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Peeling chimici: perché no, ma attenzione al primo sole

Peeling chimici: perché no, ma attenzione al primo sole

I peeling chimici possono davvero aiutarci a risolvere molti problemi della pelle: rughe superficiali, discromie, macchie, cicatrici leggere, lievi imperfezioni della cute. Bisogna però  prestare la massima attenzione nella scelta del prodotto da utilizzare. Non tutti i peeling chimici, infatti, sono uguali. E per ottenere i migliori risultati, in completa sicurezza, è bene affidarsi allo specialista: il medico estetico. A differenza dell’estetista, infatti, il medico estetico è autorizzato a usare vari tipi di peeling chimici e acidi a più alte concentrazioni. L’unica precauzione davvero importante è evitare di esporsi al sole per almeno un mese e mezzo dopo il trattamento. Se quindi volete approfittare della primavera per cambiar pelle è opportuno che lo facciate immediatamente.

Ecco una “mappa” delle zone che rispondono meglio ai peeling chimici e le sostanze più efficaci.

Come agiscono i peeling chimici

I peeling chimici si applicano sulle parti del corpo che ricevono una continua esposizione ai raggi del sole: viso, collo e decolleté, mani. Più raramente si usano anche sulle gambe e sugli avambracci.

I peeling chimici agiscono sfruttando l’azione di particolari acidi che, sulla pelle, producono una esfoliazione controllata degli strati superficiali. In questo modo:

  • rimuovono le cellule dello strato corneo della pelle;
  • stimolano la naturale produzione di cellule nuove e quindi il “turn-over” cellulare;
  • rassodano la pelle e riducono i segni lasciati dal sole e dal tempo (come le rughe superficiali o le macchie);
  •  attivano la produzione di nuove fibre di collagene e rivitalizzano il derma, perché inducono una leggera reazione infiammatoria;
  •  hanno un’azione schiarente, rendendo la pelle più luminosa e l’incarnato più uniforme.

I peeling chimici stimolano il naturale turn-over cellulare

Ogni giorno la pelle riceve lo stimolo del sole, della luce, dell’ambiente… E ogni giorno le sue cellule muoiono, vengono eliminate e sostituite da cellule nuove.

E’ un processo naturale e necessario che però, con l’età, rallenta. Per questo la pelle può diventare meno luminosa, mentre gli anni e il sole (o l’azione combinata di ormoni e raggi solari) fanno comparire segni e imperfezioni.

Il peeling chimico stimola questo naturale processo di rinnovamento delle cellule, lo accelera mediante l’uso di una o più sostanze chimiche. E per questa ragione è in grado di restituire alla pelle un aspetto fresco, sano e giovane.

Quando sono indicati i peeling chimici

I peeling chimici possono essere fatti anche quando la pelle ha bisogno di una “stimolazione” per riacquistare un aspetto fresco e sano. Ci sono comunque specifiche condizioni per le quali questo trattamento estetico è indicato:

  • invecchiamento della pelle;
  • cheratosi;
  •  discromie e iperpigmentazioni;
  •  cicatrici da acne;
  •  cute seborroica.

I peeling chimici dall’estetista

L’estetista – a differenza del medico estetico – può usare solo i peeling chimici superficiali e solo a bassa concentrazione.

L’azione del trattamento, dunque, è in media più blanda rispetto a quella che si può ottenere dallo specialista. Molte delle “variabili” che compongono un peeling chimico – cioè concentrazione, pH e pKa – non possono infatti essere modulate dall’estetista stesso, sono al di fuori della competenza professionale:

  • concentrazione degli acidi, grado di pH (più acido o più basico) e di pKa (più o meno basso) determinano la forza dell’azione del peeling e la sua capacità di penetrare più o meno in profondità nei vari strati della pelle.
  •  Si può fare un esempio con il peeling superficiale all’acido glicolico: l’estetista è autorizzato a usarlo a una concentrazione massima del 30 per cento; il medico estetico può arrivare a usarlo anche a una concentrazione del 70 per cento.

I vari tipi di peeling chimici

* I peeling chimici si distinguono a seconda della “profondità” di azione degli acidi sulla pelle: ci sono peeling superficiali, medi o profondi.

* Il peeling si definisce superficiale quando penetra fino alla porzione più superficiale del derma, mentre i peeling medi o profondi arrivano più in profondità, rispettivamente fino al derma reticolare superficiale e al derma reticolare medio.

Per azione

E’ il medico estetico a decidere quale trattamento è necessario in base alle esigenze individuali della persona, al suo tipo di pelle, al problema estetico da risolvere.

Un peeling superficiale sempre molto diffuso, per esempio, è quello all’acido glicolico.

I peeling chimici medi sono, invece, quelli all’acido tricloroacetico o all’acido piruvico ad alte concentrazioni.

