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Stanze dell’amore per i detenuti?

Stanze dell’amore per i detenuti?

Il carcere, luogo di sofferenza. Perché i detenuti soffrono? Una delle ragioni è l’interrompersi dei rapporti interpersonali, anche sessuali, con i loro partner. L’amore sembra lontano mille miglia. Una proposta di legge ha come firmatario il deputato del Pd Alessandro Zan (commissione Giustizia) e a essa è stata apposta l’ulteriore firma di 20 parlamentari. Tocca la problematica relativa ai rapporti interpersonali interrotti dal carcere.

Rapporto d’amore: il carcere, la luna e tu

Si legge nella proposta quanto segue: “Particolare cura è altresì dedicata a coltivare i rapporti affettivi. A tale fine i detenuti e gli internati hanno diritto a una visita al mese della durata minima di sei ore e massima di ventiquattro ore con le persone autorizzate ai colloqui. Le visite si svolgono in locali adibiti o realizzati a tale scopo, senza controlli visivi e auditivi”. In molti hanno visto in questa descrizione vere e proprie stanze dell’amore, sebbene Zan parli di un’ipotesi “travisata ed esagerata”. Soli soletti, se questa proposta diventasse legge i detenuti potrebbero intrattenere amorevoli conversazioni con i partner.

Amore in carcere: scambi intimi e scambi di informazioni

Ma che cosa accadrebbe, di fatto, posto che non soltanto gli scambi intimi, ma anche gli scambi di informazioni sarebbero possibili nello stretto rispetto della privacy? Senza essere controllati, i partner potrebbero dire o fare qualsiasi cosa. L’unico controllo che resta è la difficoltà più o meno marcata a ottenere l’autorizzazione. Se fosse difficile essere autorizzati, peraltro, non si avrebbe un vero cambiamento; se fosse facile, la stessa ragione dell’esistenza del carcere verrebbe meno in termini di controllo del soggetto che di proposito viene isolato dalla società. C’è di più: “Ai condannati che hanno tenuto regolare condotta (…) il magistrato di sorveglianza può concedere, (…)un ulteriore permesso della durata di dieci giorni per ogni semestre di carcerazione per coltivare specificatamente interessi affettivi”. Ironizzando, forse qualcuno potrebbe pensare a una sorta di luna di miele, come premio. Si potrebbe rispondere, tuttavia, che il diritto all’intimità in altri Paesi europei è già legge. Calma gli animi Zan: “Al massimo si potrà avere il bacio”.

About Isabella Lopardi

Isabella Lopardi
Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.

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