I prodotti biologici ci piacciono sempre di più. Ma sono davvero migliori?
Alimentazione

I prodotti biologici ci piacciono sempre di più. Ma sono davvero migliori?

19/01/2018
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Continua la corsa ai prodotti biologici che, anche quest’anno, cresce con ritmi sorprendenti e si afferma sempre di più come un comparto economico di grande interesse. Una crescita costante da diversi anni non solo in Italia ma anche in Europa e nel mondo. Sono gli americani i più grandi consumatori di prodotti biologici, seguiti da tedeschi, francesi e (incredibilmente) i cinesi. In italia quasi otto famiglie su dieci hanno acquistato almeno una volta nell’ultimo anno un prodotto bio. Il 65% degli acquisti avviene nel Nord Italia, il 24% nel Centro e l’11% al Sud. Non solo aumentano i consumatori di prodotti biologici, aumentano anche gli agricoltori che coltivano biologicamente, e aumentano le superfici certificate.

Che cosa si intende per Agicoltura biologica?I prodotti biologici ci piacciono sempre di più. Ma sono davvero migliori?

L’Agricoltura biologica è un sistema di produzione agricola che, insieme all’agricoltura biodinamica e all’agricoltura integrata, rientra tra le tecniche di produzione ecosostenibili e garantisce l’utilizzo di mezzi tecnici che tutelino l’ambiente.

L’agricoltura biologica è disciplinata da tre Regolamenti CE: il Reg. 834/2007, il Reg. 889/2008 e il Reg. 1235/2008. Tutte le aziende che producono in biologico sono soggette a controlli periodici da parte di enti certificatori aventi il compito di verificare il rispetto delle suddette normative.

In generale chi produce secondo i dettami dell’agricoltura biologica non può utilizzare nessun prodotto di sintesi, nessun ogm e deve inoltre applicare soluzioni tecniche in grado di favorire la biodiversità. Tutti i prodotti a marchio bio sono facilmente identificabile dal logo presente in etichetta.

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I prodotti biologici ci piacciono sempre di più. Ma sono davvero migliori?Cosa spinge il consumatore ad acquistare prodotti biologici

Secondo svariate indagini di marketing uno dei motivi che spinge il consumatore finale ad acquistare un prodotto biologico, è l’assoluta convinzione che questi alimenti siano esenti da qualsiasi trattamento fitosanitario. Ma è proprio così? Non esattamente.

Una coltura agraria è soggetta a una miriade di avversità tanto di natura biotica, vale a dire causate da insetti, funghi e infestanti, quanto di natura abiotica cioè causate da fattori di natura ambientale.

In un contesto di tale complessità è tecnicamente impensabile che un campo possa essere gestito senza il supporto di opportuni mezzi tecnici.

In agricoltura biologica esiste una banca dati di fertilizzanti e prodotti fitosanitari autorizzati ad essere utilizzati nella lotta alle malattie e nella nutrizione delle piante. Questi prodotti, a differenza di quelli autorizzati in agricoltura convenzionale, sono di origine naturale. Tra le sostanze utilizzabili possiamo, per esempio, ricordare prodotti commerciali a base di Spinosad, Bacillus Thuringiensis, zolfo, solfato e idrossido di rame, paraffina, oli minerali e vari altri.

Perché allora crediamo che i prodotti biologici siano più sani?

Questa convinzione, probabilmente, nasce dall’equivoco creato dalla parola “naturale” riferita ai principi attivi ammessi nella lotta fitopatologica. “Naturale” infatti, non sempre è sinonimo di “salubre”. Un esempio tipico è quello del rame. Il rame è un elemento naturale molto utilizzato in agricoltura biologica utile per contrastare diverse fitopatologie di natura fungina,  ma va ricordato anche che ha la capacità di accumularsi nel suolo e raggiungere e inquinare irrimediabilmente le falde acquifere con gravissimi rischi tanto di natura ambientale quanto di natura tossicologica per l’uomo e per gli animali. Per questi motivi la Comunità Europea di anno in anno limita sempre più l’utilizzo di tale sostanza.

Un altro fattore spesso fuorviante sta nell’interpretazione della certificazione da parte del consumatore. I controlli descritti nei regolamenti e finalizzati a ottenere e mantenere la certificazione bio, infatti, non avvengono mai sul prodotto finale ma solo sul metodo di produzione.

Di certo c’è che i limiti imposti dai regolamenti permettono indubbiamente all’agricoltura biologica di tutelare l’ambiente molto più di quanto non faccia l’agricoltura convenzionale.

Sicuramente fa bene all’ambiente

Sono innegabili i benefici apportati all’ambiente dall’agricoltura biologica, ma ogni modalità di coltivazione ha una sua ragion d’essere soprattutto se praticata in modo attento e con rigore tecnico scientifico. Demonizzare le colture coltivate in modo convenzionale è sbagliato tanto quanto osannare quelle biologiche in quanto ognuna di esse presenta dei punti di debolezza e dei punti di forza. Semplicemente, esistono delle condizioni pedoclimatiche e colturali in cui è più utile favorire una modalità piuttosto che un’altra.