
Impronta idrica, meno è profonda più il futuro diventa sostenibile
Qualunque cosa compriamo o consumiamo, che si tratti di cibo, di un cosmetico, di uno strumento tecnologico o di un biglietto dell’autobus, per essere realizzato richiede una certa quantità di acqua dolce. Questo utilizzo, spesso inconsapevole, delle risorse idriche viene definito dagli esperti impronta idrica, in inglese water footprint ed è il segno che ciascuno di noi, attraverso le proprie scelte di consumo, lascia sull’ambiente sottraendo acqua al pianeta.
Qualsiasi processo produttivo implica, nelle varie fasi di realizzazione, un certo consumo di acqua, che qualcuno – sbagliando -definisce “virtuale”, perché anche se in linea generale questo consumo possiamo solo immaginarlo, in realtà è così concreto da essere misurabile.
L’impronta idrica, infatti, è un indicatore che misura il volume totale di acqua dolce utilizzata per realizzare un prodotto, o anche un servizio destinati a un consumatore, un paese o un’azienda. Questa unità di misura prende in considerazione sia l’uso diretto che quello indiretto dell’acqua.
Facciamo qualche esempio: una tazzina di caffè vale 140 litri di acqua che serve per crescere, tostare e macinare 7 grammi di miscela per un espresso. La produzione di una lattina di una bibita gassata comporta l’impiego di 200 litri, non certo imputabili alla bibita in sé (35 centilitri) quanto al contenuto di zucchero, che incide notevolmente sull’impronta della filiera produttiva. Un chilo di pesche, per arrivare sulle nostre tavole, ha bisogno di quasi mille litri d’acqua, mentre per un chilo di pasta ce ne vogliono più di 1800.
Prima della water foorprint
Il moderno concetto di impronta idrica è stato introdotto nel 2002 con l’obbiettivo di creare un indicatore del consumo reale d’acqua. Prima di allora, l’impiego di acqua veniva calcolato esclusivamente sommando i consumi di tre aree produttive:
- i prelievi di acqua nel settore agricolo
- i prelievi di acqua nel settore industriale
- i prelievi di acqua nell’ambiente domestico
La water foorprint invece prende in considerazione anche l’acqua consumata dal commercio internazionale per portare prodotti di ogni genere in tutto il mondo.

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Il dolore cronico rappresenta una vera e propria patologia quando ha una durata di oltre i…Tutti i colori dell’impronta idrica

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Gli esperti suddividono i consumi idrici in base alla provenienza dell’acqua utilizzata. Si distinguono così tre impronte di colori diversi.
1. L’impronta idrica blu: è l’acqua dolce che proviene da fiumi, laghi o bacini idrici e da falde acquifere. Viene utilizzata per essere incorporata in un prodotto, una bibita tanto per fare un esempio, o per irrigare i campi o raffreddare impianti industriali. È anche quella che viene utilizzata per tutte le attività quotidiane, dall’igiene personale agli usi di cucina e così via.
2. L’impronta idrica verde: è l’acqua piovana che viene assorbita dalla terra e utilizzata dalle piante per crescere. L’impronta verde è fondamentale per l’agricoltura pluviale, dove le colture dipendono principalmente dalle precipitazioni
naturali, al contrario di ciò che accade nell’agricoltura irrigua che invece consuma acqua blu.
3. L’impronta idrica grigia: è l’acqua utilizzata per diluire le sostanze inquinanti derivanti da attività agricole, industriali e domestiche. L’impronta grigia, in pratica, misura l’acqua necessaria per diluire fertilizzanti e pesticidi agricoli o per
i contaminanti chimici industriali e domestici.
Perché è importante controllare i consumi di acqua
A che cosa serve conoscere il peso dell’impronta idrica?
A livello globale, calcolare e gestire la water footprint contribuisce in modo diretto a renderci consapevoli dell’impatto che il consumo di acqua dolce ha sull’ambiente e di conseguenza a muoverci verso il contenimento della pressione sulle risorse idriche locali, verso la salvaguardia degli ecosistemi acquatici e verso una maggiore consapevolezza dei rischi legati ai cambiamenti climatici.
L’impronta idrica riguarda ognuno di noi a livelli diversi, ma prima di tutto come consumatori, non soltanto evitando inutili sprechi ma anche attraverso scelte più etiche, per esempio orientando i nostri consumi in modo da ridurre la nostra personale impronta idrica.
Un Italiano in media consuma 200 litri di acqua dolce al giorno, ne sprechiamo tra i 7 e gli 8 litri solo per lavarci i denti, mentre una doccia di pochi minuti vale quasi 80 litri e tra i 6 e i 12 litri se ne vanno ogni volta che usiamo lo sciacquone del wc.
E l’acqua che beviamo? Ci stupirà sapere che l’impronta idrica di ciascuno di noi non è tanto determinata dall’acqua che introduciamo ogni giorno nel nostro organismo quando dalle bottiglie di plastica che la contengono.
Produrre una bottiglia di plastica da 1 litro, richiede 12 litri di acqua. Un gigantesco controsenso soprattutto se consideriamo che le bottiglie di plastica rappresentano il 75% del peso di tutti i contenitori di plastica prodotti al mondo.
L’Italia è al primo posto in Europa nel consumo di acqua imbottigliata nella plastica: sì, ma poi le bottiglie vengono riciclate, si potrebbe obiettare. In realtà uno studio di Greenpeace, ha dimostrato che nel nostro Paese non vengono riciclate 7 miliardi di bottiglie di plastica.
Black Friday e impronta idrica
Un’ interessante iniziativa per dare un taglio drastico al consumo di bottiglie di plastica è quella proposta dall’Associazione di promozione sociale “Liberi dalla Plastica” che ha deciso di partecipare al Black Friday aiutando l’ambiente.La plastica infatti, dispersa nell’ambiente, può impiegare anche 1000 anni a degradarsi.Inoltre se le bottiglie in PET non vengono conservate correttamente possono rilasciare microplastiche nell’acqua.
Per questa ragione, Liberi dalla plastica ha deciso di consegnare un filtro per rubinetti a chi si iscrive all’associazione durante il Black Friday. Il periodo di promozione va dal 22 novembre al 1 dicembre 2024; il costo dell’iscrizione, comprensivo di spedizione del filtro, è di 90 € totali (comprende la quota associativa di 80 € e le spese di spedizione)
Chi si iscrive a Liberi dalla Plastica in queste date riceverà a casa un filtro per rubinetti per ridurre il consumo della plastica usa e getta nella propria abitazione e bere acqua buona direttamente dal rubinetto di casa.
In copertina Foto di Hilary Halliwell: https://www.pexels.com/it-it/foto/chiudere-la-fotografia-del-flusso-d-acqua-612341/




