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La schiena va a scuola: bisogna prendersi cura delle proprie ossa

La schiena va a scuola: bisogna prendersi cura delle proprie ossa

La schiena va a scuola: anche in tenera età bisogna prendersi cura delle proprie ossa. E’ una buona idea proteggere la colonna vertebrale, perché possa svilupparsi correttamente.

Il progetto “La schiena va a scuola – Prime regole per rispettarla” è stato attuato anche nell’anno La schiena va a scuola: bisogna prendersi cura delle proprie ossascolastico 2018/2019. In tal modo l’Associazione italiana fisioterapisti (Aifi) si impegna nell’ambito proprio della prevenzione, rivolta ai bambini e ai ragazzi della scuola primaria e secondaria. Si tratta, in effetti, di una fascia d’età nella quale è vitale preparare la schiena alle prove previste nell’esistenza: esse si faranno progressivamente più impegnative. Ogni bambino diventerà un adulto e dopo la crescita, in età più avanzata, dovrà affrontare l’invecchiamento.

La schiena va a scuola: adolescenti e disfunzioni della colonna vertebrale

La schiena va a scuola: bisogna prendersi cura delle proprie ossaQuando si attraversano gli anni dell’adolescenza, si manifestano alcune disfunzioni della colonna vertebrale tipiche dello sviluppo, come la scoliosi o il dorso curvo. E’ utile identificare precocemente questi disturbi, in modo da frenare eventuali peggioramenti e scongiurare interventi più aggressivi con strumenti correttivi adeguati.

La schiena va a scuola: un miniconcorso

Nell’ambito dell’iniziativa, patrocinata dalla Regione Lombardia, è stato costituito un gruppo di fisioterapisti con specifica formazione, messo poi a disposizione degli istituti scolastici della regione. Si è determinata una serie di incontri formativi nelle classi, durante l’anno scolastico. E’ stato insegnato agli studenti, in sintesi, come porre sotto monitoraggio lo stato di salute della propria colonna vertebrale.

Sono stati coinvolti circa 1.300 ragazzi. Un miniconcorso è stato indetto al termine degli incontri, per verificare e stimolare la capacità di recepimento dei protagonisti. E’ stato realizzato un cartellone, al fine di valorizzare le tematiche trattate. Quest’anno sono stati composti poesie, elaborati, brevi video realizzati con gli insegnanti, fino a raggiungere un centinaio di creazioni.

Sono tre i vincitori dell’edizione 2018/2019. La classe I B dell’Istituto comprensivo Cesare Zonca a Treviolo (Bergamo), seguita dalla fisioterapista Silvia Corna, è stata la prima classificata.

Seconda e terza classificata sono state la classe I D dell’Istituto comprensivo Quarenghi a Milano, seguita dalla fisioterapista Linda Cappo e la classe I A, dell’Istituto comprensivo Cardinal Ferrari a Cantù (Como), seguita dal fisioterapista Flavio Cova.

La scuola, la colonna vertebrale e il peso dello zainetto (l’intervista)

Ma con quali strumenti i giovani devono affrontare la loro vita quotidiana?

La schiena va a scuola: bisogna prendersi cura delle proprie ossa
il dottor Giacomo De Carlo

Ci siamo rivolti al dottor Giacomo De Carlo, che ha il suo studio di Osteopatia a Mottola, in provincia di Taranto. Lo abbiamo raggiunto e intervistato. Queste le sue parole.

Come tutelare la salute di bambini e adolescenti, salvaguardando la loro schiena?

“I giovanissimi sono sottoposti, a casa e a scuola, all’impegno proprio dello studio. Giornate di vita sedentaria aspettano bambini e adolescenti. Parlano chiaro, in argomento, anche fonti istituzionali (il Ministero della Salute lo ha affermato nel 2009, ndr): il peso dello zaino non deve superare il 10% di quello corporeo. Il fardello di un bambino di 6-8 anni non può essere dunque maggiore di tre chilogrammi”.

Potrebbe spiegarci come scegliere la cartella e lo zainetto?

“Si deve bilanciare il peso: è una buona idea distribuirlo su entrambe le spalle. Si consiglia di scegliere una cartella in tessuto leggero. La cosa migliore sarebbe dotarsi di un trolley, che lascia libere le spalle. Non è un dato riconosciuto che ci sia necessariamente lo zainetto dietro la scoliosi, oppure la cifosi, anche se bisogna comunque combattere gli atteggiamenti posturali scorretti”.

La schiena va a scuola: ruolo della tecnologia

Così conclude l’osteopata: “In Olanda, è stato posto in essere un esperimento. Sette istituti scolastici hanno sostituito i 10-12 chili dello zaino pieno di libri con un tablet, sottile e leggero. Ecco che la tecnologia si dimostra alleata delle vertebre”.

La schiena va a scuola: i consigli dell’osteopata

Al fine di sostenere e riallineare la colonna vertebrale, un plantare può aiutare: anche nelle scarpe da   tennis in voga tra bambini e adolescenti.

La schiena va a scuola: bisogna prendersi cura delle proprie ossaBionaif plantare attivo – è un plantare preformato, in polimero di resina elasticamente molto deformabile, calibrato sui chilogrammi.
Grazie alla sua forma particolare si adatta a tutte le calzature, senza modificarne la misura. Inodore, è lavabile con acqua e sapone. Aiuta a migliorare la postura, distribuire correttamente il peso del corpo e favorisce la circolazione sanguigna.

La schiena va a scuola: bisogna prendersi cura delle proprie ossaBionaif plantare attivo Relax – E’ la versione soft del plantare di cui sopra. Segue dolcemente i movimenti, favorendo una postura corretta e un giusto equilibrio. Si calza all’interno della pantofola senza modificarne le dimensioni e prosegue l’azione correttiva di Bionaif plantare attivo nelle ore di relax (o di studio a casa). E’ classificato in base al numero di calzatura.

Bionaif kit equilibriocomprende Bionaif plantare attivo e Bionaif plantare attivo Relax. Il sistema è studiato per l’equilibrio quotidiano.

About Rita Tosi

Rita Tosi
Manager della comunicazione, che da circa 20 anni si occupa di di tecniche di relazioni e sviluppo strategico per aziende e privati che cercano visibilità. Dopo un necessario passaggio (e sosta) nelle principali agenzie di comunicazioni internazionali (Edelman, Gruppo Publicis e Hill&Knowlton) con ruoli apicali, continua a creare eventi e rafforzare il proprio know-how attraverso l'attività in proprio. Allena la sua capacità organizzativa, gestionale e di relazione anche in famiglia, con 1 marito, 3 figli, 1 cane, 4 tartarughe, 4 pesci rossi, 1 geco e un terrazzo.

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