
Caffè espresso, ruolo positivo nella prevenzione del diabete
Che il caffè espresso, nelle giuste dosi, sia un toccasana per la salute non è una novità, ma è confortante sapere che quando assaporiamo la bevanda più amata dagli italiani, facciamo anche un gesto di prevenzione. Recenti evidenze scientifiche, infatti, confermano il ruolo benefico del caffè sul diabete. Lo ribadisce anche lo studio (2024) dell’Institute for Scientific Information on Coffee (ISIC) pubblicato sulla prestigiosa rivista Diabetes & Metabolic Syndrome: Clinical Research & Reviews.
La ricerca ha confermato il contributo positivo del caffè nel prevenire non solo lo stress ossidativo cellulare, ma anche i disturbi correlati al diabete di tipo 2, come le malattie cardiovascolari e l’obesità.
Il diabete, correttamente definito epidemia del nuovo millennio, conta oltre mezzo miliardo di persone colpite con una previsione di crescita che potrebbe arrivare a sfiorare 800 milioni di casi entro il 2045. Una malattia, soprattutto quella di tipo 2, con un impatto socioeconomico pesantissimo sui sistemi sanitari di tutto il mondo.
Ecco perché è importante ricordare come prevenire e contrastare, soprattutto a tavola i rischi di una patologia strettamente legata agli stili di vita e all’alimentazione.
Caffè espresso cosa dice la scienza
A rendere il caffè un potente alleato nella prevenzione del diabete sono le numerose molecole bioattive che sono contenute al suo
interno in particolare i polifenoli, antiossidanti naturali di cui il caffè, soprattutto quello espresso, è una fonte preziosa. E questo vale sia per la bevanda classica cioè quella che contiene caffeina, sia per la variante decaffeinata.
Sono diverse le ricerche che attribuiscono a queste sostanze delle vere e proprie proprietà antidiabetiche, in particolare la capacità di influenzare positivamente il metabolismo del glucosio, cioè dello zucchero contenuto nel sangue. Ma non è tutto: un ruolo fondamentale nella riduzione del rischio di ammalarsi è esercitato dagli alcaloidi del caffè, in particolare dalla caffeina, capace di migliorare la secrezione dell’insulina, l’ormone prodotto dal pancreas fondamentale nel metabolismo del glucosio, ma anche dalla trigonellina, un alcaloide naturale presente nel caffè in grado di ridurre la neuroinfiammazione e che aiuterebbe a
mantenere i valori della glicemia nei limiti.

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Qual è la dose quotidiana corretta per poter assicurarsi i benefici del caffè per la nostra salute?
La ricerca rilanciata da ISIC conferma la raccomandazione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) secondo cui è bene non superare i 400mg di caffeina al giorno. In altre parole bere 3-4 tazzine di caffè, meglio se espresso, senza l’aggiunta di zucchero o di latte, consentirebbe di ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 rispetto a chi ne consuma meno o addirittura per nulla. Consumare caffeina da mezz’ora a quattro ore prima di un pasto, infatti, può inibire il picco metabolico acuto.
Un parere scientifico che ci facilita la scelta di consumare un espresso fin dalla colazione, o per un break corroborante in diversi momenti della giornata, naturalmente senza superare le dosi consigliate.
Immagine di copertina: Foto di Chevanon Photography: https://www.pexels.com/it-it/foto/primo-piano-della-tazza-di-caffe-324028/




