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Mantenere l'equilibrio è fondamentale per evitare infortuni. Sempre

Mantenere l’equilibrio è fondamentale per evitare infortuni. Sempre

E’ finalmente arrivata la neve sulle Alpi e il meteo nazionale promette nevicate anche a bassa quota per il week end dell’Epifania migliaia di sciatori più o meno provetti si stanno godendo la settimana bianca o stanno programmando un soggiorno dedicato al più amato degli sport invernali: lo sci. Attrezzatura adeguata e una discreta preparazione atletica sono condizioni indispensabili per evitare incidenti, ma l’aspetto più importante è mantenere l’equilibrio.

Secondo i dati raccolti e diffusi dalla Siot, la Società italiana di ortopedia e traumatologia, nella scorsa stagione invernale gli incidenti da sci hanno provocato semplici distorsioni nel 45% dei casi, mentre il 22% ha riportato contusioni serie, il 15% ha riportato la frattura di un osso e il 18% lussazioni o trauma cranico.

Una corretta postura aiuta a mantenere equilibrio e stabilità

“L’attività fisica, insieme a una sana alimentazione, è una delle regole basi per garantirsi salute e benessere, ma non ci si può avventurare sulle piste senza un’adeguata preparazione atletica atta a potenziare la muscolatura, ma soprattutto a mantenere elastiche le articolazioni”, afferma il dottor Luigi Torchio, specialista in medicina dello sport. E questo vale soprattutto quando si parla di sport invernali in cui la possibilità di incidenti a carico dell’apparato muscolo schelettrico sono praticamente la norma.

Mantenere l'equilibrio è fondamentale per evitare infortuni. SempreSci da discesa, snowboard, sci di fondo, sci alpino, ma anche pattinaggio sul ghiaccio o una semplice ciaspolata sulla neve sono tutte attività fisiche molto impegnative per tutto l’apparato locomotore e hanno tutte un’esigenza comune: la necessità di mantenere equilibrio e stabilità. Entrambe queste condizioni sono strettamente correlate a una corretta postura del piede e della colonna.

Un appoggio scorretto del piede infatti, influenza in modo negativo tutta l’attività fisica ma soprattutto, attraverso la catena muscolo scheletrica, trasmette ai segmenti superiori del corpo, un segnale distorto che porta ad assumere atteggiamenti antalgici o di compenso. Questi atteggiamenti finiscono spesso per ripercuotersi sulla colonna vertebrale, con dolori alla schiena, e sui legamenti con problemi articolari.

Ogni volta che i nostri piedi entrano in contatto con il suolo si genera un’onda di energia che, vibrando, si propaga verso l’alto in tutto l’organismo fino a raggiungere il cranio. Fortunatamente le strutture muscolo scheletriche sono in grado di assorbire, senza particolari problemi, le vibrazioni generate dalle normali attività quotidiane. Diverso il discorso quando pratichiamo attività fisica. Quando facciamo movimento le nostre estremità sono sottoposte a maggiori sollecitazioni rispetto al normale.

Questa ipereccitazione plantare provoca microtraumi che a lungo andare possono trasformarsi in diversi disturbi articolari.

La capacità di mantenere l’equilibrio inizia dalla pianta del piede

Il piede ha una struttura ad archi che permette alla pianta, prima di captare (attraverso i recettori nervosi propriocettivi) e poi di inviare al cervello i segnali di “allarme” che indicano che stiamo perdendo l’equilibrio.

Per percepire i messaggi propriocettivi è sufficiente fare un semplice test: restare qualche secondo in piedi con gli occhi chiusi, con un arto sollevato e piegato. In questo modo potremo facilmente sentire i continui cambiamenti di pressione, in diversi punti della pianta del piede, accompagnati da oscillazioni della gamba che ci sostiene e di tutto il corpo.

Questi micro movimenti sono dovuti a un meccanismo inconscio e involontario di contrazione e rilassamento muscolare, che permettono di mantenere il corpo in equilibrio.

Perché le solette soffici non aiutano l’equilibrio

Perché i recettori possano lavorare bene, vale a dire affinché non venga alterata la loro sensibilità, è importante che l’appoggio plantare avvenga su una superfice elastica ma non soffice. Diversamente la stimolazione sui propriocettori risulta attutita.

In parole semplici, camminare o fare un qualunque altro movimento su un appoggio soffice (solette in gel, silicone, memory ecc) è come anestetizzare le strutture nervose che si trovano nella pianta del piede che, in questo modo, non sono più in grado di percepire correttamente i messaggi che arrivano dal suolo. Il sistema nervoso quindi, avrà maggiori difficoltà a impartire i comandi corretti ai muscoli e alle articolazioni su come comportarsi per mantenere l’equilibrio. In pratica perdiamo il controllo propriocettivo. Il risultato sarà un maggior rischio di distorsioni e contratture, una minore stabilità. Per evitare infortuni è importante invece che ogni arto abbia un’attività posturale stabile anche durante le fasi d’ammortizzazione senza che si possano creare scompensi e di conseguenza la perdita del controllo motorio.

Mantenere l’equilibrio: l’aiuto dei plantari elastici ma ad alta densità

Chi non ha bisogno di indossare un’ortesi confezionata su misura, può optare per un plantare in polimero di resina indeformabile che rinforza e sostiene l’arco plantare, impedendo ai piedi di affaticarsi grazie all’effetto “pompage” proprio nella zona di maggior concentrazione dei recettori nervosi propriocettivi. Attivo Bionaif, per esempio, è progettato in modo da produrre una sintesi perfetta tra confort ed elasticità. Ha una linea sinuosa che ben si adatta alla pianta del piede e un’architettura studiata appositamente per migliorare la performance dinamica, che impedisce l’abbassamento della volta longitudinale del piede.

Questo tipo di plantare, inoltre ammortizza le vibrazioni di ritorno prima che raggiungano il tallone e per questo sono di grande aiuto durante le attività tipiche del tempo libero. Inoltre essendo calibrati sul peso corporeo, scaricano l’eccesso di pressione sui punti d’appoggio, perché distribuiscno la forza (sviluppata dalla massa e dalla spinta) lungo diversi vettori, ciò avviene sia nelle fasi di riposo sia durante il movimento.

 

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