affinità di coppia
Benessere

Aporia della coppia che invecchia

26/11/2024
424 Visite

Parlando di amore di coppia, provate a fare la seguente richiesta su Google “canzoni famose sulle relazioni”: il risultato sarà un insieme di brani di svariata provenienza e genere.

Come sempre il binomio Amore&Relazione è argomento macinato nella produzione musicale risultando essere un indice culturale nell’Occidente, tenuto anche conto che oggi, con il termine Occidente andiamo a definire un’area geograficamente molto vasta.

Incontrarsi, stare in coppia, lasciarsi, sperimentare il ricordo di un amore, viverne il dolore o la liberazione, ritrovare se stessi dopo una rottura. Ma anche ripetere le stesse dinamiche con partner diversi, faticare o stare bene come single ma di fatto avere un occhio che scruta in attesa di incontrare una persona per noi speciale. Sono tematiche di vita a tutti note anche se canzoni e cultura insistono a proporle in modo stereotipato e antistorico.

Su tutto si staglia anche il tema della longevità della coppia che nell’anno gregoriano 2024 deve gioco forza fare i conti con processi socioculturali incisivi.

Può essere di aiuto ragionare sul costrutto ‘coppia di lungo corso‘ aprendo almeno un paio di finestre tematiche. Una storica per capire che il mito della longevità di coppia nasce da una visuale temporale ristretta. E una inerente ciò che non viene affrontato neppure nelle terapie di coppia, dove la ragione di tale dimenticanza è già di per sé cosa assai strana e interessante.

Aiutare oggi le coppie comporterebbe infatti avere un bagaglio di esperienza vasto e una mente a fisarmonica. Per fare un esempio, il concetto di intimità stesso è da rivedere in base ad una lente dove il sostegno reciproco su obiettivi anche estranei alla coppia diventa un collante.

Come dice la psicoterapeuta americana E. Perel, l’intimità non si nutre del nostro annullarci dentro la coppia ma nel sostenerci reciprocamente in ogni obiettivo individuale. Il concetto di unione stesso viene cosi ribaltato, mostrando modalità fluide di relazione alle quali la maggior parte di terapeuti non sono preparati.

L’amore al tempo del ‘900

Prima, nel ‘900 si moriva prima e la vita di coppia conseguentemente era più breve.

Come ci ricorda Elmar Zadra – che insieme a sua moglie Michaela sono i principali esperti in Italia di vita di coppia e sessualità sul piano teorico e formativo ma pure su quello personale dato che stanno insieme da oltre trent’anni – nelle fiabe, il principe superava le sfide per conquistare la sua principessa. Tali racconti avevano una funzione di indirizzo in un’epoca in cui le persone non vivevano a lungo.

Erano racconti che racchiudevano in sè la funzione di stimolare e motivare i giovani. Mancano invece totalmente favole pensate per gli adulti. Racconti simbolici capaci di stimolare e motivare chi grazie alla longevità vive la trasformazione del nido familiare, ha figli grandi che escono di casa e in generale chi ancora possa sperimentarsi in una coppia duratura, con età anagrafiche personali che vanno oltre i cinquanta.

Questa categoria di coppie, ultracinquantenni che si ritrovano a vivere soli dopo che i figli escono di casa, nella prima parte del ‘900 non esisteva perché si moriva presto. I figli maschi uscivano di casa per andare in guerra e se non morivano tornavano nella casa famigliare ricreando lì il proprio nucleo.

Le figlie femmine anche potevano uscire dal nucleo ma per andare a servizio in città e facilmente poi vi facevano ritorno.

In ogni caso qualche figlio a casa restava dato che l’atollo familiare esprimeva dinamiche forti di relazione e sostegno in reciprocità e presenza.

coppia di fattoVi è in sostanza un dato da osservare: ‘la coppia di lungo corso’ è più un’entità culturale che condiziona l’idea stessa di amore piuttosto che una realtà effettiva consolidatasi nell’arco di un lungo periodo storico. Chi oggi ha fra i 50 e i 70 anni ha osservato i propri genitori che tenacemente sono l’unica generazione che ha potuto vivere lunghe vite coniugali.

In Italia prima del Referendum del 1974 (che vinse con un NO alla abrogazione della Legge Fortuna-Baslini del 1970 che introdusse l’istituto del divorzio) la generazione cresciuta sotto le bombe del secondo conflitto mondiale ha costituito la realtà fattuale delle coppie eterne, persone quindi che hanno trascorso insieme l’intera loro esistenza adulta.

Anche prima, riportandoci agli anni prebellici del ‘900, quando si moriva presto e con facilità e anche un adulto forte e giovane perdeva la vita in pochi giorni a causa di influenze, polmoniti, tubercolosi e problemi gastrointestinali.

