cos'è il surriscaldamento globale

Surriscaldamento globale: pericoli per la salute dopo l’anno più caldo mai registrato

L’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle è stato, per colpa del surriscaldamento globale, il più caldo mai registrato a partire dal 1850, con l’aumento della temperatura media globale vicina al limite di 1,5 gradi centigradi.

Tuttavia, il surriscaldamento globale non deve riportare alla nostra mente solamente fenomeni quali scioglimento dei ghiacciai, effetto serra, alluvioni e molti altri ancora.

L’aumento delle temperature, infatti, ha effetti diretti sulla salute umana, e incrementa il rischio di malattie trasmesse attraverso acqua, cibo, insetti e parassiti.

Lo affermano gli esperti della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), commentando l’allarme lanciato da Copernicus (Global Monitoring for Environment and Security).

Quali sono i pericoli del surriscaldamento globale per la nostra salute? 

il surriscaldamento globale
Alessandro Miani

Ondate di calore e inquinamento atmosferico sono un circuito vizioso che si auto-alimenta raddoppiando i rischi per la salute. I principali effetti diretti sono sotto gli occhi di tutti e consistono in drammatici mutamenti nella intensità e quantità delle precipitazioni, che spesso diventano veri e propri nubifragi, come quelli responsabili della recente alluvione in Romagna, a cui si collega un aumento del rischio di malattie infettive batteriche o virali a trasmissione oro-fecale o anche trasmesse da insetti”, spiega Alessandro Miani, Presidente SIMA.

L’aumento delle temperature medie, infatti, crea le condizioni ideali per la trasmissione di molteplici agenti patogeni: grazie alla maggiore umidità proliferano ad esempio zecche, zanzare e parassiti che diffondono malattie anche gravi come il virus Zika, la febbre dengue e la malaria.

“Ma a crescere è anche il rischio di malattie idrotrasmesse: piogge intense e alluvioni, eventi direttamente connessi al cambiamento climatico, fanno straripare corsi d’acqua e mandano in tilt le reti fognarie, diffondendo tra la popolazione agenti virali quali virus delle epatiti A ed E, Enterovirus, Adenovirus, Norovirus, Rotavirus, contaminando anche la catena alimentare”, aggiunge Miani.

Ondate di caldo e ‘isole di calore urbano’

“Le emissioni climalteranti – continua l’esperto- sono la principale causa dell’effetto serra che surriscalda il pianeta e provoca i cambiamenti climatici in atto, generando le ondate di calore che stiamo sperimentando nel Mediterraneo così come in tutto il Pianeta e che sono causa diretta di 61.000 decessi prematuri solo in Europa. L’aria stagnante delle nostre città in preda alle ondate di calore aumenta a sua volta la concentrazione di polveri sottili (PM 2.5), che sono già riconosciute come causa di 68.000 morti premature ogni anno nel nostro Paese. Il tutto amplificato dalle ‘isole di calore urbano’, che si creano per la cementificazione intensiva in assenza di misure di mitigazione: solo la disponibilità di mezzo ettaro di parchi urbani alberati a distanza da 300 metri da ogni abitazione – come raccomandato dall’OMS – può prevenire 43.000 morti ogni anno”.

Inoltre, le temperature più elevate e la mancanza di precipitazioni che caratterizzano i sempre più lunghi periodi di siccità, determinano un aumento del rischio di incendi, divenuti una delle principali sorgenti di polveri sottili anche a centinaia o migliaia di chilometri dall’incendio stesso.

Altro importante meccanismo fonte di particolato atmosferico è rappresentato dalle tempeste di polvere, che aumentano di intensità e frequenza all’aumentare dell’inaridimento del suolo e dell’abbassamento della falda freatica (acqua che scorre nel sottosuolo) causato dal riscaldamento globale.

Esistono Paesi maggiormente esposti a questi pericoli?

“Maggiormente esposti sono i Paesi già affetti da fenomeni di progressivo inaridimento e desertificazione come il Sahel africano o il Medio-Oriente, ma anche i Paesi dell’Europa Mediterranea. Nel 2022 in Europa si sono verificati 2709 incendi (dati EFFIS European Forest Fire Information System), più del triplo della media degli ultimi 17 anni”, afferma Miani.

surriscaldamento globale causeNello scenario del cambiamento climatico, l’aumento degli incendi rappresenta certamente una delle principali conseguenze dell’aumento delle temperature.

S’innesca un circolo vizioso, per cui le ingenti masse di CO2 emesse dalla combustione di foreste aumentano a loro volta il surriscaldamento globale.

