
Infortuni in montagna in inverno: cause, dati, prevenzione e consigli
Durante la stagione fredda, la montagna offre paesaggi suggestivi e si presta alla pratica di diverse attività. Tuttavia, non è esente da rischi, al contrario. Neve, ghiaccio, freddo e affaticamento aumentano la probabilità di infortuni in montagna in inverno, spesso legati a cadute e traumi. Fortunatamente, molti incidenti sono evitabili con una buona preparazione fisica, l’uso di attrezzature e protezioni adeguate e un comportamento prudente. Allenarsi, rispettare i propri limiti e valutare con attenzione condizioni meteo e difficoltà dei percorsi sono elementi fondamentali per vivere la montagna invernale in sicurezza.
Perché gli infortuni in montagna in inverno sono più frequenti?
Durante la stagione invernale l’ambiente montano si trasforma radicalmente, amplificando i fattori di rischio:
- neve e ghiaccio rendono instabile l’appoggio e aumentano il rischio di scivolamenti;
- la visibilità ridotta per nebbia, bufere o luce piatta espone a cadute;
- le temperature rigide favoriscono ipotermia e congelamenti;
- il rischio valanghe non va mai sottovalutato, specie dopo nevicate recenti. È presente anche su pendii apparentemente sicuri.
A questi elementi naturali si aggiungono spesso errori umani, come sottovalutazione delle condizioni ambientali, scarsa pianificazione, equipaggiamento inadeguato, inefficace preparazione fisica.

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Le statistiche dei soccorsi alpini mostrano come una quota significativa degli interventi invernali sia legata a:
- cadute su neve dura o ghiaccio, con conseguenti fratture e traumi articolari;
- incidenti da valanga, tra le cause più gravi e spesso fatali;
- affaticamento e disorientamento, che portano a richieste di soccorso anche in assenza di traumi.
Sebbene variabili tra aree geografiche, le statistiche dei soccorsi alpini indicano che molti infortuni sono evitabili con preparazione, equipaggiamento adeguato e conoscenza del territorio.
Un fenomeno in crescita
Secondo l’ultima indagine dell’Istituto Provinciale di Statistica (ASTAT) della Provincia Autonoma di Bolzano, resa nota dalla SIOT- Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia, nella stagione 2024/25 nel solo Alto Adige si sono registrati 11.905 infortuni sulle piste da sci, con un aumento del 7,1% rispetto all’anno precedente. Gli incidenti hanno coinvolto leggermente più le donne (50,7%) rispetto agli uomini (49,3%) e, in tre casi su quattro (75,7%), sono stati causati da cadute senza il coinvolgimento di terzi. Crescono però anche le collisioni tra sciatori, che rappresentano il 14,3% degli episodi. Numeri che raccontano una realtà chiara: molti infortuni in montagna in inverno avvengono su piste battute e in contesti apparentemente controllati, dove l’abbassamento dell’attenzione e la stanchezza giocano un ruolo decisivo.
Le parti del corpo più colpite
Dal punto di vista ortopedico, i traumi seguono schemi ben riconoscibili. Il ginocchio si conferma la sede più frequentemente coinvolta, con il 35,9% dei casi tra distorsioni, stiramenti e contusioni. A colpire è la forte prevalenza femminile (68,7%), soprattutto nelle fasce d’età 41–50 e 51–60 anni.
Seguono i traumi alla spalla (13%), più frequenti negli uomini, spesso legati alla dinamica di caduta con appoggio delle braccia. Rimangono stabili i traumi alla testa (8,6%), un dato contenuto anche grazie all’uso sempre più diffuso del casco, oggi indossato dalla grande maggioranza degli sciatori.
Le principali cause degli infortuni invernali
Il rischio di infortuni in montagna in inverno è elevato a causa di diversi fattori. Ecco i principali.
Valanghe
Le valanghe sono tra i rischi più temuti: possono essere causate da carichi di neve recente, vento forte o cambi repentini di temperatura. Anche pendii apparentemente innocui possono nascondere pericoli.
Scivolamenti su ghiaccio e neve
Senza ramponi, piccozza o calzature tecniche, il terreno gelato può facilmente causare cadute con traumi seri.
Ipotermia e congelamento
L’esposizione prolungata al freddo e al vento può portare a ipotermia, condizione potenzialmente letale, o al congelamento di dita, naso e orecchie.
