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Le donne fuori schema di Alberto Schiavone

Le donne fuori schema di Alberto Schiavone

E’ coincidenza il fatto che l’ultimo romanzo di Alberto Schiavone, “ Ogni spazio felice”,  che pone al centro della narrazione una donna infelice e abbruttita dall’alcol sia apparso in libreria in concomitanza con la settimana dell’8 marzo?

E’ accorta politica editoriale (le donne, si sa, regalano spesso libri ad altre donne in occasione di questa ricorrenza)?

O è un dono che lo stesso autore dedica all’universo femminile per ricordare che le donne sono importanti e amate anche quando non sono belle, non sono giovani, non hanno un corpo da urlo, ma sono fragili, irritanti e disfatte dagli eventi della vita?

Alberto Schiavone ha fatto suo il messaggio contenuto in uno degli incipit più famosi della storia della letteratura, quello di Anna Karenina, e si è inoltrato nei meandri di una famiglia qualsiasi, in una Milano qualsiasi, per raccontare come ogni famiglia infelice sia infelice a modo suo, perché non c’è mai un’infelicità uguale ad un’altra.

Rabbia e riscatto nelle pagine di Alberto Schiavone

Abbattere gli stereotipi sembra essere stato il motore propulsore di questa vicenda: prendi un matrimonio, duraturo da vent’anni, aggiungi un figlio ed una figlia, amati e cresciuti seguendo l’istinto del proprio amore, condisci il tutto con due professioni decorose ed alla portata, un vigile ed un’insegnante, ed avrai come risultato una famiglia felice, uguale a tutte le altre famiglie felici.

E invece no. In questo meccanismo qualcosa non va, gli scarti dalla norma sono devianti a tal punto da far precipitare la situazione senza che ci si ricordi nemmeno più come è cominciata, la discesa agli inferi.

Ci si ritrova un giorno seduti ad un tavolo dove Ada, la propria moglie, consuma le giornate tra sigarette e alcol, indossando lise vestaglie da casa e camminando scalza, furiosa con il mondo intero per ciò che non è andato come avrebbe dovuto.

Si ha come la sensazione di essere complici di quanto accade, non tanto per ciò che si è fatto o si fa, quanto piuttosto per ciò che non si è stati capaci di fare.

Vive così Amedeo, capace soltanto di raccogliere le bottiglie vuote abbandonate in casa per una diligente raccolta differenziata, per la quale ottiene solo il sarcasmo di Ada.

Il mattino in cui Mario, un ex alunno della professoressa, giunge inaspettato a farle visita in nome dell’affetto sconfinato per la donna che gli ha spalancato le porte di un mondo, quello degli scrittori e dei loro libri, quando sedeva tra i banchi di scuola, Amedeo prova un senso di rassegnata vergogna per la propria casa e per la propria moglie, incapace però di trovare la forza per cambiare.

A lui basta sognare, per evadere, immaginare storie imbastite sulla vita presunta di sconosciuti casualmente incrociati e creare fantasie sessuali con le coinquiline del proprio palazzo.

Amedeo ed Ada sembrano fossilizzati in questa quotidianità degradata, in una dignità persa da troppo tempo per poterla ricucire nei suoi strappi, ma a scuoterli dal loro torpore arriva un nuovo elemento destabilizzante: Sonia, la loro figlia, è in attesa di un figlio il cui padre si è dileguato.

Come talora accade, appurato che il peggio non ha mai un limite di confine oltre il quale ci si sente al riparo, quest’ultima notizia, unita alla presenza costante di Mario nella sua vita spenta, dà uno scossone all’apatia di Ada, al suo torpore costruito con metodicità giorno dopo giorno grazie all’alcol.

Amedeo ne è coinvolto, ne subisce la forza d’urto ed è pronto ad affiancare la moglie in questo proposito di riscatto, rimettendosi completamente in gioco nella disperata ricerca di una verità che pacifichi il cuore di Ada e di Sonia.

Alberto Schiavone indaga ogni spazio felice

Nervoso e scattante, in una paratassi incalzante, lo stile di Alberto Schiavone richiama il modo di pensare che contraddistingue il nostro presente, pronto a costruire tutto e subito, senza tempi lenti e fluidità riflessiva.

Raccontata al presente, con la volontà di mettere a nudo le rughe sul volto e nell’anima dei protagonisti, la vicenda scorre rapida sotto i nostri occhi, senza permetterci di indugiare troppo su una descrizione, su una riflessione, perché già il resto incalza e schiaccia ciò che è stato.

La scrittura come la vita, nelle pagine di Alberto Schiavone, con una lucidità ed una durezza che a volte feriscono ma che corrispondono al vero: la felicità fasulla scivola nella solitudine realisticamente oggettivata, la malinconia del quotidiano diventa la regola del vivere.

Già nei suoi romanzi precedenti lo scrittore non aveva fatto sconti a nessuno, che fossero uomini o donne, tratteggiando impietosamente figure di forte impatto emotivo, come nel suo lavoro d’esordio, “La mischia” (2009).

A ben vedere, però, Alberto Schiavone, che trovò la strada del successo appena trentenne, non si lascia travolgere completamente dalla negatività del presente, succube delle nefaste profezie sulla società del domani che annichiliscono la sua generazione, e propone attraverso il personaggio di Ada una figura positiva, come lo sono tutti quelli che dagli inferi in cui sono precipitati trovano la forza di riemergere alla luce.

Come ogni donna di questo modo, felice o infelice che sia, Ada riscatta un presente insostenibile grazie ad un passato che vedeva in lei una donna carismatica e all’amore che prova per la sua famiglia, che la ama di un amore silenzioso e triste, ma più forte di qualsiasi bicchiere di vino.

Basta una settimana, tanto dura lo svilupparsi della vicenda, per giocarsi una vita, per cercarsi e ritrovarsi, per capire che si è soli anche in mezzo a tante persone, ma basta poco, basta essere in due, per sconfiggere i mostri peggiori.

Le donne fuori schema di Alberto Schiavone

 

AUTORE : Alberto Schiavone

TITOLO : Ogni spazio felice

EDITORE : Guanda

PAGG.240,  Euro 16,00

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario

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