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Roberta Biginelli, quando la memoria si fa scrittura

Roberta Biginelli, quando la memoria si fa scrittura

Roberta Biginelli, quando la memoria si fa scritturaCuneese di nascita, legata da un grande amore alla città e alla provincia “granda” piemontese, Roberta Biginelli vi ha svolto per lunghi anni la sua attività di insegnante di letteratura e filosofia, prima del giusto riposo pensionistico.

Come spesso capita a chi ha fatto della lettura e della scrittura il proprio pane quotidiano per molti anni, anche la Biginelli ha ritagliato in questo nuovo tempo lento uno spazio per sé, per il recupero dei propri ricordi del passato che ha trasformato in un romanzo.

La memoria è diventata così scrittura, rivolta alla rivisitazione di quanto vissuto all’ombra delle grandi montagne cuneesi da lei sempre amate, sin da quando era bambina.

 

La gioia delle piccole cose in Roberta Biginelli

“Ove nidificano i balestrucci” è la storia di una donna , Giulia, la cui esistenza si snoda nella seconda metà del secolo scorso e viene toccata da avvenimenti di devastante impatto, come la seconda guerra mondiale, o di profonda e radicale trasformazione, come la rivoluzione del ’68.

In un percorso à rebours, nella sua casa di montagna, la donna riporta a galla i momenti salienti della sua esistenza, i dolori che l’hanno caratterizzata ma anche le gioie, le piccole gioie, che l’hanno resa migliore.

Le montagne che l’autrice e il suo alter ego Giulia amano sono quelle in cui si perde lo sguardo al mattino, sulle quali la luce della sera proietta le sue ombre lunghe e malinconiche, sulle quali i piccoli piedi di bambina hanno compiuto i primi passi, a causa delle quali sono state versate lacrime amare di dolore per la perdita di qualcuno che da lassù non è più tornato.

Sono le montagne di Cuneo, le montagne di Entracque.

Il percorso di Giulia è iniziato a Cuneo, a cui è legata la sua adolescenza, ma poi si è protratto a Torino, la città lontana e così diversa dalla provincia negli anni Sessanta, quando i venti del cambiamento cominciavano a soffiare, e totalmente staccata da essa negli anni Settanta, quando la nuova generazione si era convinta di possedere le redini del futuro e le parole della verità.

Giulia è in realtà una persona semplice ma intensamente ricca di emozioni e sentimenti, il mondo a volte sembra travolgerla e lasciarla stordita, ma lei sa trovare con il suo sguardo puro la bellezza in ogni dove, sa gioire della vita nelle sue espressioni positive, sa credere sempre nella ricchezza del domani.

Le pagine di Roberta Biginelli ci raccontano di lei ma anche della sua famiglia, dei nonni usciti da prove difficilissime e dei genitori molto amati, un padre perso troppo presto e una madre compagna di tutta la vita.

La felicità di Giulia sta nel poter ritornare alle sue montagne, proprio come i balestrucci, piccole rondini, riescono nonostante la loro apparente fragilità a ritrovare ogni anno il nido abbandonato per migrare altrove.

Per gioire della vita basta poco, sembra dirci Giulia, basta l’intensità dell’amore di chi ci sta vicino e ci comprende, come Michele, il marito medico, come Pietro, il figlio che ha seguito l’esempio del padre.

Un frammento di Roberta Biginelli in ogni pagina

Mano a mano che si procede nella lettura, distinguere la narratrice dall’autrice si fa sempre più difficile, si è portati a pensare che molta parte della vita di Roberta Biginelli sia scivolata lievemente nelle vene di Giulia, che rappresenta ciò che forse l’autrice vede di sé in uno specchio.

Giulia come Roberta è stata insegnante nella sua vita professionale ed ha mostrato una passione pura per l’arte, la filosofia, la letteratura: difficile immaginare che le parole appassionate di Giulia di fronte all’affresco di Raffaello “La Scuola di Atene” non  siano le stesse dell’autrice, pronunciate quando accompagnò i suoi studenti a Roma ai Musei Vaticani.

In questo intreccio infinito di realtà e finzione sta la levità di questo romanzo, che ci porta a rivivere la Storia dei decenni passati attraverso la storia di una donna che, come tante, ha lasciato nel cammino di chi l’ha conosciuta un ricordo ammantato di grande dolcezza.

La vicenda si chiude su una Giulia nonna, che vede negli “occhioni azzurri come fiordi” della sua nipotina il desiderio di conoscere, di sapere che ha caratterizzato la sua esistenza: un messaggio positivo per il domani, in un oggi che sembra aver lasciato negli occhi dei bambini soltanto lo strascico del disincanto.

Roberta Biginelli, quando la memoria si fa scritturaAUTORE : Roberta Biginelli

TITOLO : Ove nidificano i balestrucci

EDITORE : Primalpe

PAGG: 174,  EURO 15,00

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

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