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Malaria, arriva il vaccino

Malaria, arriva il vaccino

L’autorità europea per i farmaci (Ema) dà parere positivo, per la prima volta, per l’utilizzo di un vaccino contro la malaria. In Africa, esso potrebbe essere molto utile, se applicato su larga scala. La malattia fa riscontrare seicentomila morti ogni anno: Mosquirix, insieme alle zanzariere con insetticida, potrebbe risolvere il problema.

Gsk, insieme alla Bill e Melinda Gates Foundation, nonché ad altre istituzioni scientifiche, ha sviluppato il vaccino trenta anni or sono. Test sono stati posti in essere su decine di migliaia di bambini e i casi gravi della malattia si sono ridotti di un terzo. Un successo non strabiliante, che comunque aiuta a combattere la patologia. Sarà l’Oms, nell’ottobre prossimo, a prendere una decisione definitiva. I rischi che il vaccino comporta sono inferiori ai benefici: ciò può fare la differenza in aree con trasmissione alta e mortalità elevata.
Sebbene il prezzo non sia noto, la casa produttrice ha promesso di fornire Mosquirix al costo di produzione. Il profitto, pari al 5%, sarà reinvestito, per permettere che siano sviluppati vaccini di seconda generazione.

Malaria, che cos’è?

La malaria è una malattia provocata da parassiti protozoi del genere Plasmodium. I vettori sono zanzare del genere Anopheles. Tra tutte le parassitosi è la più diffusa. Provoca la febbre, che può superare i quaranta gradi, e si manifesta con gravità diversa a seconda della specie che provoca l’infezione.

Si verificano oscillazioni termiche, dalle quali dipendono i brividi improvvisi, per una o due ore, nel corso delle quali la temperatura sale via via. Seguono irrigidimento e febbre. L’ultima fase, della durata di due o tre ore, è una sudorazione eccessiva, che è segnale del fatto che la temperatura sta scendendo. Si determina così un ciclo, che non ha quasi mai intervalli regolari, di durata dalle quattro alle sei ore. Esso si ripete ogni due o tre giorni.

La malaria non è diffusa soltanto nelle aree tropicali dell’America del sud, dell’Africa e dell’Asia, ma si riscontra in casi sporadici negli Stati uniti e in altri Paesi ad alta industrializzazione: in questi casi dipende da spostamenti di persone che la contraggono in zone nelle quali è diffusa endemicamente, cioè permanentemente. Il serbatoio del parassita sono gli individui infettati in maniera cronica.

 

About Isabella Lopardi

Isabella Lopardi
Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.

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