Aids. Malnutrizione. Violenza. Povertà assoluta. E uno pensa subito…”meglio stare alla larga”.
Eppure Andrea Camilleri dice: “E’ un romanzo che mi ha appassionato e divertito”. Roberto Gervaso (riferendosi all’autore scrive) “Questa è la sua prima testimonianza scritta con passione, vivacità, humor.” L’attore Flavio Insinna (riferendosi all’Africa) dice che Bartolo ce la fa scoprire e vivere con allegria.
Vi posso assicurare che è proprio così: La Nostra Africa è un libro scritto in modo estremamente semplice; i temi sono durissimi, ma Bartolo ci evita pugni allo stomaco, non ci butta in faccia la tragendia, si muove tra le righe con garbo e grande ironia.
L’avventura che prende il via nel 2001 in Mozambico, un paese reduce da oltre un decennio di guerra civile e martoriato da mille problemi. Un medico italiano specialista in angiologia, si lascia convincere a prestare la sua opera come volontario per un mese, nella capitale, con il compito di sdoganare un container che contiene gli strumenti necessari ad allestire un laboratorio per la diagnosi dell’AIDS. Non conosce la lingua, il clima è torrido, la periferia pericolosa, la corruzione è ovunque.

“In quel momento ho pensato di essere la persona sbagliata, nel posto sbagliato, nel momento sbagliato”, racconta Bartolo. E invece, dopo quella prima volta, ha compiuto decine di missioni in diversi paesi africani per aprire centri di cura e servizi di telemedicina.

Dream è un progetto di cooperazione:  i volontari italiani non fanno tutto da soli ma lavorano sempre con personale locale, quindi creando non solo opportunità di lavoro, ma soprattutto rendendo il più autonomi possibile i paesi coinvolti.

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Quella scritta da Bartolo è la storia di una missione che bisogna conoscere: ci serve per andare oltre al nostro orticello, serve per guardare oltre la staccionata. Poi ognuno deciderà cosa fare secondo coscienza. Una sola cosa non ci sarà più possibile dire dopo aver letto La nostra Africa: “Tanto quello che potrei fare non servirebbe a niente…”.

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Rossana Pessione, Direttore responsabile

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