crema allo zinco
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Zinco: un nuovo sorprendente trattamento per la candidosi vulvovaginale

04/01/2024
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Una nuova scoperta per la cura della candidosi vaginale: lo zinco potrebbe bloccare una molecola infiammatoria.

È quanto emerge da un articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista Science Translational Medicine, frutto di una nuova ricerca condotta dal Centro Mrc per la micologia medica dell’Università di Exeter (Gran Bretagna) in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia, l’Irccs Materno Infantile “Burlo-Garofolo”-Università di Trieste oltre ad altri centri internazionali.

Tre quarti delle donne sviluppano candidosi vaginale

Circa tre quarti delle donne sviluppano candidosi vaginale almeno una volta nella vita e circa 140 milioni di donne in tutto il mondo soffrono di candidosi vaginale ricorrente.

Le infezioni ricorrenti da Candida possono avere un enorme impatto sulla qualità della vita. I trattamenti antifungini esistenti non sono sempre efficaci e si sta sviluppando resistenza contro questi trattamenti.

La candidosi vaginale è causata da un lievito chiamato Candida.

Esistono numerose specie di Candida, ma quella che causa la maggior parte delle infezioni è Candida albicans.

Proprio come noi, la Candida albicans ha bisogno di zinco nella sua dieta che cerca di acquisire dall’ambiente come fonte di cibo. Ora, i ricercatori hanno scoperto che la Candida produce una molecola -Pra1- che, in assenza di zinco, innesca una risposta infiammatoria responsabile di molti casi di candidosi vulvovaginale.

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zinco a cosa serveIl dottor Duncan Wilson, membro senior del Wellcome Trust del Centro Mrc di micologia medica dell’Università di Exeter, insieme alla professoressa Eva Pericolini dell’Università di Modena e Reggio Emilia, alla professoressa Manola Comar e al professor Francesco De Seta dell’ Irccs Burlo Garofolo-Università di Trieste affermano: “La nostra nuova scoperta sullo zinco è molto entusiasmante, perché suggerisce che il semplice trattamento con zinco potrebbe bloccare la produzione della molecola infiammatoria Pra1, ma non siamo ancora nella posizione di fornire raccomandazioni terapeutiche in questa fase. Abbiamo bisogno di studi su scala più ampia per confermare l’effetto“.

Negli esperimenti di laboratorio, il gruppo di ricerca ha scoperto che la manipolazione dei geni, in modo che la Candida albicans non produca Pra1, previene l’infiammazione.

I ricercatori nell’articolo mostrano, poi, che l’applicazione di livelli relativamente bassi di zinco nei topi blocca la produzione di Pra1 e previene l’infiammazione.

Questo è importante perché è l’infiammazione che causa i sintomi di bruciore e prurito nella candidosi vaginale.

Copertina: Foto di Moose Photos: https://www.pexels.com/it-it/foto/donna-che-indossa-maglia-a-maniche-lunghe-con-colletto-rosa-1036623/

Foto di Jill Wellington: https://www.pexels.com/it-it/foto/lady-in-beach-silhouette-durante-la-fotografia-diurna-40192/