La longevità di coppia non trovava grande fondamento nella realtà. Arrivava la dea bendata a separare presto.

Poi è arrivato il Referendum che a sua volta ha permesso di separare ‘ciò che Dio aveva unito’. Anche se abbiamo dovuto attendere qualche anno per vederne gli effetti, soprattutto nella società italiana.

Il risultato è stato la creazione del mito della coppia eterna che i nostri genitori o nonni hanno alimentato poiché poco inclini ad usufruite dell’istituto del divorzio e facenti parte della prima generazione davvero longeva.

Tutto questo preambolo per osservare che ‘l’amore per sempre’ lo possiamo relegare sia alle favole oramai inadatte a una popolazione occidentale che registra livelli di invecchiamento generale della popolazione mai rilevati prima. Il ‘per sempre’ degli anni ’20 del secolo scorso non era lo stesso degli anni ’50 o ’70 dello stesso secolo.

Il ‘per sempre’ dunque è un dato relativo al momento storico ed economico. Molti attuali ‘per sempre’ ad esempio sono definiti proprio da fattori economici e dunque dalla convenienza a stare insieme per ragioni di sostentamento economico. In tal caso ovviamente il contenuto di questa eternità di legame è ben distante da ciò che è riferibile all’innamoramento e all’amore.

Immagine di copertina
Benessere
Doposole: l’importanza di utilizzarli durante la beauty routine estiva
Nonostante ancora molte persone ne sottovalutano l’importanza e i benefici, l’applicazione delle creme doposole dovrebbe essere una sana…
Ridisegnare la terza parte di vita

Assodato che l’essere umano è strutturato biologicamente per svilupparsi completamente fuori dal ventre materno e che tale sviluppo è possibile proprio grazie alla ‘connessione’ profonda e assoluta con altri soggetti, possiamo dire che l’imprinting dei mammiferi umani è improntato alla relazione. La relazione è necessaria alla sopravvivenza e allo sviluppo della specie.

La scoperta dei neuroni specchio per esempio ha solo meglio evidenziato quanto le funzionalità biologiche si siano formate sulla base di questa esigenza di sopravvivenza e sviluppo.

Pensando ai molti anziani che la società si ritrova e ritroverà sempre più a dover supportare è plausibile iniziare ad immaginare – e magari anche progettare – nuove modalità di convivenza e aggregazione sociale per le fasce medio alte e alte di età.

In questa prospettiva di età nell’attuale società la coppia ha perso da tempo la sua funzione generativa e genitoriale. Dunque pare essere una entità plausibilmente più fluida e anche non necessaria. Il bisogno biologico e psicologico di cura si può assolvere attraverso altre modalità e aggregati sociali.

Tutto questo per chiarire che quando la società parla di coppie intende in prevalenza parlare di persone in una ben definita fascia di popolazione in età fertile. E già questo ci chiarisce quanto l’idea di un lungo ‘per sempre’ sia più una convenzione che una verità.

Coppia: il tradimento nascosto

Mi ha colpito una riflessione di Selene Calloni Williams che esorta a non avere paura delle difficoltà che incontriamo.

Secondo lei le difficoltà accadono per due macro ragioni:
– o hai delle credenze troppo rigide
– o hai degli obiettivi troppo piccoli

Due osservazioni davvero interessanti e applicabili alla vita cosi come alle coppie.

Indubbiamente le credenze rigide e la conseguente incapacità a rivedere, rimodulare, modificare propri punti di vista costituisce uno dei fattori che maggiormente creano attrito relazionale. Gli obiettivi troppo piccoli invece li riscontriamo laddove la mancanza di visione e di elasticità arresta il cammino di chi non riesce neppure ad immaginare l’esistenza di svariate e multiple possibilità per generare un movimento diverso di avvicinamento e intimità nella coppia.

Credenze rigide e obiettivi piccoli generano quello che si chiama ‘tradimento nascosto’ cioè non evidente.

Le persone che stanno insieme senza avere svolto un lavoro di osservazione di se, non conoscono se stesse. Dunque non sanno cosa vanno a creare nella dimensione del ‘noi’.

Mancano di strumenti, di informazioni e di volontà indirizzata verso il desiderio di comprendere ciò che le loro menti mettono in atto a loro totale insaputa.

Non sanno come funzionano le loro emozioni, non riconoscono le strategie dei propri automatismi.

È un vero peccato perché la fine dell’amore arriva rapida quando iniziamo a relazionarci dalle ‘ferite’ e dalle ‘difese’. Nei primi mesi dell’innamoramento siamo in uno stato di apertura che permette di relazionarci nella fiducia e nella gioia, dunque nella apertura del cuore.

Ma lo spazio del cuore è un ambiente molto delicato e con rapidità si riporta verso una chiusura che ha funzione di protezione.

