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Libri-Ladri di anime. Cronaca di un abuso

Le vittime sono sempre innocenti, spesso le vittime sono bambini.
Anche Giulia è una bambina, aveva solo 5 anni quando qualcuno di cui si fidava le ha rubato l’innocenza, le ha rubato l’anima. E’ lei la protagonista del libro Ladri di Anime dell’autore bresciano Ivano Gaioni, edito da Giambra Editore. La vita già di per sé complicata di una coppia viene improvvisamente sconvolta quando si scopre che la bambina di lei è vittima di abusi sessuali. Inizia così un lungo e difficile percorso dove ci si scontra, oltre che con l’orrore di una violenza ai danni di Giulia, con l’indifferenza della gente e con gli strani meccanismi della Giustizia.

A metà tra romanzo e saggio, Ladri di anime si ispira non a un singolo fatto, ma ai molteplici episodi di violenza  sui bambini che l’autore ha conosciuto dal 2004 al 2009 quando lavorava come volontario in un’associazione che si occupa di lotta alla pedofilia e di tutela dell’infanzia violata. Gaioni ha uno stile, asciutto, quasi privo di commenti, molto vicino alla cronaca giornalistica più che allo stile del narratore. “Ho voluto mantenere il più possibile un tono neutro”, racconta lo scrittore quarantenne di Pisogne.

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“L’argomento, di per sé, scatena emozioni forti, difficilmente controllabili e invece nelle vicende di pedofilia è importante rimanere lucidi, anche quando se ne parla”. Lucidità, tenacia e coraggio sembrano essere le caratteristiche indispensabili a chi si trova a combattere in prima persona l’inaccettabile fenomeno dell’abuso sui minori: “Purtroppo i mostri esistono e quando vengono scoperti sono bravissimi a difendersi”, dice Gaioni. “Non soltanto molestano, abusano, distruggono la serenità dei nostri figli, annientano gli equilibrii familiari, ma ci vogliono far credere che i bambini si sono inventati tutto, che i loro genitori sono dei visionari. E purtroppo, spesso, i ladri di anime sfuggono alla condanna sgusciando tra le maglie della rete della giustizia”.

Padre di una figlia ventenne Gaioni e la sua famiglia sono stati più volte minacciati proprio per essersi schierati dalla parte dei più deboli: “Purtroppo la pedofilia è un fenomeno brutale quanto antico che si annida anche tra le pieghe più rispettabili della società civile”, conclude Gaioni. “Quando si sfiorano certi ambienti e i pedofili si sentono minacciati si può andare incontro a reazioni pesanti, ma non dobbiamo abbassare la guardia.

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Rossana Pessione, Direttore responsabile

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