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Turismo sostenibile: i mille borghi della bell’Italia: Botticino

Turismo sostenibile: i mille borghi della bell’Italia: Botticino

Quando pensi a Botticino, la prima cosa che ti viene a mente è l’Altare della Patria a Roma, ma il Botticino Classico, un calcare sedimentario pregiato formatosi tra i 190 e 60 milioni di anni fa, estremamente adatto all’uso in esterno, non è l’unico vanto di questa località: c’è infatti anche il vino Botticino DOC e numerosi calzifici specializzati che producono per i maggiori marchi della moda.

Botticino è un paesone dell’area pedemontana bresciana, poco a nord della città; il comune è stato costituito nel 1928 dall’unione dei comuni di Botticino Mattina e Botticino Sera, attualmente frazioni assieme a San Gallo.

Il suo nome pare derivi da Bottus, condottiero romano cui era stata assegnata la Valverde, oppure da Bottius, primo proprietario delle cave di marmo in epoca romana.

Già nel XVII secolo Botticino era noto in tutta la Serenissima Repubblica di Venezia per le sue pregiate pietre marmoree, che si sviluppò e crebbe con l’inizio del XX secolo; la rivoluzione industriale portò anche allo sviluppo della produzione delle calze.

I marmi di Botticino in tutto il mondo

Turismo sostenibile: i mille borghi della bell’Italia: Botticino Probabilmente poche persone sanno che la Casa Bianca, il basamento della Statua della Libertà, e Central Station a New York, oltre all’Altare della Patria a Roma e una miriade di altre costruzioni in tutto il mondo si reggono sulle lastre del marmo di Botticino, estratte dai colli circostanti la cittadina, lavorate, rifinite e poi consegnate ovunque l’uomo voglia lasciare una testimonianza importante del proprio passaggio.

Un occasionale viaggiatore che si trovasse in questa zona, tra Brescia ed il Lago di Garda, ha diverse opportunità per fermarsi in paese; vi sono alcuni monumenti e luoghi interessanti da vedere.

Un’occasione potrebbe essere proprio a fine marzo, quando ogni anno viene organizzata dalla locale Pro Loco una sagra che richiama le tre peculiarità del posto, la Fiera “Pietra – Vino –Calze”, con gli immancabili stand gastronomici, gruppi folkloristici e musicali, esposizione di moto d’epoca, le mongolfiere per ammirare dall’alto il panorama sul paese e sulle cave, mostre di pittura e scultura, il battesimo della sella su cavalli Hafflinger, bancarelle di vendita e degustazioni.

Ma c’è da vedere, per esempio la Chiesa della Trinità, che si trova sul colle di San Gallo, adiacente all’ex monastero omonimo, nato intorno al 1100 ed ora sede di una scuola di restauro.

La chiesa è da tempo immemore luogo di devozione della popolazione della frazione San Gallo, così come la Madonna con Bambino, statua lignea risalente ai primi del 1600; chiusa nel 2000 a seguito di problemi statici, è stata riaperta nel dicembre 2006 dopo lunghi interventi di consolidamento e restauro.

Inoltre la Scuola di Restauro, che in più di trent’anni ha formato oltre 400 restauratori, provenienti da tutt’Italia dall’estero, e ha operato più di 800 interventi di conservazione e restauro di beni mobili e immobili: dipinti su tela, opere lignee policrome, dipinti murali e materiali lapidei, opere contemporanee polimateriche, arazzi tappeti e tessili, libri e opere su carta.

Infine il Museo del marmo, sorto nel 1996 e dedicato a quanti hanno operato e tuttora operano nel settore; Il si suddivide in 5 sezioni che corrispondono alle varie fasi di trasformazione della pietra, dall’estrazione ai manufatti; il materiale esposto è costituito da fotografie e attrezzi, campioni di marmi e graniti provenienti da ogni parte del mondo.

Una visita la merita la zona delle cave di marmo, in mezzo alle quali ci si sente “piccoli” di fronte all’opera di madre natura ed al pensiero che gli uomini più potenti della terra vivono e lavorano circondati dal bianco classico che altri uomini volonterosi ed abili estraggono da queste colline.

Botticino anche città del vino

Turismo sostenibile: i mille borghi della bell’Italia: Botticino Il particolare microclima che si instaura tra questi colli, grazie all’ottima esposizione solare e alla particolare composizione del terreno, dona ai vitigni caratteristiche uniche: nasce qui il Botticino, vino di cui si trovano testimonianze favorevoli da più di mille anni e che rappresenta il ventisettesimo Doc in Italia.

I vini Botticino Doc e Botticino Doc Riserva vengono prodotti con uve barbera, merzemino, schiava gentile e sangiovese; hanno un colore rosso rubino carico ed una gradazione alcoolica tra i 12 e 14°.

E’ un vino dal sapore robusto che si gusta piacevolmente, associato a salumi, formaggi, brasati, stracotti, arrosti, cacciagione e magari il tipico spiedo locale.

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Massimo Tommasini
Massimo Tommasini, esperto in editoria aziendale e ambiente

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