Home / Turismo / Vacanze Made in Italy.  Chieti: l’antica Teate Marrucinorum
https://www.vivilabruzzo.it/guida-vacanza/vacanze-chieti/
MINOLTA DIGITAL CAMERA

Vacanze Made in Italy.  Chieti: l’antica Teate Marrucinorum

Si estende fra il mare Adriatico e la Maiella, la montagna madre generatrice di solitudine fiabesca, di orgogliosa e riservata tradizione, di ispirazione poetica, di storia antica: stiamo parlando di Chieti, in Abruzzo, una città forse poco conosciuta ma che se si hanno la voglia e il tempo di visitarla e di conoscerla è capace di rivelare sorprese davvero piacevoli.Vacanze Made in Italy. Chieti: l'antica Teate Marrucinorum
Chieti, l’antica Teate, centro abitato degli antichi Marrucini (popolazioni che rimandano le loro origini alla preistoria), sorge sulla destra del fiume Pescara, a circa quindici chilometri dal mare, su un bellissimo colle il quale ha ripidi pendii e culmina con una breve spianata su cui si snoda Corso Marrucino, l’arteria principale della città nella quale sboccano vie strette e tortuose che hanno conservato il loro aspetto medioevale.

Chieti, antica città termale

Forse l’attrazione maggiore di questa città e il suo fascino remoto stanno nei resti dell’antica Teate Marrucinorum. Si tratta dei resti di monumenti romani, che costituiscono un patrimonio archeologico di una certa importanza. Innanzitutto, nelle vicinanze di “Fonte Grande”, le Terme Romane con la grandiosa cisterna (m.60,20 x m.14,65), situata nella parte orientale della città a poca distanza dalla strada nazionale Piceno – Aprutina.
“La Cisterna” è una vasta costruzione in cemento, che si insinua profondamente nella collina su cui sorge la città. È divisa all’interno in nove grandi vani con volta a botte comunicanti fra loro per mezzo di basse arcate aperte in massicce masse murarie. Un tempo raccoglieva, le acque che servivano per l’approvigionamento idrico della città e, attraverso un sistema di canaletti ancora visibile, riforniva anche le vicine terme. Queste ultime si affacciano su un vasto cortile quadrato con pavimento a mosaico bianco e nero che riproduce ippocampi e delfini in lotta fra di loro.

Le origini romane di Chieti

Quasi al centro della città si conservano i famosi “tempietti romani” o di S. Paolo. La costruzione consta di due piani: quello inferiore, che forma la base, è costituito da tre cripte e tre corridoi; quello superiore comprende i resti di tre tempietti posti l’uno accanto all’altro. Di questi ultimi i primi due, che conservano cella, pronao e cripta, risalgono al I secolo d. C., sia per le caratteristiche della costruzione, sia per la grande iscrizione in pietra posta sulla facciata posteriore del primo tempietto. Il terzo tempietto, il più piccolo, è stato costruito in epoca tarda, nel III secolo d. C. Il Teatro Romano si trova in una posizione splendida sul colle della Civitella da cui si domina tutta la valle. Fu costruito nel I secolo d. C. e aveva forma semicircolare con un diametro di ottanta metri e una grande cavea che poteva accogliere fino a oltre cinquemila spettatori!

Arte, storia e buon cibo

Ma la città di Chieti ha anche molti monumenti di epoche successive: chiese, palazzi gentilizi, conventi e memoriali vari nelle piazze e nei larghi che formano la città. Corso Marrucino è, appunto, il suo corso principale, moderno, dinamico, commerciale, forse oggi anche un poco caotico, dove si può passeggiare guardando le vetrine dei negozi e magari anche entrare in una pasticceria per gustare i dolci tradizionali del posto: le crespelle, o screpelle, frittelle riempite di ceci o riso profumati con chiodi di garofano; oppure le ciambelle, dette taralle, ripiene di noci e mosto cotto o di mandorle con miele e aromi vari. Sono dolci che si consumano principalmente a Natale, ma li si può gustare anche tutto l’anno in quanto sono presenti sul banco di molte pasticcerie del centro.

Chieti val ben una gita

Sicuramente si rimane arricchiti interiormente dopo essere stati a Chieti ed aver visto ciò che questa città può offrire a chi giunge da fuori, che è molto davvero; soddisfatti e quasi felici dopo un ultimo sguardo dall’alto colle, sotto un cielo che può essere limpido e azzurro oppure grigio e nuvoloso ma comunque mai soffocante, oppressivo o insopportabile.
Francesca Rita Rombolà
Le immagini di questo articolo sono state scaricate da: https://www.scattidabruzzo.it/

 

About Redazione

Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »