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Gianmario Pagano, piccola storia di un grande uomo

Gianmario Pagano, piccola storia di un grande uomo

Don Gianmario Pagano è uno sceneggiatore, presbitero e insegnante impegnato in una missione moderna che richiede sforzi titanici: “aiutare chi è interessato a comprendere ciò in cui crede o, spesso, ciò in cui non crede”.

Immaginarlo avulso dal mondo reale, immerso nei suoi studi (dopo il baccalaureato in Filosofia e Teologia alla Pontificia Università Gregoriana, ha conseguito la Licenza in Sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico, la Laurea Magistrale in Filosofia della Scienza alla Pontificia Università Lateranense e la Laurea Magistrale in Estetica filosofica all’Università degli Studi di Roma La Sapienza) è quanto di più lontano dalla realtà ci possa essere.

Ordinato sacerdote della Chiesa cattolica nel 1987,  negli anni successivi è stato consulente, produttore, sceneggiatore per la serie televisiva “La Bibbia”, vincitrice del premio Emmy nel 1995.

L’attività di Gianmario Pagano come sceneggiatore è strettamente correlata al fenomeno della fiction religiosa e pedagogica italiana della seconda metà degli anni ’90, finalizzata a trasmettere contenuti significativi, e quindi anche religiosi, con professionalità e competenza, in alternativa allo stile dominante delle telenovelas.

Fu autore di un libretto de La Divina Commedia (“L’uomo che cerca l’amore”) per il compositore Marco Frisina, un’opera musical ispirata al poema dantesco.

Insegnante di Religione a Roma, nel 2016 apre il canale YouTube Bella, prof!, un blog e una pagina Facebook con lo scopo di mantenere i rapporti con i suoi ex allievi, per sottolineare ancora una volta il suo legame col mondo giovanile e le sue difficoltà.

Tra le sue opere sceneggiature e soggetti per la televisione, ma anche per il teatro: l’ultima, in ordine di tempo, è E.T. – L’incredibile storia di Elio Trenta.

Un palcoscenico, un uomo e la sua storia

Che il mondo stia in equilibrio tra ciò che è giusto e ciò che è ingiusto è una lezione che  abbiamo imparato da tempo, per cui nessuno più si stupisce a fronte di memorie cadute ingiustamente nell’oblio e momenti di celebrità assolutamente privi di fondamento.

Così va spesso il mondo, come ci ha insegnato Manzoni.

Ciò che colpisce di più nella società dell’apparenza è invece il desiderio di recuperare nell’ombra fatti e personaggi per lo più sconosciuti e dar loro non il breve quarto d’ora di celebrità a cui tutti, secondo Andy Warhol abbiamo diritto, ma una memoria duratura, perché necessaria e giusta.

Così è stato allorquando Luigi Diberti, attore di grandissima esperienza dotato di grande fiuto drammaturgico, ha incrociato sul suo cammino una storia meravigliosa: consapevole del suo valore, in una sorta di risarcimento postumo, ha chiesto a Gianmario Pagano, scrittore esperto d’anime fragili, di trasformarla in un monologo teatrale.

Ha preso così forma E.T. L’incredibile storia di Elio Trenta, un intenso monologo che è un racconto di vita, oggi fruibile sotto forma di lungo racconto autobiografico per volontà della casa editrice Graphe.it.

Gianmario Pagano e il suo giovane inventore

Protagonista della vicenda è Elio Trenta, classe 1913, nato a Città delle Pieve e morto giovanissimo nel 1934.

La sua scuola è l’officina del padre, uomo un po’ burbero ma dotato di capacità ad ampio raggio e di lungimiranza nel futuro, capace di idee improvvise e luminose come la luce elettrica: voleva far diventare il

mondo un posto migliore accendendo lampadine.

Elio cresce lì, a fianco di un uomo che gli insegna a fare qualunque cosa e che qualunque cosa si può fare.

La sua passione sono i motori, le automobili che a quel tempo cominciavano a percorrere le nostre strade.

Siamo agli inizi degli anni Trenta del secolo scorso, l’Italia è nelle mani di un uomo che ha preso il potere e continua impassibile e la sua costruzione di una dittatura imperfetta, il futuro appare connotato dal mito della velocità, della forza, del maschilismo puro.

Il mondo della cultura fa i conti con un movimento che fa della modernità la sua bandiera, il Futurismo, per i cui adepti proprio l’automobile è il simbolo del cambiamento, dello svecchiamento, del processo che dovrà far cadere nella polvere il passato e i suoi miti.

Di tutto ciò probabilmente nulla arriva a Città della Pieve, ma Elio Trenta sarebbe stato amato dai Futuristi, se lo avessero conosciuto.

Gianmario Pagano affida al suo protagonista il compito di raccontarsi in prima persona, per poter dar voce ai suoi sogni e alle sue emozioni.

Scorrono così tra le pagine le idee di un ragazzo innamorato dell’automobile e di una donna a cui avrebbe dovuto dare lezioni di guida, lui che la patente neanche l’aveva, tanto che, alla prima lezione pratica, i suoi sogni si catapultano in un fosso insieme all’automobile.

L’insuccesso della guida declinata al femminile invece di generare i primi stereotipi sulle donne al volante fa nascere in Elio Trenta un pensiero ben diverso: cosa inventare affinchè la guida diventi più semplice ed escluda la difficoltà del cambio marce?

Come realizzare un meccanismo capace di questo? Elio Trenta non ha studiato, non ha una laurea in ingegneria, ma è un ragazzo eccezionalmente intuitivo e altrettanto operativo: è osservando una gara del Giro d’Italia che l’idea prende forma e poco tempo dopo sostanza.

Elio Trenta ha inventato il cambio automatico.

Gianmario Pagano, un riconoscimento arrivato dopo un secolo

Passo successivo: il brevetto, facile da ottenere.

Ben più complesso il seguito: presentare il progetto a chi lo possa capire.

Chi meglio di Giovanni Agnelli e dalla sua FIAT?

Per Elio è il concretizzarsi del sogno, per Agnelli no: il senatore non condivide il suo pensiero sulla sicurezza, è invece proiettato verso un futuro che contempli velocità e denaro, pronto a investire non sulla sua innovazione ma sulla Balilla, la macchina simbolo dell’era fascista.

Il giovane inventore viene liquidato.

Elio Trenta, il primo anche se non l’unico inventore del cambio automatico, si ammala dopo poco tempo e muore nel 1934, portando con sé la memoria dei suoi progetti e della sua invenzione, dimenticato da tutti.

Senza Luigi Diberti e Gianmario Pagano forse il silenzio si sarebbe protratto ancora a lungo, perché noi uomini siamo molto lesti nello scordare che le comodità di oggi ieri non c’erano e qualcuno deve ben averle ideate e applicate!

A Elio Trenta è stata restituita la giusta dimensione: solo su un palco, un attore racconta al pubblico la sua storia, immedesimandosi in lui, muovendosi accorto tra ironia e serietà, tra passione per i motori e amore per le donne irraggiungibili.

Luigi Diberti gli ha dato voce interpretando il monologo per la prima volta al Festival di Todi nel settembre 2021, leggere la piccola storia di questo grande uomo è un modo per continuare a mantenerlo in vita, anche se un secolo in ritardo.

Gianmario Pagano, piccola storia di un grande uomoAUTORE : Gianmario Pagano ( da un’idea di Luigi Diberti)

TITOLO : E.T. L’incredibile storia di Elio Trenta

EDITORE : Graphe.it

PAGG. 60     EURO 10,90

 

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario

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