I peeling chimici profondi (ad esempio il fenolo) non possono essere praticati a livello ambulatoriale perché richiedono una sedazione e sono riservati a casi particolarmente seri.

Più il peeling chimico è profondo e maggiore è l’esfoliazione che si ottiene, ma più lunghi saranno anche i tempi di guarigione della pelle.

Un peeling chimico superficiale produce una blanda esfoliazione e un rossore della pelle che si risolvono nel giro di qualche giorno.

Un peeling chimico medio ottiene invece una esfoliazione più pronunciata, che dura fino a 2 settimane; e oltre al rossore intenso può provocare leggere crosticine – fino a una leggera patina bruna sulla pelle – che impiegheranno qualche giorno a guarire.

Per composizione

Gli acidi usati per i peeling chimici sono molti: l’acido salicilico, gli alfaidrossiacidi (glicolico, lattico, mandelico), l’acido tricloroacetico… Ma oggi, ormai, raramente vengono usati da soli.

Grazie ai progressi della medicina estetica, infatti, si è visto che questi acidi possono essere usati abbinati, con minori effetti collaterali e con risultati estetici migliori.

Sono dunque nati i trattamenti di peeling “combinato” e di peeling “modulabile”: entrambi sono a base di composti di acidi (nel caso dei “modulabili” anche altre sostanze associate) e vengono applicati in due fasi, in successione temporale, nella stessa seduta.

Questo offre al medico estetico un maggior ventaglio di opzioni – un’azione esfoliante ma anche bio-rivitalizzante, per esempio – in modo da adattare meglio il trattamento alle specifiche esigenze della persona. Usati in sinergia, inoltre, gli acidi possono essere presenti nel peeling a più bassa concentrazione: si riducono quindi gli effetti collaterali di rossore e irritazione della pelle.

I peeling chimici da usare sul viso

Il viso beneficia in molti modi dell’azione del peeling chimico. Il trattamento attenua o elimina le rughe (quelle superficiali o anche quelle più marcate, a seconda che si tratti di un peeling soft o di un peeling medio/profondo); agisce anche sulle discromie della pelle, sulle imperfezioni superficiali dell’incarnato e le cicatrici da acne.

Sostanze

Per il viso sono particolarmente adeguati i peeling combinati, che contengono cioè un insieme di acidi diversi.

In prima fase si procede con peeling a base di acidi dall’azione esfoliante decisa, come acido glicolico, acido salicilico e acido lattico.

In una seconda fase, si usano invece peeling chimici dall’azione più leggera: per esempio un “cocktail” di acido kojico, arbutina, acido azelaico, acido alfalipoico e acido mandelico.

Come si procede

Il medico estetico stende con un pennello a ventaglio il composto chimico su tutto il viso, avendo cura di tralasciare zone particolarmente sensibili quali le palpebre e gli angoli della bocca.

Il peeling chimico viene tenuto sul viso, in media, dai 40 agli 80 secondi. E alla comparsa del primo rossore viene rimosso con abbondante acqua. E’ un’indicazione temporale “di massima”: la durata di questa prima applicazione è infatti del tutto individuale e deve essere seguita con la massima attenzione dal medico estetico per evitare che le sostanze chimiche producano danni all’epidermide. La reazione della pelle è molto diversa da persona a persona e una variazione di pochi secondi può fare la differenza.

La seconda fase del trattamento è costituita da una maschera o da una crema (a seconda della formulazione usata), che si stende sul viso e si lascia, in media, per 6-12 ore. Questo secondo peeling contiene infatti altri acidi, più deboli: essi riescono a penetrare nella cute grazie all’azione delle sostanze precedenti, che hanno fatto da “apripista” (hanno cioè assottigliato lo strato corneo superficiale della pelle).

La loro azione è sempre esfoliante, ma meno aggressiva. Per questo possono essere tenuti più a lungo sulla pelle.

La maschera (o crema) si rimuove poi a casa, da soli, con un buon latte detergente delicato.

Precauzioni

  • Non esporsi al sole diretto per almeno 4 settimane dopo la completa esfoliazione della pelle.
  •  Per lo stesso periodo, proteggere il viso ogni giorno con una crema ad alto filtro solare per evitare l’esposizione indiretta.
  • Idratare molto bene la pelle applicando una crema nutriente e lenitiva anche più volte al giorno. La cute infatti risulterà molto secca: è l’effetto (voluto) dell’azione esfoliante.

Tempi di guarigione

Il processo di esfoliazione dura da una a due settimane, in media, a seconda della profondità del peeling. E la pelle guarisce in modo completo entro i 4/12 giorni successivi, in base alla concentrazione del peeling.

