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Covid 19, l'aria condizionata aumenta il rischio contagio?

Covid 19, l’aria condizionata aumenta il rischio contagio?

Molti media stanno diffondendo la notizia che gli impianti contribuiscono alla diffusione del virus Covid-19. Purtroppo questa notizia è priva di fondamento. AiCARR (Associazione Italiana Condizionamento dell’Aria, Riscaldamento e Refrigerazione) spiega perché e come gli impianti di climatizzazione possono ridurre il rischio di contagio diluendo l’eventuale concentrazione del virus all’interno dei locali chiusi, grazie al ricambio dell’aria.

Crediamo sia fondamentale ricordare che AiCARR è l’associazione culturale che da 60 anni diffonde la cultura dell’impiantistica termotecnica e in generale della sostenibilità energetica.

Non confondiamo i batteri con i virus

I virus si comportano in modo differente dai batteri, perché non proliferano e al di fuori del corpo umano muoiono dopo poche ore.

A contribuire a creare confusione e preoccupazione c’è che entrambi possono provocare la polmonite.

Perché è importante immettere aria esterna negli ambienti chiusi

La concentrazione del virus nell’aria esterna è così bassa da non poter contagiare nessuno. Per immettere aria dall’esterno e quindi diluire l’eventuale concentrazione di virus all’interno dei locali chiusi e ridurre il rischio di contagio ci sono due modi.

Il primo, più immediato, è aprire le finestre. Il secondo è usare impianti di climatizzazione, che come ci ricorda AiCARR, sono diversi e ben più complessi di quelli che si comprano nei negozi di elettrodomestici, in quanto svolgono contemporaneamente le funzioni di riscaldamenti/raffrescamento, filtrazione, umidificazione/deumidificazione e rinnovo dell’aria.

A differenza dell’aria che entra dalla finestra in quantità non controllabile e non si distribuisce in maniera omogenea nell’ambiente, gli impianti di climatizzazione ben progettati e ben manutenuti immettono nell’ambiente la quantità di aria esterna necessaria per il ricambio dell’aria e la distribuiscono correttamente, assicurando così la diluizione della concentrazione del virus eventualmente presente in quell’ambiente.

Tutte le info nel prontuario dell’AiCARR

AiCARR ha fatto chiarezza su questo tema in una serie di documenti, di cui alcuni rivolti ai tecnici e altri al grande pubblico, tutti disponibili sul sito dell’associazione. Tra i documenti, si segnala il Prontuario sul ruolo degli impianti di climatizzazione invernale ed estiva nella riduzione della diffusione della COVID-19, in cui sono riportate indicazioni utili per alberghi, supermercati, ristoranti, bar, negozi e uffici.

Le abitazioni private non sono state prese in considerazione perché se in casa non ci sono contagiati, il virus non può essere presente e quindi l’accensione degli impianti non influisce in alcun modo, mentre se  ci sono contagiati in casa, il rischio dipende dalla loro presenza e quindi non può certo aumentare a causa dell’accensione dell’impianto; in questo secondo caso vanno prese altre precauzioni, che riguardano gli aspetti medico-sanitari.

 

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