“Sempre l’EFFIS -prosegue l’esperto- stima che le emissioni totali provocate dagli incendi boschivi dell’Unione Europea e del Regno Unito nel 2022 sono state pari a 9 megatonnellate di carbonio, equivalenti a quelle emesse da 10.000.000 di automobili nello stesso periodo, il livello più alto registrato dal 2007″.

Un milione di tonnellate di CO2 sprigionate solo dagli incendi verificatisi nel mese di luglio in Grecia equivalgono alle emissioni derivanti dalla combustione di 2,3 milioni di barili di petrolio ovvero 103 milioni di litri di gasolio.

“Per confronto, basti pensare che in Italia nel 2022 gli incendi hanno prodotto 1 milione e 900 mila tonnellate di CO2, pari a circa 5 milioni di barili di petrolio, pari a quanto si brucia in Italia per produrre energia elettrica per poco meno di una settimana. Per non parlare delle 2750 tonnellate di ossidi di azoto e delle 7500 tonnellate di PM 2.5 emesse nello stesso periodo a causa degli incendi nel nostro Paese. Nel solo anno 2021, l’anno nero per gli incendi nella parte nord del globo terrestre (+150% rispetto ai 20 anni precedenti), sono stati rilasciati in atmosfera 1,76 miliardi di tonnellate di CO2, stando ai calcoli dell’Università della California di Irvine”, spiega Miani.

Conseguenze degli incendi

Le combustioni dovute agli incendi sprigionano nell’atmosfera altre sostanze tossiche che possono ricadere nelle zone più o meno limitrofe all’incendio stesso.

Per alcuni di questi composti la tossicità è riconosciuta dalla comunità scientifica e diversi studi dimostrano che la concentrazione dei composti chimici liberati in atmosfera rappresenta un pericolo dal punto di vista sia ambientale che sanitario.

Tra questi i più pericolosi sono gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), le diossine e i PCB (policlorobifenili), che possono permanere nell’aria e ricadere al suolo anche dopo lo spegnimento dell’incendio, nei pressi dell’area incendiata o anche a distanza sulla base dell’intensità e direzione dei venti.

Surriscaldamento globale: è possibile invertire questa drammatica tendenza?

“È necessario ridurre le nostre emissioni di gas climalteranti e polveri sottili, puntando sull’efficientamento energetico degli edifici, le energie rinnovabili, la mobilità verde, ma contemporaneamente piantare alberi per riassorbire la CO2 in eccesso, responsabile del surriscaldamento del pianeta. Secondo alcuni calcoli sarebbe necessario piantare mille miliardi di nuovi alberi entro il 2050, ma la capacità produttiva attuale dei vivai in tutto il mondo ammonterebbe al massimo a tre miliardi di piante all’anno. Quindi non possiamo esimerci dall’abbattere drasticamente le emissioni sostituendo le fonti fossili di produzione di energia”, commenta Miani.

Danno psicologico: in cosa consiste il fenomeno della ‘solastalgia’

“La ‘solastalgia‘ è un neologismo deriva dall’unione di ‘solace’ e ‘nostalgia’, quindi nostalgia del conforto. È un termine che arriva dalla pratica clinica e psicologica dell’Università di Newcastle in Australia e indica il senso di malessere che ci invade quando l’ambiente che ci circonda è stato violato, distrutto, abbandonato”, conclude Miani.

In pratica, si tratta di una forma di disagio emotivo o esistenziale causato dal cambiamento ambientale, che può manifestarsi con sensazioni di impotenza e apatia, fino alla disperazione derivante dalla mancanza di un orizzonte di speranza simile a quello di chi sente di aver perduto per sempre la propria patria o la propria casa così come la conosceva.

 

 

 

Foto di Pixabay: https://www.pexels.com/it-it/foto/fumo-che-esce-dal-tubo-60575/

Foto di Johannes Plenio: https://www.pexels.com/it-it/foto/macchina-industriale-vicino-ai-raccolti-2566845/

About Umberto Urbano Ferrero

Umberto Urbano Ferrero, collaboratore - Torinese d’origine, cittadino del mondo per credo. Laureato in Lettere moderne, ama l’arte in tutte le sue forme e viaggia per conoscere il mondo, oltre che se stesso. Umberto è appassionato di sport e Urbano, al contrario di ciò che l’etimologia suggerisce, apprezza la vita a contatto con la natura. Ritiene la curiosità una delle principali qualità in una persona, caratteristica essenziale per guardare il mondo da più angolazioni.

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