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Legame tra zuccheri e deficit cognitivi

Legame tra zuccheri e deficit cognitivi

Il cibo: come agisce?

Il cibo è un piacere, ma è anche un’arma a doppio taglio: ci permette di sostentarci, ma se non assunto correttamente, con un’alimentazione bilanciata, crea carenze e squilibri che si riflettono sul nostro corpo, anche creando deficit al cervello e ai muscoli, fino ad accelerare l’invecchiamento. Se si può vivere senz’alcool, fumo e sostanze psicotrope, non si può vivere senza cibo: per questa ragione bisogna prestare attenzione.

 

Giornata per la ricerca: il ruolo della nutrizione

Sì è svolta questa mattina dalle ore 8,30 alle 12,30 presso l’aula Brasca, al quarto piano del Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma, la “Giornata per la ricerca”. Organizzato insieme all’Università Cattolica, l’evento di quest’anno era dedicato al “ruolo della Nutrizione, dalla Prevenzione alla Cura”. Il dibattito, incentrato su studi sull’argomento presentati oggi e che sono ancora in corso si è svolto intorno a un obiettivo: capire come la nostra dieta quotidiana agisce su muscoli e cervello. Ciò che mangiamo ogni giorno, infatti, alla lunga, incide sui processi di invecchiamento, del quale bisogna prendere in considerazione aspetti patologici e fisiologici. Che cosa succede se assumiamo molti zuccheri? Determiniamo un’alimentazione ad alto indice glicemico e apriamo il cammino a obesità, diabete e deficit cognitivi. Come si agisce nel porre in essere questa ricerca? Lo ha spiegato Claudio Grassi, che dirige l’Istituto di Fisiologia Umana della Cattolica. In primo luogo si prendono contatti con persone che hanno avuto modo di eseguire un’analisi, detta curva glicemica, atta a controllare l’oscillazione nel tempo della glicemia, che compare nel sangue quando lo zucchero viene ingerito. Ai pazienti scelti viene chiesto di compilare un questionario, che richiede i dettagli della dieta seguita e propone anche test cognitivi.

 

Siamo quello che mangiamo. Ma cosa cambia da individuo a individuo?

Se la dieta seguita ha un alto indice glicemico, si manifestano piccoli deficit cognitivi, considerati ai limiti della norma.

Il modo in cui l’organismo risponde all’ingestione di zucchero, l’azione con la quale il corpo si difende da un’alimentazione non corretta, varia da individuo a individuo: non è detto che si sviluppino le alterazioni metaboliche che determinano il diabete. Lo ha dichiarato Andrea Giaccari, dirigente Medico Endocrinologia e Malattie del Metabolismo del Policlinico A. Gemelli.

About Isabella Lopardi

Isabella Lopardi
Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.

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