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Paracetamolo sicuro per il dolore cronico

Paracetamolo sicuro per il dolore cronico

Trentasettemila pazienti per uno studio real life, cioè posto in essere nella vita reale. Sono state esaminate persone affette da osteoartrosi, da dolori cronici alle ossa, curate dal 2002 al 2012. I dati relativi al paracetamolo sono incoraggianti: la molecola è sicura. Nonostante ciò, in Italia, il farmaco viene prescritto come analgesico soltanto nel 6% dei casi. I clinici dovrebbero rendersi conto della sua utilità. Se bisogna agire contro il dolore cronico nei pazienti con artrosi sia a livello cardiovascolare, sia a livello gastrointestinale, il paracetamolo è un utile alleato. Ciò avviene anche su pazienti ad alto rischio di eventi cerebro- e cardio-vascolari e nei casi nei quali viene utilizzato per lunghi periodi, come afferma il presidente della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie, Claudio Cricelli. Con questa molecola non aumentano né il rischio di ictus, né di cardiopatia ischemica. Simg ha attuato la ricerca basandosi sul database di “Health Search”. Si va a ritroso, considerando esempi presi dalla vita reale, utilizzando i dati di una delle banche dati più grandi d’Europa.

Il dolore cronico, uno dei motivi più diffusi per i quali ci si rivolge al medico, tocca in Italia il 20% della popolazione, per un totale di 15 milioni di persone. Di esse, il 75% soffre di artrosi.

 

Uno studio “real life”

 

Erano interessanti per la ricerca condotta i pazienti che facevano registrare eventi cardiovascolari acuti ed emorragie digestive superiori mentre assumevano paracetamolo. Niente paura, dunque: è stato stabilito che l’utilizzo corrente, recente o passato di paracetamolo non si associa significativamente con eventi cardiovascolari acuti. Nessun problema che il farmaco incida anche su problemi gastrointestinali, posto che il rischio di emorragie superiori è stato riscontrato soltanto nei pazienti che assumevano anche antinfiammatori, cui con ogni probabilità erano dovuti i sintomi. Infatti se si lasciavano trascorrere 150 giorni tra l’interruzione degli antinfiammatori e l’inizio della terapia con paracetamolo, le emorragie si riducevano, e si riducono, sensibilmente. Queste interazioni sono state riscontrate proprio perché il paziente è stato osservato nella vita reale. Avere a che fare con elementi che possono confondere è il prezzo da pagare se si vuole esaminare il paziente “dal vivo”.

About Isabella Lopardi

Isabella Lopardi
Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.

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