Alluce valgo: si deve proprio operare?
Benessere

Alluce valgo: si deve proprio operare?

28/09/2015
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E’ antiestetico, persino imbarazzante e su questo non si discute. Ma soprattutto è doloroso e rende difficile indossare le scarpe che ci piacciono di più. Stiamo parlando dell’alluce valgo, un disturbo  molto diffuso che colpisce soprattutto le donne (dieci volte più dei maschi), anche se non risparmia gli uomini.

L’alluce valgo è una deformazione che riguarda l’articolazione del primo dito del piede, che si sposta lateralmente (valgo) verso le altre dita sviluppando una sporgenza ossea che provoca dolore, arrossamento, infimmazioni che rendono difficile l’utilizzo delle scarpe chiuse e ostacola la normale camminata. Questa brutta sporgenza che comunemente viene definita “cipolla”, in termini medici si chiama esostosi della testa metatarsale perché interessa proprio il primo metatarso.

Da che cosa potrebbe dipendere l’alluce valgo

Molto spesso questo disturbo dipende dalla conformazione dello scheletro del piede, in pratica è un problema insito nel patrimonio genetico e per questo spesso, nella stessa famiglia, si tramanda di generazione in generazione.

In altri casi, invece l’alluce valgo è la conseguenza di malattie reumatiche, o del piede piatto o ancora di un evento traumatico. Al contrario di quanto spesso si creda, indossare abitualmente calzature con punta stretta e tacco alto non sono la causa diretta dell’insorgenza dell’alluce valgo, ma sicuramente questi acceso alla moda peggiorano i sintomi.

In ogni caso, qualunque sia la causa scatenante, dal punto di vista meccanico, lo spostamento verso l’esterno dell’articolazione è prodotto dalla “caduta del metatarso”.

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Che cos’è la caduta del metatarso?

Significa che esiste uno squilibrio dell’appoggio del piede: il peso del corpo non e distruibito su tutti 5 metatarsi, ma solo su quelli centrali che subiscono un peso eccessivo, e quindi i tessuti sovracaricati si infiammano. All’alluce valgo, infatti, spesso si associa la caduta plantare delle teste di uno o più metatarsi, le ossa lunghe che, insieme alle falangi, costituiscono la parte anteriore del piede.

La caduta verso la pianta del piede delle teste dei metatarsi, così come la sporgenza laterale della testa del 1° metatarso, causano borsiti, callosità cutanee, infiammazioni locali a volte anche ulcerate; inoltre mentre le falangi dell’alluce deviano in valgismo, le altre dita si deformano “a martello” nel tentativo di ancorarsi al suolo e migliorare la stabilità.

In pratica, l’alluce valgo determina, innanzi tutto, uno squilibrio dell’appoggio plantare che, se non viene corretto tempestivamente, può generare alterazioni a carico di altre articolazioni (come la caviglia, il ginocchio e l’anca) e della colonna vertebrale.

Come si elimina l’alluce valgo?

Inutile illudersi: per eliminare l’alluce valgo è necessario un intervento chirurgico, durante il quale, in genere, vengono risolti anche tutti quei problemi che da esso derivano e che interessano le altre dita.

Gli ortopedici sostengono giustamente che l’alluce valgo è da operare soltanto se la sua presenza può peggiorare la qualità della vita e mai solo per correggere un difetto estetico. Questo perché non si tratta di un intervento banale e neppure del tutto indolore. Sono moltissime le tecniche chirurgiche utilizzate per correggere l’alluce valgo e molte hanno una loro validità se l’indicazione è giusta. Una delle più diffuse consiste  nel creare piccole fratture nelle ossa del dito per riportare l’articolazione alla forma normale. Utilizzando alcune piccole viti di qualche millimetro di grandezza, che vengono applicate alla base dell’alluce, si fissa, poi, l’articolazione ricostruita.

Per chi non vuole ricorrere alla chirurgia

Gli esperti suggeriscono di sottoporsi all’intervento chirurgico solo quando il dolore diventa tale da non poter più svolgere le normali attività quotidiane.

In tutti gli altri casi viene suggerito il trattamento conservativo dell’alluce valgo, utilizzando plantari conformati in modo da ridurre l’appoggio al suolo delle teste metatarsali e alleviare il dolore. Non solo, questi plantari sono anche “attivi”, svolgono cioè una funzione meccanica di sostegno dell’arco plantare per cui, nel momento in cui vengono indossati, la “cipolla” tende a rientrare permettendo di calzare anche scarpe che, senza plantare, non potrebbero essere indossate.

Questo tipo di plantare ha poi una validissima azione preventiva per cui, indossandolo fin dai primi segnali di cattivo appoggio, si evita il peggioramento dei disturbi e si impedisce l’avanzamento del danno estetico.