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Art&Show – Mimmo Emanuele, una finestra sulla città

Isabella LopardiMimmo Emanuele, classe 1950, è nativo di Ofena. Riproduce nell’Aquilano frantumato dal sisma, su cartoncino o tela, opere che si immaginerebbero su ceramica (materiale che, qualche volta, non disdegna), o magari su pietra, come i colori originali un tempo dominanti sulle statue greche. Ecco una dimensione scultorea della pittura. Le tinte sono come le coloriture delle foto d’epoca o delle pellicole.  Le opere riflettono il made in Italy e sono state acquistate da collezionisti in Canada, Francia, Belgio e Stati Uniti. L’artista, già dipendente della Regione Abruzzo, lavora attualmente come grafico-ritrattista nel suoi studio a L’Aquila. Il disegno costituisce per lui l’attività principale, ora che è libero da altri impegni lavorativi. Si legge in Gozzano: “Dolce, come l’essenze, resusciti le diligenze, lo scialle, la crinoline”. Interessante, mono-colore, il recente periodo azzurro. In questi quadri c’è la proiezione di un territorio aquilano acquerellato, dei tempi belli della giovinezza “quanno pazziavamo a Vola vola”, come recita un canto locale. Un territorio fatto di scorci, sdruccioli (ripide scalinate in pietra, n.d.r.), panoramiche, leoni e rosoni, gigli e bifore. Un genere di fermento che il sisma non può spezzare. In questi giorni in esposizione in Roma, presso il Centro culturale Aldo Fabrizi, “309 in cielo”, 309 come le vittime del terremoto del 2009.


Parliamo del clima artistico a L’Aquila dopo il sisma: che cosa sta accadendo?

Non riscontro, purtroppo, un grande fermento artistico. Viviamo una stanchezza di fondo che rende anche il quotidiano difficile e, quindi, la parte delle attività culturali risente di questo clima e non spinge ad impegnarsi in modo adeguato per eventi che richiedono dedizione. A mio parere, la carenza di adeguati spazi espositivi, già limitati prima dell’evento sismico, ed ora del tutto insufficienti, rende problematica lo svolgersi dell’attività artistica in vari ambiti.
Dopo il terremoto che ha devastato la città, che cosa avviene ai luoghi dell’arte?

Le poche sedi attualmente fruibili per eventi artistici, penso al Ridotto del Teatro Comunale, all’Auditorium del Parco ed a quello della Guardia di Finanza, rappresentano i nostri principali punti di riferimento e di aggregazione sociale dove ritrovarsi ed ogni volta che mi capita di frequentarli, verifico il grande desiderio di molti aquilani di riassaporare la bellezza del vivere insieme.
In questo contesto, che cosa succede all’ispirazione e alla memoria?

Per quello che mi riguarda, il periodo post sisma è stato molto fecondo; ho prodotto un maggior numero di opere ispirate anche a quello che della nostra città è venuto a mancare. La mia produzione artistica ha voluto rendere visibile il disagio che ha colpito le nostre coscienze, un richiamo forte alle meraviglie che il nostro territorio offriva in termini monumentali ed architettonici così drammaticamente coinvolti nella distruzione. Un grido di dolore artistico e come recitava il titolo di una mia mostra del passato “Voci nel silenzio”.
Che cosa espone in Roma in questi giorni?

In questi giorni espongo a Roma, nell’ambito dell’evento “L’Aquila Forever”, una mia opera dal titolo “309 in cielo”. Il dipinto è parte di un’opera corale realizzata da 99 artisti, anche di fama internazionale, che si sono spesi per ricordare le vittime del sisma del 6 aprile 2009. La mostra comprende 2 sezioni rispettivamente denominate “99 rintocchi per la Resurrezione” ed “Onna nel cuore” e sarà allestita presso il Museo Venanzio Crocetti di Roma mentre approderà a L’Aquila nel mese di marzo del prossimo 2015 al Palazzetto dei Nobili.

309incielo
Le Sue opere si fondano sul disegno e fanno pensare alle foto colorate a mano dai primi fotografi: come nasce la sua attività?

Ho una vera predilezione per il disegno e per la grafica, in generale. Proprio con una mostra di disegni, la mia attività artistica nasce nel lontano 1974, in un paese della provincia dell’Aquila, Ocre. Con il passare del tempo, la mia tecnica si è modificata attraverso l’uso dell’acquerello che imprime al disegno una maggiore vivacità e calore.

 

Quali sono le tecniche che predilige e perché?

Prediligo le tecniche a china ed acquerello, sono quelle che permettono di esprimere al meglio  il mio modo di concepire l’ambito figurativo in cui mi muovo.

 

Nei suoi dipinti ripropone fotografie, si reca personalmente nei luoghi ritratti o lascia libero spazio alla memoria?
Spesso, riproduco spunti di quotidianità e momenti di vita vera. La nostra attualità fornisce materiale cui ispirarsi in modo creativo.

Come nasce l’idea di ritrarre una finestra, una bifora, e ciò che si vede guardando attraverso di essa?

Poiché da una finestra si può osservare l’esistente, ma, si può anche sognare di ritrovare quanto momentaneamente perduto, da aquilano, quelle bifore hanno rappresentato il mio oscillare tra memoria e realtà.bifora
Qual è il suo rapporto con l’aquilanità e gli artisti del territorio?

Il rapporto con L’Aquila è di puro amore; nelle mie opere la nostra città è sempre presente e, nel recente passato, ho realizzato 2 calendari artistici dedicati ai suoi angoli più suggestivi. Non a caso, ho portato scorci della nostra città nella mia mostra estiva, allestita in Polonia, a Zielona Gora, che ha riscosso grande successo. A questo proposito, ho aperto su Facebook una rubrica proprio per consentire, anche solo virtualmente, ad un pubblico più ampio di fruire delle bellezze che l’aquilanità sa offrire. Il mio rapporto con gli artisti locali è improntato su grande rispetto e considerazione.
Qual è il suo sogno nel cassetto?

Il desiderio che stavo per realizzare prima del 6 aprile. Aprile una bottega d’arte in centro città. Un luogo anche di incontro, dove poter organizzare dei corsi di disegno ed acquerello che da più parti mi vengono richiesti. Vedere la mia città ricostruita tornare a vivere, anche in senso artistico.

Da che cosa nasce l’aspetto intimistico delle sue opere?

Dal desiderio di rappresentare quanto nella vita reale mi appassiona ed emoziona e trasportare i miei estimatori in questa parte di mondo che mi appartiene.

 

Che cosa ha in cantiere in questo periodo?

Ho in cantiere la realizzazione di un progetto: una “croce per L’Aquila”, simulacro per la processione del venerdì santo.

silenzichegridanovita

 Intervista di Isabella Lopardi

Diffusione di talenti. A partire dalle biografie, intrecciamo contatti con galleristi e rendiamo visibili, su www.ilfont.it, gli artisti a reciproco vantaggio. Sei un artista o un gallerista e hai una biografia da proporci? Dialoga con noi e invia materiale all’indirizzo isabella.lopardi@icloud.com, anche per fissare un colloquio telefonico.

About Isabella Lopardi

Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.

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