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Fegato e cuore riprodotti in microchip

Fegato e cuore riprodotti in microchip

Tessuti umani nei microchip: Nature Methods pubblica uno studio in tal senso. Il laboratorio per l’applicazione della ricerca sull’ingegneria biologica dell’Università di Padova (BioEra Lab) e l’Istituto veneto di medicina molecolare (Vimm), li hanno sviluppati. L’operazione ha riguardato in particolare fegato e cuore, utili a studiare gli effetti tossici da farmaci. Ciò è stato possibile grazie alle tecniche di fabbricazione dei chip, associate alla medicina rigenerativa. Così si può capire come agisce il farmaco sull’organo umano, attuando a basso costo esperimenti complessi. Il sistema permette di riprodurre situazioni normali o patologiche dell’organo umano.

Terapie personalizzate

Se poi si riproducono organi e tessuti del malato stesso che si intende curare, si può arrivare a terapie personalizzate. Come si fa? Con l’uso di cellule staminali pluripotenti, che recano in sé il codice genetico del paziente. Da esse si può muovere per ricreare i tipi cellulari di tutti i tessuti del nostro corpo. Si evita, così, il sistema invasivo della biopsia dell’organo. Sarà sufficiente, infatti, una biopsia cutanea; le cellule, poi, possono essere ottenute a partire dal sangue o dalle urine.

Come si crea la miniatura

Ma come si crea una miniatura del nostro corpo? Si prendono campioni del tessuto, che vengono integrati in un chip. In questo modo si crea in vitro la condizione che le cellule vivono in vivo. Più il tessuto è simile a quello umano, più la ricerca ha successo. Le tecniche usate, litografiche, sono simili a quelle proprie della microelettronica.

Saranno contenti gli ambientalisti

Questo sistema può sostituire la sperimentazione animale, a oggi l’unico metodo che si può utilizzare per la ricerca sui nuovi farmaci. Posto che una specie è diversa dall’altra l’impatto del farmaco così testato sull’uomo può variare, anche sensibilmente. Ciò non avviene con la nuova tecnica.

 

 

 

About Isabella Lopardi

Isabella Lopardi
Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.

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