Durata del trattamento

In media dalle 4 sedute (per macchie o fotoaging) alle 6 sedute (per rughe, imperfezioni, segni di acne). E’ un’indicazione di massima: la durata del trattamento varia molto a seconda dell’età della persona, del problema da risolvere, dell’estensione del difetto, della profondità e della “vecchiaia” (una macchia solare di lunga data, per esempio, è più difficile da cancellare di una recente).

Le sedute vengono fatte a distanza di 15/20 giorni l’una dall’altra.

Il costo medio di un peeling combinato è di 150 euro a seduta.

I peeling chimici per il corpo

Collo, decolleté, dorso delle mani (a volte, anche l’avambraccio)… ecco le zone del corpo che mostrano i segni di foto-invecchiamento in modo più precoce. Per queste aree i trattamenti di peeling chimici sono più o meno simili. Tempi e sostanze usate possono differire – a seconda del giudizio del medico estetico – soprattutto in base al tipo di pelle e alla estensione del problema da risolvere.

Collo

Sul collo l’azione del peeling interviene in particolare sulle macchie, le rughe e l’inspessimento della pelle.

Decolleté

Il decolletè è una componente molto importante della bellezza femminile. E il peeling chimico può cancellare o attenuare difetti di vario grado: dalle piccole anomalie di pigmentazione (come macchie, lentigo, efelidi), alla ruvidezza dello strato corneo, dalle rughe più o meno evidenti alla lassità della cute.

Mani

Quanto alle mani… il loro aspetto rivela la vera età di una persona molto più di altre parti del corpo, persino del viso. Il peeling chimico è utile sia per schiarire e/o cancellare le macchie dell’età e le macchie solari, sia per restituire alla pelle un aspetto più tonico e giovanile.

Sostanze

Per collo, decolleté e mani sono molto indicati i peeling “modulabili” di ultimissima generazione.

I peeling chimici modulabili abbinano l’esfoliazione prodotta dagli acidi – soprattutto acido salicilico, piruvico, mandelico e glicolico – a una bio-rivitalizzazione dello strato basale (profondo) della cute.

Per questa seconda azione ci si avvale soprattutto di cellule staminali vegetali, vitamine e aminoacidi.

Come si procede

Il trattamento nei peeling chimici modulabili è sempre diviso in due fasi.

Il peeling viene applicato sulla zona da trattare, con un pennello a ventaglio, in modo da coprire l’intera area. E il “cocktail” di sostanze viene lasciato agire, in media, dai 40 ai 120 secondi: su collo, decolleté e mani, infatti, la cute è in genere più resistente rispetto al viso e può tollerare l’azione degli acidi più a lungo.

Una volta rimosso, con abbondante acqua, il primo peeling, si procede ad applicare la maschera o la crema a base di sostanze bio-rivitalizzanti. Le sostanze contenute nella maschera vengono lasciate agire fino a completo assorbimento: grazie all’azione esfoliante del primo peeling, possono essere veicolate in profondità e stimolano il derma con un’azione a lento rilascio.

Precauzioni

La precauzione assoluta, anche in questo caso, è evitare l’esposizione diretta o indiretta ai raggi solari per almeno 4/6 settimane successive al trattamento.

E’ necessario, anche per la pelle del corpo, idratare molto bene la zona trattata applicando quotidianamente (anche più volte al giorno) una crema nutriente e lenitiva.

Tempi di guarigione

A seconda che il peeling sia superficiale o medio, l’esfoliazione può durare in media da 2/3 giorni fino a 2 settimane. La guarigione completa della pelle avviene entro i 4/12 giorni successivi, in media, in base alla concentrazione del peeling.

Durata

Dipende dal tipo di problema. Per un difetto di lieve entità può essere sufficiente una sola seduta. Per un trattamento più profondo una media di 4/6 sedute, sempre a distanza di circa 15 giorni l’una dall’altra. Il costo medio di un peeling modulabile è di 180 euro a seduta.

Cosa fare dopo i peeling chimici

Qualunque sia la zona sottoposta a peeling, nei giorni successivi al trattamento è molto importante stendere sulla pelle prodotti decongestionanti con un’azione specifica antirossore. Ottimi, per esempio, i cosmeceutici a base di antocianosidi e bioflavonoidi che migliorano la funzione del microcircolo. Il risultato sarà la riduzione del rossore, dell’edema, ma anche pelle ben idratata e più elastica.

Gli effetti collaterali dei peeling chimici

I peeling chimici più recenti – combinati e modulabili – riducono molto gli effetti indesiderati del trattamento. Ma l’azione irritante sulla pelle rimane. La reazione cutanea è molto diversa da persona a persona ma – in generale – è tanto maggiore quanto più profondo (e ad alta concentrazione) è il trattamento. Nei giorni successivi al peeling possono comparire: rossore esteso, eritema, vescicole e piccole croste, lesioni desquamative, discromie o ipercromie transitorie.

 

 

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