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Nel cuore di Massimo Giuntini c'è un' irlandese speciale

Nel cuore di Massimo Giuntini c’è un’ irlandese speciale

Massimo Giuntini ha scelto la cornamusa. Non è facile pensare a cosa ci possa essere di più distante, territorialmente e culturalmente, di un italiano (per di più di una zona interna della Toscana) e di uno strumento musicale che non è certamente nel novero degli strumenti nazionali. Infatti, la cornamusa citata da Massimo Giuntini nel titolo del suo libro, proviene dall’Irlanda.

Nel cuore di Massimo Giuntini c'è un' irlandese specialeMassimo Giuntini, però, ha messo per un po’ da parte il suo strumento per scrivere Un Toscano e l’Irlanda (la mia strana vita con una cornamusa) in cui ci racconta le sue tante e prestigiose esperienze musicali, e anche di vita, che lo hanno portato su e giù per l’Italia, all’estero, fino all’altra parte del mondo. E sono esperienze di ogni genere, tra concerti, sale d’incisione e anche qualche incursione di altissimo livello nel mondo del cinema aprendoci una finestra su un mondo che chi è solo ascoltatore o spettatore può conoscere di riflesso, per lo più immaginando, sognando, o attraverso la lente (deformante) dei media.

Massimo Giuntini: quando lasciai il clarinetto per un’irlandese

Il libro parla ampiamente di tutto ciò, partendo dagli esordi di questo musicista, che compie le sue prime esperienze nel modo più classico e forse più banale: con una band di paese, una di quelle che tra la fine degli ’70 e tutti gli anni ’90 sono state il punto di partenza per tanti giovani desiderosi di fare musica di gruppo. Contemporaneamente, Massimo Giuntini comincia a fare viaggi su viaggi in Irlanda, una terra che lo affascina fin da subito per le sonorità, per i ritmi, per la gente. Pure per un certo strumento, la cornamusa irlandese, che immediatamente lo cattura, che lo fa letteralmente innamorare facendogli mettere in disparte il clarinetto, con il quale aveva iniziato ad affacciarsi nel mondo della musica.

Nel suo “Un toscano e l’Irlanda”, Massimo Giuntini parla anche della sua lunga esperienza con i “Modena City Ramblers”, un nome che riveste un particolare significato per tanta gente. Anzi, ne riveste più di uno, visto che i Modena rappresenta, per molti giovani… di tutte le età, un’immagine di impegno sociale e politico, oltre che di musica ben fatta, di professionismo mai fine a se stesso, di coinvolgimento e di voglia di appartenenza. Ma Giuntini ci parla anche del suo incontro con tanti musicisti di livello internazionale, di quello carismatico con Martin Scorsese, della sua partecipazione al film “Gangs of New York” (un pezzo di Massimo Giuntini è anche nella colonna sonora), e di mille altre situazioni che si svolgono tra Italia, Irlanda, Sud Africa. Per poi ritrovarci, nel giro di poche pagine, nel cuore della provincia italiana.

Massimo Giuntini: “musica e scrittura sono due linguaggi dell’anima”

Il libro, pur con uno stile pacato e leggero, ha ritmo e non annoia mai, rivelandoci un Massimo Giuntini capace di “suonare” la sua scrittura con una maestria che avvince e cattura, al pari dei pezzi musicali che continua a suonare, a comporre, a produrre. Sempre a proposito degli improvvisi cambi di scenario, quella che colpisce è la pari dignità e importanza che l’autore regala ai vari capitoli del libro; sia che stia raccontando di un piccolo concerto in un locale di provincia, che delle prestigiose esperienze con i grandi nomi della musica internazionale. Tutto è trattato e donato al lettore con grande semplicità, come se fossero cose normali o alla portata di tutti.

Al centro del libro di Massimo Giuntini è sempre e comunque l’Irlanda, che traspare con le sue atmosfere e si percepisce fra le righe anche quando l’autore sta parlando di tutt’altro; come un imprinting che lo ha marcato culturalmente in modo indelebile, come un incontro inevitabile e necessario per la sua completa crescita musicale e anche umana.

Nel cuore di Massimo Giuntini c'è un' irlandese speciale AUTORE: Massimo Giuntini

TITOLO: Un italiano e l’Irlanda
La mia strana vita con una cornamusa

EDITORE: Editrice Zona
pp. 166 – EURO 17

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