
Perdere peso è una questione di genetica?
Il tuo amico Marco ha detto di aver perso 6kg in 2 mesi prestando semplicemente attenzione all’alimentazione e facendo un po’ di attività fisica.
Così inizi anche tu a fare diete rigide e noiose, corri ogni giorno per 30 minuti, eppure l’ago della tua bilancia quasi non si è spostato di un millimetro: potrebbe trattarsi di genetica.
Uno studio pubblicato su “Research Quarterly for Exercise and Sport” e condotto da un gruppo di ricerca dell’Università di Essex (Regno Unito) ha scoperto che i nostri geni influiscono anche sul dimagrimento.
In particolare, sembra che 14 ‘geni della magrezza‘ farebbero perdere a chi li possiede il doppio del peso rispetto a chi non li ha, a parità di esercizio fisico.
Cosa dice lo studio?
Lo studio ha coinvolto un esiguo numero di partecipanti, appena 38, tra i 20 e i 40 anni di età, suddivisi in gruppo di allenamento (17 partecipanti che chiameremo gruppo 1) e un gruppo di controllo (gli altri 21, gruppo 2).
Come prima cosa è stato valutato il loro BMI e la distanza in km percorsa in 12 minuti. Gli stessi dati sono stati monitorati nuovamente al termine delle 8 settimane.
Tuttavia, in queste 8 settimane, solo i membri del gruppo 1 sono stati sottoposti agli allenamenti, cioè 30 minuti di corsa 3 volte a settimana.
I partecipanti, gruppo 1 e 2, sono stati sottoposti a screening alla fine dello studio per 1.000 varianti genetiche.
I risultati hanno dimostrato una significativa riduzione della massa corporea (peso), all’interno del gruppo che ha fatto esercizio, rispetto al gruppo di controllo. Dato che ci potevamo aspettare, visto che il gruppo 2 non ha praticato attività fisica.
Ciò che è interessante notare è che all’interno del gruppo di esercizio, questa riduzione della massa corporea variava in modo significativo. C’era, in poche parole, chi era dimagrito molto di più.
L’analisi genetica ha identificato 17 polimorfismi a singolo nucleotide (variazione della sequenza del DNA presente in almeno l’1% della popolazione), come ‘PPARGC1A’, un gene che fornisce le informazioni necessarie per la produzione di una proteina.
Questa proteina codificata dal gene può essere coinvolta nel controllo della pressione sanguigna, nella regolazione dell’omeostasi del colesterolo cellulare, e anche nello sviluppo dell’obesità.

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Pur riconoscendo l’aiuto che può derivare da una genetica fortunata al momento di smaltire i chili di troppo, gli studiosi tengono a sottolineare che non si può contare solo sui geni per rimettersi in forma.
“È importante ricordare che la genetica non può nulla in assenza di attività fisica e stile di vita sano: è tutto connesso. Se riusciremo a capire meglio il profilo genetico di un individuo, forse potremo intervenire in modo più efficace per migliorarne la salute”, sottolinea Henry Chung, coordinatore della ricerca.
Un buon punto di partenza per il futuro
È opportuno sottolineare che, sebbene lo studio sia promettente e si possa ritenere un ottimo punto di partenza, il campione di persone in esame è troppo piccolo per stabilire una reale correlazione tra modifica genetica e maggiore perdita di peso.
Questo studio, tuttavia, se confermato da un campione di migliaia di persone potrebbe condurci verso una scoperta davvero interessante.
Infatti, dato anche il campione esiguo di partecipanti, possiamo rilevare alcune criticità che emergono dallo studio stesso.
- La valutazione del peso. Durante il periodo del Covid, sono stati gli stessi partecipanti a effettuare la loro rilevazione del peso, e non i ricercatori. In questa fase, potrebbero essere emersi diversi problemi: per esempio bilance non tarate allo stesso modo, valutazione del peso non a stomaco vuoto ecc.
- Dieta. Ai partecipanti è stato chiesto di non modificare le loro abitudini alimentari. Tuttavia, praticando attività fisica alcune persone potrebbero aver aumentato o diminuito l’apporto calorico in relazione, per esempio, alla stanchezza derivante dall’attività fisica.
- Non è stata evidenziata una differenza tra massa magra e massa grassa.
Tutto ciò non per screditare lo studio, ma per sottolineare che, se condotto con ancora più precisione su un campione più ampio di persone, potrebbe davvero rappresentare una svolta in questo ambito.
Un esempio? L’ingegneria genetica, in futuro, potrebbe intervenire per riprodurre questa mutazione genetica nelle persone che soffrono di obesità, donando veri e propri ‘geni della magrezza‘.
Foto di Towfiqu barbhuiya: https://www.pexels.com/it-it/foto/cibo-verdure-persona-cucchiaio-11716934/
Foto di Leandro Boogalu: https://www.pexels.com/it-it/foto/uomo-che-indossa-canotta-nera-e-in-esecuzione-in-riva-al-mare-1390403/