Errori di valutazione
Anche gli errori di valutazione possono aumentare i rischi. Per esempio, sottostimare la difficoltà del percorso, partire tardi facendosi sorprendere dal buio, non avere esperienza con neve profonda o crepacci nascosti sono tutti comportamenti a rischio.
Affaticamento e disidratazione
In inverno si beve di meno, ma il corpo consuma molte energie per mantenere la temperatura, aumentando il rischio di errori e infortuni.
Il ruolo della preparazione fisica
Per la sicurezza in montagna in inverno, è fondamentale anche la preparazione fisica. Muoversi sulla neve, indossare abbigliamento pesante e affrontare dislivelli in condizioni di freddo richiede molti sforzi. Un corpo non allenato si affatica prima, perde stabilità e diventa più vulnerabile agli infortuni. Molti infortuni in montagna d’inverno avvengono proprio quando la stanchezza prende il sopravvento, anche su percorsi tecnicamente semplici. Ecco perché è consigliata la ginnastica presciistica.
“Se si arriva preparati, gli sport invernali come sci, pattinaggio e snowboard possono essere svolti in tutta sicurezza a tutte le età” conferma il prof. Pietro Simone Randelli, Presidente SIOT, direttore scientifico della Clinica Ortopedica dell’Istituto Gaetano Pini, ordinario di Ortopedia presso l’Università degli Studi di Milano. “Viceversa, chi conduce una vita sedentaria tende a subire infortuni anche gravi all’apparato muscoloscheletrico: prepararsi all’incontro con la montagna e il ghiaccio è una mossa vincente, così come lo è essere prudenti quando il meteo è meno favorevole”.
Perché allenarsi riduce il rischio di incidenti
Una buona condizione fisica permette di:
- mantenere equilibrio e coordinazione su superfici instabili;
- ridurre l’affaticamento, una delle principali cause di errori;
- proteggere muscoli e articolazioni da traumi e sovraccarichi;
- gestire meglio il freddo e lo stress ambientale;
- affrontare le emergenze con maggiore lucidità.
Prevenire gli infortuni: regole fondamentali
- Indossare abbigliamento a strati termico e traspirante.
- Partire presto e rispettare i tempi di rientro.
- Controllare bollettini neve e bollettini valanghe.
- Studiare la mappa del percorso e le vie di fuga.
- Pianificare tempi e pause per evitare stanchezza e disorientamento.
- Dotarsi di attrezzatura adeguata a seconda delle attività che si andranno a fare, come ramponi, piccozza, ARTVA, pala, sonda, GPS e bussola.
- Portare con sé kit di primo soccorso e telefono con carica completa.
- Conoscere e rispettare i propri limiti.
- Bere a sufficienza.
I 5 consigli della SIOT
Sulla base dei dati clinici e dell’esperienza sul campo, la SIOT individua cinque buone pratiche fondamentali per ridurre il rischio di infortuni in montagna in inverno.
- Arrivare preparati fisicamente e ascoltare il proprio corpo
Allenarsi durante l’anno, facendo anche esercizi di forza, stabilità ed equilibrio. Bastano due-tre sessioni alla settimana per ridurre i rischi. Fermarsi ai primi segnali di dolore o affaticamento. - Indossare sempre i dispositivi di protezione
Casco, guanti rinforzati e paraschiena riducono il rischio di traumi gravi. - Utilizzare attrezzature adeguate e ben mantenute
Sci, snowboard e attacchi devono essere in buone condizioni e regolati in base a peso, altezza e livello tecnico. Farli controllare regolarmente. - Riscaldarsi prima della prima discesa
Prima dell’attività, fare un po’ di esercizi di stretching dinamico, mobilità articolare e attivazione muscolare. Bastano pochi minuti per prevenire rigidità, strappi e torsioni. - La prudenza è la migliore alleata
Controllare meteo e visibilità prima di avventurarsi sulla neve, ridurre la velocità in caso di affollamento e visibilità scarsa, non sciare dopo consumo di alcol e pasti pesanti. Ricordarsi anche di mantenere le distanze di sicurezza e di evitare il fuoripista senza esperienza o senza guide.
Cosa fare in caso di incidente
- Fermarsi immediatamente per evitare ulteriori danni.
- Proteggersi dal freddo.
- Valutare la gravità del trauma: dolore, incapacità di muovere un arto, instabilità.
- Usare il kit di primo soccorso per gestire ferite o ipotermia.
- Se non si può proseguire contattare i soccorsi alpini.
Foto di copertina di Josefka via Pixabay.




