
Il consumo di alimenti ultra processati rischia di farci invecchiare prima
Tante volte abbiamo sentito parlare di junk food (cibo spazzatura) e alimenti ultra processati, ma spesso ne sottovalutiamo la pericolosità o addirittura li confondiamo tra loro.
Per i primi, più e meno tutti, siamo in grado di capire che mangiare hamburger e patatine fritte ogni due giorni non sia salutare, anche se un giovane su tre li consuma almeno una volta a settimana.
I secondi invece, gli alimenti ultra processati, cioè quei cibi che subiscono molteplici modifiche in fase di lavorazione, sono spesso insospettabili, o comunque ritenuti meno ‘nocivi’: per esempio, pane industriale, biscotti, creme spalmabili, pizze surgelate ecc.
I junk food e i cibi ultra-processati sono quindi concetti collegati ma non completamente identici. In sintesi, tutti i junk food sono cibi ultra-processati, ma non tutti i cibi ultra-processati sono junk food.
Eppure, uno studio condotto dall’Unità di Ricerca di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, in collaborazione con l’Università LUM di Casamassima, dimostra che un elevato consumo di alimenti ultra processati è associato all’accelerazione dell’invecchiamento biologico, indipendentemente dalla qualità nutrizionale della dieta.
Sembrerebbe, quindi, che questo tipo di dieta possa farci concretamente invecchiare prima.
Cosa sono gli alimenti ultra processati e come possiamo riconoscerli?
Prima di parlare dello studio, facciamo un passo indietro.
“Gli alimenti ultra processati sono definiti come quei cibi fatti in parte o interamente con sostanze che non vengono utilizzate abitualmente in cucina (es. proteine idrolizzate, maltodestrine, grassi idrogenati) e che contengono generalmente diversi additivi, come coloranti, conservanti, antiossidanti, anti-agglomeranti, esaltatori di sapidità ed edulcoranti. Tra questi, non solo snack confezionati o bevande zuccherate, ma anche prodotti insospettabili come pane industriale, yogurt alla frutta, alcuni cereali per la colazione o zuppe pronte, per fare alcuni esempi. Un modo pratico per identificare un prodotto ultra processato è contare il numero di ingredienti elencati sulla confezione. Se sono più di cinque, è molto probabile che si tratti di un cibo ultra-processato”, spiega Licia Iacoviello, direttore dell’Unità di Ricerca di Epidemiologia e Prevenzione dell’IRCCS Neuromed e professore Ordinario di Igiene Generale e Applicata all’Università LUM .
Inoltre, un buon consiglio è di evitare di acquistare prodotti che contengono ingredienti dai nomi non familiari.

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I meccanismi attraverso cui gli alimenti ultra processati possono danneggiare la salute non sono ancora del tutto chiari.
Oltre a essere inadeguati da un punto di vista strettamente nutrizionale, essendo ricchi di zuccheri, sale e grassi saturi o trans un tipo di grasso insaturo che si forma principalmente attraverso un processo industriale chiamato idrogenazione parziale. Questi alimenti subiscono un’intensa lavorazione industriale che di fatto ne altera la matrice alimentare, con la conseguente perdita anche di nutrienti e fibre.
“Questo può avere importanti ripercussioni su una serie di funzioni fisiologiche, incluso il metabolismo del glucosio, e la composizione e funzionalità del microbiota intestinale. Gli additivi alimentari vengono aggiunti agli alimenti per migliorarne l’aspetto, la durata e il sapore. Tuttavia, possono avere effetti negativi sulla salute, soprattutto se consumati in grandi quantità o regolarmente. Possono infatti aumentare il rischio di reazioni allergiche, effetti sul sistema digestivo intaccando il microbiota intestinale, disturbi metabolici e obesità“, aggiunge l’esperta.
La lavorazione ad alte temperature può inoltre portare alla formazione di composti dannosi.
“Infatti possono formarsi composti chimici come acrilammide, che sono stati associati a effetti negativi sulla salute, compreso l’aumento del rischio di cancro“, aggiunge Iacoviello.
Alimenti ultra processati e invecchiamento: cosa dice lo studio
“Lo studio ha dimostrato che un elevato consumo di alimenti ultra processati è associato a un’accelerazione significativa dell’invecchiamento biologico dell’organismo. In pratica, le persone sono biologicamente più vecchie della loro effettiva età cronologica. Inoltre, i nostri risultati hanno mostrato che l’associazione tra i cibi ultra processati e l’invecchiamento biologico sembra essere spiegata solo debolmente dalla scarsa composizione nutrizionale di questi alimenti, suggerendo che l’invecchiamento biologico potrebbe essere principalmente influenzato non dalla scarsa qualità nutritiva di questi cibi ma proprio dal loro elevato grado di lavorazione, che comporta l’alterazione della matrice alimentare, i materiali liberati dalle confezioni e i composti che si formano durante la trasformazione industriale“, commenta l’esperta.
Non gli alimenti quindi, ma proprio il grado di lavorazione degli stessi.
Il problema degli imballaggi alimentari
La plastica utilizzata per confezionare alimenti ultra processati può contribuire alla contaminazione degli alimenti con sostanze tossiche.
Questi composti possono entrare nel nostro organismo attraverso il consumo degli alimenti e accumularsi nel corpo, con effetti potenzialmente dannosi per la salute a lungo termine.
“Le principali preoccupazioni riguardano sostanza come il Bisfenolo A che è una sostanza chimica utilizzata nella produzione di plastiche dure, come quelle dei contenitori per alimenti, questo composto è stato associato a effetti negativi sulla salute, tra cui disturbi endocrini, problemi di fertilità, e aumento del rischio di obesità e diabete. Ma anche ftalati, composti chimici utilizzati come plastificanti per rendere la plastica più flessibile, gli ftalati possono migrare dal materiale plastico agli alimenti e sono stati associati a una serie di problematiche per la salute, come danni al sistema endocrino e malformazioni nei neonati. Anche altri composti tossici, contenuti principalmente nelle plastiche, come i perfluorati, possono essere potenzialmente dannosi per la salute“, conclude Iacoviello.
In particolare, alcuni alimenti come quelli grassi, acidi o caldi, favoriscono la migrazione di sostanze chimiche dalla plastica. Per esempio, patatine o formaggi, possono assorbire più facilmente i composti chimici tossici contenuti nella plastica.
Consigli utili per un’alimentazione sana
A questo punto in molti potrebbero diffidare di tutto ciò che è in commercio. Per questo motivo, ecco alcune linee guida che possono aiutarvi a seguire una dieta più sana.
- Privilegiare cibi naturali e, possibilmente, a km 0
- Limitare sale, zuccheri e grassi raffinati, ridurre al minimo il consumo di bevande gassate e alcoliche.
- Prestare attenzione all’idratazione: bere almeno 1,5-2L di acqua al giorno.
- Evitare i prodotti con liste degli ingredienti troppo lunghe, o in cui compaiono troppi composti come coloranti, conservanti, antiossidanti ecc.
- Cercare il più possibile di seguire la dieta mediterranea (cereali, latte, uova, olio, carne, pesce, frutta e verdura ecc.).
Copertina Foto di Samer Daboul: https://www.pexels.com/it-it/foto/ciotola-di-chip-2214363/
Foto di Cats Coming: https://www.pexels.com/it-it/foto/pane-pagnotta-affettato-cotto-in-forno-8811604/



