La fragilità dell’osso
Salute

La fragilità dell’osso

08/11/2015
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Le ossa, l’impalcatura del corpo umano: come agire, quando sono fragili? Sono più di 230.000 le fratture da fragilità riscontrate in Italia. Di esse, molte causano disabilità, perdita di autonomia e un aumento del rischio di mortalità.

Che cosa si può fare? Una corretta alimentazione e uno stile di vita sano, fin dalla prima età, possono aiutare.

Se ne parla durante il centesimo congresso della Società italiana di Ortopedia e Traumatologia (Siot), che si svolge a Roma fino al 10 novembre.

In questo contesto il professor Umberto Tarantino, presidente del congresso, professore ordinario e primario di Ortopedia e Traumatologia presso il Policlinico di Tor Vergata di Roma, si è espresso in questo modo: “La fragilità dell’osso dipende spesso dall’osteoporosi post-menopausale e senile, che in Italia colpisce una donna su 4 con più di 50 anni e una donna su tre oltre i 60 anni”.

Che cosa avviene? Lo scheletro si indebolisce progressivamente e l’osso diventa meno resistente. Il rischio di frattura è più alto, anche per traumi lievi. Se la frattura da fragilità è correlata a osteoporosi, si può verificare in qualsiasi semento scheletrico. Secondo Tarantino, “le sedi più frequentemente coinvolte sono il femore, le vertebre, il polso, l’omero prossimale, e la caviglia”.

Fragilità dell’osso: una frattura porta a un’altra frattura

I problemi aumentano se si incorre in una frattura da fragilità: il rischio di un’altra frattura diventa di più del 20 per cento. “Le donne con una frattura vertebrale hanno un rischio 5 volte maggiore di andare incontro a nuove fratture vertebrali e un rischio raddoppiato di andare incontro alla frattura del femore prossimale. Tale dato è destinato a crescere nei prossimi anni, per il progressivo aumento dell’età media della popolazione, che non interessa solo il sesso femminile, ma sempre più anche gli uomini”.

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Fratture da fragilità, i dati Oms

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, sul Globo ogni anno si determinano 9 milioni circa di fratture da fragilità. Di esse, 1,6 milioni si verificano a livello del femore prossimale. Un aumento notevole è previsto per il 2050: le fratture da fragilità potrebbero raggiungere i 33 milioni, di cui più di 6 milioni a livello del femore.

In Italia abbiamo 95.000 ricoveri ogni anno per fratture di femore: in quasi il 70 per cento dei casi, si tratta di soggetti con un’età superiore agli 80 anni.

Conclude Tarantino: “La frattura di femore prossimale è sicuramente un evento invalidante per il paziente: infatti oltre alla necessità di un intervento chirurgico immediato nella quasi totalità dei casi, spesso l’evento fratturativo espone a conseguenze anche gravi. Solo nel 20 per cento dei casi il paziente riesce a ritornare a un livello di attività precedente alla frattura”.

Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.