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Art & Show – Piccoli aforismi sulla lettura come augurio per il nuovo anno

Buon anno, Lettori e Lettrici, possa il 2015 regalarvi i libri più belli, quelli che ancora non avete trovato sugli scaffali delle librerie e che aspettate con ansia.

E’ irrilevante che siano freschi di stampa o datati, che al momento vivano ancora nella mente di chi li sta scrivendo o giacciano da decenni o magari anche da secoli laddove ancora non li avete scovati: l’augurio per l’anno che viene, che sempre desideriamo migliore del precedente, è di poterli fare vostri.

Ritagliatevi intanto un piccolo spazio tra le vostre occupazioni, come Ludovico Ariosto  auspicava facesse il suo mecenate estense,per godervi questi piccoli aforismi sulla lettura di autori eccellenti.

“I libri non risolvono i problemi, ma aprono la strada, aprono la mente e gli occhi”.

A. Spampinato
A. Spampinato

Come non condividere queste parole di Alberto Spampinato?

Chiunque legga conosce la forza d’urto delle parole, la potenza in esse intrinseca, a volte più incisiva e devastante di qualsiasi azione concreta.

Alberto Spampinato le ha usate per raccontare la storia di suo fratello, Giovanni, giornalista siciliano ucciso dalla mafia nel 1972 perché colpevole di voler scrivere troppo.

Il suo “C’erano bei cani ma molto seri” racconta la storia di un uomo che ha osato, in anni difficili, indagare tra intrighi politici e relazioni pericolose nella terra ragusana, protetti dalla complicità silente dello Stato.

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E’ una denuncia secca, quella di Giovanni, di taglio giornalistico, che ha lo scopo di portare a galla le difficoltà che spesso chi scrive incontra sul suo cammino, ma aiuta a comprendere come il nostro leggere sia a volte il risultato di una tremenda fatica dello scrivere.

 

 

“I libri andrebbero scritti unicamente per dire cose che non si oserebbe confidare a nessuno.Un libro deve frugare nelle ferite, anzi deve provocarle. Un libro deve essere un pericolo.

Un libro che lascia il lettore uguale a com’era prima di leggerlo è un libro fallito.” (E. Cioran)

E. Cioran
E. Cioran

Emil Cioran, il filosofo e saggista di origine rumena poi vissuto da apolide in Francia, non ha dubbi su ciò che un libro debba rappresentare: è un frammento di vita che ci resta impigliato tra le mani e di cui non dobbiamo più liberarci.

Il suo sguardo lucido e tagliente si è posato nel corso della sua lunga esistenza sui dettagli della realtà, ammesso che ne esista davvero una, ma ha dato vita, già nel lontano 1952, ai suoi

 

“Sillogismi dell’amarezza”, un imprescindibile termine di confronto per chi ama gli aforismi sulla lettura, in cui lascia intravedere i cardini del suo pensiero, ciò che sta alla base del suo senso della disillusione, della sua amarezza nei confronti della vita, della compagnia costante della noia e della solitudine nella sua esistenza (leopardiano cosciente o incosciente, codesto filosofo?).

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E’ certo una lettura impegnativa, soprattutto in funzione del fatto che lo stesso autore rappresenta nel suo insieme un piccolo enigma letterario, con i suoi trascorsi e l’elaborazione di un sistema di idee che lo fece amare o odiare, senza mezzi termini, dai massimi rappresentanti della cultura, soprattutto francese, del suo tempo.

Ma un Lettore o una Lettrice non pongono limiti al loro viaggiare con la mente.

 

“Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.”

V. Woolf
V. Woolf

 

L’aforisma di Virginia Woolf  ben si adatta al loro essere e al loro pensare, sebbene possa destare la contrarietà dei Non- Lettori, restii a definire in questi termini la felicità senza tempo.

 

Nella ricerca di quest’ultima un tassello importante non può non essere la “Gita al faro” della stessa Woolf, il romanzo dell’attesa, del non ancora compiuto, della quotidianità che si trasforma nella sollecitazione per la costruzione di una storia che ha collocato la scrittrice inglese nel gruppo dei più importanti narratori europei di inizio Novecento, quelli che hanno mutato dalle fondamenta il romanzo moderno, trasformandolo in ciò che esso è oggi.

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Leggere Virginia Woolf è comprendere anche quali siano stati i primi passi verso il femminismo, dato che la scrittrice fu attivista nel contesto dei primi movimenti di liberazione femminile e traspose nei suoi romanzi le riflessioni sulla necessità della parità tra i due sessi.

Vinse le forze contrarie a lei esterne, ma non riuscì a sconfiggere il male oscuro che corrodeva il suo vivere, la depressione, tanto da decidere con un gesto plateale di uscire dalla scena di questo mondo, cercando un altrove meno doloroso.

A noi è data la possibilità di trovarlo serenamente tra le pagine di un libro, questo mondo “altro”, rimanendo saldamente e affettuosamente legati alla nostra realtà, come ci suggerisce Amèlie Nothomb:

A. Nothomb
A. Nothomb

“Si vede subito quando uno legge. Chi legge, chi legge veramente, è altrove.”

 

Per cercarlo, l’altrove, è sufficiente immergersi nelle pagine della “Nostalgia felice” il suo ultimo lavoro, nel quale la scrittrice, che visse a lungo in Oriente da bambina seguendo l’attività diplomatica del padre, torna in Giappone per ritrovare alcune delle sue radici in un mondo totalmente opposto a quello occidentale, dove la nostalgia può anche essere dolce, felice, appagante, non malinconica o triste come siamo soliti intenderla.

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Questo universo stravolto dal più recente terremoto viene rivissuto con passione dalla Nothomb, che recupera la sua “ nipponicità “ per se stessa e per noi, che con i suoi racconti ci porta spesso ad approdare in luoghi della mente, non certo in luoghi fisici.

Anche Amèlie, come quasi tutti gli scrittori famosi, ci regala ogni tanto qualche aforisma sulla lettura, un pensiero un po’ cinico o un suggerimento su come dovremmo essere:

“Un lettore vero è chi si immerge talmente nella lettura di un testo da uscirne cambiato, che si pone nei confronti del libro in uno stato di disponibilità profonda.”

Proviamoci, il cambiamento sarà gratificante, perché, come ci ricorda lo  Snoopy di Schultz, “Leggere è un cibo per la mente e tutto ciò che ha che fare con il cibo deve per forza essere buono”.

Buon 2015 di buoni, anzi ottimi, libri.

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario

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