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Tumore alla mammella, una proteina detective

Tumore alla mammella, una proteina detective

Si chiama hMENA ed è una proteina detective: se si riduce nelle cellule tumorali, queste sono attaccabili con i nuovi farmaci. Uno studio in questo senso, finanziato dall’Associazione italiana di ricerca sul cancro (Airc), è stato pubblicato su Oncogene. Se ne è occupato il team di Paola Nisticò del Laboratorio di Immunologia dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, che ha collaborato con l’Anatomia Patologica dell’Istituto. Si tratta di una proteina che sostiene la proliferazione delle cellule tumorali e la resistenza alla morte cellulare. In sostanza, parliamo dei meccanismi di resistenza che il tumore adotta per sopravvivere. La scoperta della proteina permetterà di attuare terapie mirate, che aumenteranno significativamente la sopravvivenza di pazienti con carcinoma mammario. Si è espressa in merito Paola Trono, primo autore dello studio: “Il gene hMENA è presente nel corso della trasformazione da cellula normale a cellula tumorale e produce diverse forme proteiche durante la progressione del carcinoma della mammella, utilizzando un meccanismo biologico chiamato splicing alternativo. Lo splicing alternativo è un meccanismo altamente complesso che consente di produrre varianti di una stessa proteina, con funzioni anche opposte, a partire dallo stesso gene”. In questa sede è stata utilizzata una nuova piattaforma tecnologica: la Rppa (Reverse Phase Protein Array), che è utilizzabile presso l’Istituto Superiore di Sanità. Con essa è possibile fare la valutazione dell’attività di una proteina, agendo nel complesso network delle vie di segnale associate al tumore. L’impiego della proteina deve essere valutato sulla base di grandi casistiche e potrà dare un’indicazione del successo o del fallimento di terapie antitumorali dirette verso il gene alterato più di frequente nei tumori alla mammella, il PI3K. Bisogna ora elaborare farmaci che inibiscano l’espressione e l’attività di questa proteina. Sono ancora in corso, in quest’ambito, gli studi riguardanti le pazienti con tumori resistenti alle terapie. Si studiano, appunto, i meccanismi di resistenza e le strategie per aggirarli.

About Isabella Lopardi

Isabella Lopardi
Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.

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