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Diverticoli del colon: cosa mangiare e cosa evitare a tavola

Diverticoli del colon: cosa mangiare e cosa evitare a tavola

I diverticoli sono delle cosiddette “estroflessioni” a forma di bolla o sacchetto che dalla parte interna del colon (il più delle volte in quello discendente e il sigma, ma possono manifestarsi anche lungo il resto del tratto traverso e ascendente), si estendono verso l’esterno.  Si tratta della malattia diverticolare, una delle problematiche del colon più frequenti.

Diverticoli del colon: cosa mangiare e cosa evitare a tavolaCom’è fatto il colon

Stiamo parlando dell’ultima parte dell’intestino, si divide principalmente in tre parti, il colon ascendente sul lato destro dell’addome, il colon traverso al centro ed il colon discendente che si trova invece sulla parte sinistra dell’addome. L’ultimo tratto dell’apparato digerente si conclude con il il sigma ed il retto da dove vengono espulse le feci attraverso l’ano.

 

 

 

Spesso i diverticoli non danno sintomi

Nella maggioranza dei casi i diverticoli non danno sintomi e quindi rimangono silenti fin quando non si manifesterà un’infiammazione, in questo caso parleremo anziché di malattia diverticolare, di diverticolite.

In una modesta percentule, circa il 20% dei pazienti affetti da malattia diverticolare, si svilupperà una malattia sintomatica complicata dove saranno presenti dolore, meteorismo, stipsi o diarrea.

Nel caso invece di diverticolite e quindi presenza di infiammazione, le persone accuseranno dolore addominale a volte anche forte, lieve stato febbrile, stitichezza, nausea e vomito. Se l’infezione si complica e c’è perforazione della parete del colon avremo peritonite e sepsi con fortissimi dolori dominati e rischio di morte.

Fattori di rischio

I fattori di rischio che portano allo sviluppo dei diverticoli sono sia modificabili che non modificabili.
Tra i fattori non modificabili abbiamo certamente la predisposizione genetica, l’età e il sesso (gli uomini sono più predisposti delle donne).
Tra i fattori modificabili abbiamo sicuramente le abitudini alimentare con un eccessivo consumo di carni rosse, dieta povera di fibre, obesità e fumo di sigaretta.

I meccanismi responsabili dell’insorgenza della malattia diverticolare possono dipendere da un’alterazione del microbiota intestinale che porta a infiammazione cronica di basso grado, una dieta povera di fibre che rallenta lo svuotamento intestinale come anche l’assiduo consumo di carne rossa con un aumento della pressione interna al colon e la formazione delle bolle diverticolari.

Se i diverticoli si infiammano

La diverticolite (infiammazione dei diverticoli), si manifesta quando all’interno dei diverticoli (ricordiamo che sono dei sacchetti/bolle che si possono formare nella parete del colon), si riempiono di feci. Le feci rimangono intrappolate all’interno dei diverticoli portando a stasi batterica e infiammazione grave.

Una corretta alimentazione e attività fisica regolare contribuiscono sia alla prevenzione della malattia che alla regressione dell’infiammazione.

Diverticoli e falsi miti

Per molti anni si è creduto che le fibre, i semi e la frutta secca potessero far peggiorare la malattia creando ulteriore occlusione. Studi recenti hanno dimostrato invece che il consumo di alimenti come il mais, la frutta secca ed in particolare alimenti ricchi di fibra in associazione a regolare attività fisica proteggano dalla malattia diverticolare.

Ecco i fattori protettivi per la malattia diverticolare:
Fibre
Frutta secca (in particolare le noci)
Pop corn
Dieta vegetariana
Attività fisica

Qui i fattori che aumentano il rischio di malattia diverticolare:
Dieta occidentale
Carni rosse
Obesità
Elevata circonferenza vita/fianchi
Fumo
Farmaci antinfiammatori  (ibuprofene, nimesulide, etc).

Come comportarsi a tavola

È importante quindi seguire regole ben precise a seconda dello stadio della malattia divertiolare.

In caso di malattia diverticolare sintomatica non complicata è indispensabile una dieta varia e bilanciata a base di cereali integrali, frutta e verdura e non è necessario evitare semi, noci, pop corn o frutta con buccia. Prima che i cambiamenti indotti dalla dieta si facciano notare potrebbero volerci diverse settimane. Aumentare l’apporto di fibre in caso di stipsi ed idratarsi maggiormente bevendo almeno due litri di acqua naturale al giorno. Aumentare l’esercizio fisico e cessare l’abitudine tabagica.

In caso di diverticolite non complicata (infiammazione dei diverticoli), è indispensabile consultarsi con il medico ed è raccomandato evitare il consumo di fibre. La dieta deve essere pressoché liquida. Alla cessazione dei sintomi e dell’infiammazione si può riprendere la dieta indicata nella malattia diverticolare non complicata.

Nel caso di perforazione dei diverticoli bisogna recarsi immediatamente in ospedale per ricovero, idratazione endovenosa e terapia antibiotica.

Info utili

Se sei interessato a maggiori informazioni sull’alimentazione o consigli per una dieta più equilibrata puoi chiedere consiglio a Daniele Sciotti scrivendo QUI

 

 

 

About Daniele Sciotti

Daniele Sciotti, Esperto di alimentazione. Origini contadine e un amore incondizionato per la dieta mediterranea. Nato a Velletri, in provincia di Roma, da sempre a contatto con il verde e la natura di quei meravigliosi luoghi ricchi di tanta storia e soprattutto di tradizioni, inizia lo studio della scienza dell’alimentazione dopo aver sofferto di obesità. Laureato in scienze dell’alimentazione e gastronomia presso l’Università San Raffaele di Roma. Attualmente laureando in scienze della nutrizione umana. 100 Alimenti 10 e lode è la sua prima opera letteraria pubblicata ad agosto 2020. Altre passioni? La musica! Fisarmonicista dall’età di 11 anni, si è esibito pubblicamente fino al 2017 quando ha deciso di continuare a coltivare privatamente questa passione.

2 comments

  1. soffro d diverticolite posso mangiare la polenta?

    • Ciao Valeria,
      naturalmente tutto dipende dallo stato di infiammazione. Se l’infiammazione è assente puoi mangiare tranquillamente la polenta. Dovresti però evitare condimenti con spezie come pepe e peperoncino e sughi ottenuti con la presenza di carni rosse, grasse o insaccati (salsicce, etc). Ci sono tanti modi alternativi di mangiare la polenta ad esempio con i legumi, con le verdure, con il pesce o il formaggio.
      Tanti auguri di buone feste.
      Dott. Daniele Sciotti

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