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Art & show – Alessandro Fullin: labirinti verdeggianti per un panico botanico

Alessandro Fullin, attore comico noto a tutti gli estimatori di Zelig, ha da pochi mesi dato alle stampe il suo ultimo romanzo, “Panico botanico”, per le edizioni Cairo.

Non è un battesimo della scrittura, dal momento che alle spalle ci sono già altri quattro romanzi, ma di certo è un libro dalla gestazione pachidermica, dal momento che, come racconta lo stesso Alessandro, venne scritto trent’anni fa e successivamente chiuso in un cassetto, per poi essere riportato a nuova vita in tempi recenti.

Irresistibili lezioni di Tusculano con la professoressa Fullin e la sua autentica mise americana
Irresistibili lezioni di Tusculano con la professoressa Fullin e la sua autentica mise americana

Nel presentarsi ai suoi lettori, Fullin non riesce a scordare di essere il personaggio ironico e caustico che tutti conoscono: smesso il Pigiama Palazzo indossato dalla Professoressa durante le sue lezioni di Tusculano,abbandonate le improbabili declinazioni ricavate dalla Stele, rimane lo spirito comico, così intenso da trasformare l’evento letterario in un one man show.

 

”Panico botanico”è una storia che si snoda tra piante secolari, donne ambigue e passioni eterosessuali, tre argomenti di cui lui dichiara di non sapere in realtà nulla e sui quali ha sciolto le briglie alla sua immaginazione.

Ed ecco allora che ci si trova catapultati in uno straordinario giardino, dove si ritrovano due studiose di botanica, che si rivolgono l’una all’altra con l’uso del “voi”, come nella più classica tradizione ottocentesca.

Sono donne che sembrano uscite dalle pagine di Jane Austin ma anche di Mary Shelley, con una identità confusa, amiche nemiche, in lotta perenne con rampicanti striscianti come pericolosi serpenti tra i meandri di una antica magione.

Alberi, serpenti, figure femminili, passione, conoscenza….

Sono segnali di lettura che Fullin dissemina in un racconto rapido, ricco di citazioni letterarie e cinematografiche, un po’ romantico un po’ gotico, da non lasciar scivolare con indifferenza anche se sono sufficienti poche ore per impadronirsi della vicenda.

Cosa si nasconde in quel giardino, dove chi scopre la verità non la può più raccontare o sembra sparire nel nulla?

Il misterioso labirinto
Il misterioso labirinto

Chi è davvero il bellissimo giardiniere Esteban, unica presenza maschile a curare una vegetazione dai nomi così simili al vero da sembrare reali, costruita sulla falsariga di erbari secolari?

Alessandro Fullin gioca coi generi letterari, con le conoscenze botaniche, coi grandi perché della vita umana, concedendoci il lusso di percorrere qualche tratto del suo labirinto vegetale per poi spiazzarci, nel finale, con una imprevedibile soluzione del mistero.

Melania, Irina, la signorina Prugineim e Brenda si avvicendano tra un ibisco e un’edera selvaggia, tra un the nel Salotto delle Rane e i diciassette volumi dell’opera di Irina Lariovna, mentre il mondo al di fuori del cancello di quel giardino sembra non esistere.

Troppo per credere ad Alessandro Fullin che si prende bonariamente gioco dei suoi lettori dicendo loro che ha scelto di fare anche lo scrittore per pagare le bollette!

Abbastanza, invece, per comprendere che il labirinto di cui si parla è dentro di noi, con le paure e le pulsioni che vi si accompagnano, che non è solo un topos letterario ma è un indizio da cogliere, da seguire, per procedere nel percorso della conoscenza, per cogliere i frutti prima che l’invasione delle Blatte distrugga ogni cosa, ogni traccia, ogni memoria.

La Natura è la vera padrona in queste pagine, una natura poco idilliaca, anche pericolosa, che si piega malvolentieri a improbabili classificazioni latine, ma non cessa di essere l’irraggiungibile Eden.

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 AUTORE : Alessandro Fullin

TITOLO : Panico botanico

EDITORE : Cairo

Pagg. 140, euro 13.00  

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Luisa Perlo, Critico Letterario

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