Non ce ne accorgiamo ma questo è il primo modo che abbiamo di tradire la relazione, l’altro e noi stessi. Dallo stato di apertura – dove quando ti guardo tutto mi diverte ed emoziona – allo stato di chiusura – dove quando ti guardo mi dai fastidio e vorrei solo criticarti e cambiarti – il passo è spesso repentino.

Non accorgersi di quanto sta avvenendo è il tradimento di noi stessi.

Non ci stiamo prendendo cura di ciò che accade dentro di noi che inevitabilmente impatta sulla relazione. Questa situazione non può che degenerare nel tempo e allontanare i cuori, i corpi, le anime. Quando tradisci te stesso diventi qualcosa che non piace più neppure a te.

Osservare le sfumature scomode di cui anche gli esperti della coppia parlano poco

La prima sfumatura scomoda da osservare è che quando arrivi a voler lasciare il partner ciò non accade solo perché vuoi lasciare la persona con la quale stai.

Come ci ricorda la già citata Esther Perel – nella sua consueta schiettezza – in realtà contemporaneamente “vuoi lasciare la persona che sei diventata”.

Una seconda sfumatura scomoda sulla quale portare attenzione è che le persone si incontrano e innamorano sempre ad uno stesso livello di sviluppo emotivo. Ma quando una inizia a crescere e l’altra no la situazione diventa articolata.

O la persona che cresce si ferma e torna al suo stato precedente (e questo è abbastanza innaturale se ci pensate, è una vera forzatura) oppure l’altro partner inizia a crescere a sua volta. Ma può accadere che lo faccia da solo e indipendentemente dall’aiuto dell’altro.

In entrambi questi casi le probabilità di allontanarsi sono alte. Se ci riflettete nel primo caso siamo davanti ad un fattore di arresto di sviluppo che fa entra in crisi la coppia. Nel secondo caso invece lo stimolo di chi inizia a crescere offre altrettanto stimolo al partner. Ma la destinazione del cambiamento potrebbe allontanare ulteriormente la coppia che si è creata su basi che ora vengono completamente abbandonate.

Sono entrambe fasi rischiose ma nel secondo caso la coppia che non dovesse reggere lo farebbe su base consapevole in un contesto di minor conflitto e maggior accordo.

In pratica ci si diversifica e dunque allontana.

La crisi di coppia

Un’altra riflessione profonda e scomoda la rileviamo osservando i tre articolati ambiti che si celano sotto lo strato superficiale nelle crisi di coppia ovvero:

  • Vicinanza e Attenzione, elementi questi della dimensione affettiva. Derivano anche da bisogni neurofisiologici come il bisogno di senso di sicurezza e il bisogno di connessione umana.
  • Rispetto e Riconoscimento, elementi che tendono ad affermare il senso del valore di sè, basilare per il nutrimento del nostro piano psichico.
  • Potere e Controllo, elementi scomodissimi da riconoscere. Sono legati alle innate pulsioni umane e che per ragioni complesse inevitabilmente portiamo anche nella coppia cosi come in ogni altra interazione, causandoli o subendoli.

Non esiste un cammino di coppia che possa evitare di tener conto di questi tre ambiti. Sono vitali e determinanti e vanno assunti in capo alle proprie consapevolezze e responsabilità. E dunque vanno assunti anche in capo a una buona consulenza di coppia.

Il campo di osservazione e discussione della possibile longevità di coppia in ambiente sociale instabile richiede il contributo di tante discipline. E, sul piano della ricaduta applicativa, di attente politiche sociali mai esistite e ancora tutte da inventare.

Continuiamo pure a emozionarci con canzoni d’amore che raccontano di qualcosa che non esiste. Ma quando abbiamo smesso di cantare lucidiamo la mente con un poco di coraggio perché i tempi chiedono impegno e nuove visioni per vivere le relazioni.

Coeprtina Foto di Pixabay: https://www.pexels.com/it-it/foto/silhouette-di-due-coppie-in-piedi-sulla-riva-del-mare-415351/

Foto di Leah Newhouse: https://www.pexels.com/it-it/foto/coppia-tenendosi-per-mano-691045/

Irene Richini, Sviluppo umano e formazione - Libera Professionista, mi occupo di Counseling Individuale (tematiche emotive e relazionali), Counseling di Gruppo (sviluppo personale) e Counseling di Coppia (relazione e sessualità consapevoli). Sono Docente di “Elementi di Psicologia” nei corsi di M.C.B. (abilitazione sanitaria masso-idro-terapisti) per la St. George Campus di Lovere (Bg) e collaboro con una Unitelematica con docenze, tutoraggio e funzioni da relatore. Docente nel Master di primo livello “Sport e Nutrizione” presso Università di Chieti per il Modulo “Psicologia nell’Atleta