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Turismo sostenibile: i mille borghi della bell’Italia: Leonforte

Turismo sostenibile: i mille borghi della bell’Italia: Leonforte

Al centro del sistema montuoso dei monti Erei, a 600 metri s.l.m. e ad una ventina di chilometri dal capoluogo Enna, dove sorgeva l’antico insediamento di Tabas o Tavaca, c’è Leonforte.

Il piccolo nucleo di case preesistente iniziò a formarsi sono la dominazione bizantina e quella araba successiva, quando venne edificato il Castello di Tavi con alcune case addossate alle sue mura e furono introdotti sistemi razionali per l’irrigazione delle colture e numerosi mulini sfruttavano l’abbondanza delle acque.

Leonforte, antico borgo normanno

Con la conquista Normanna il feudo passò da un signorotto all’altro fino a quando, nel XV secolo, pervenne alla famiglia Branciforti, che decise di sfruttare il fertile territorio, ricco di acque e di mulini, fondandovi una città che chiamò Leonforte.

La città si ingrandì subito e oltre all’agricoltura si svilupparono attività artigianali connesse alla produzione di manufatti in terracotta e alla concia delle pelli ed attività produttive come la gualchiera di panni di feltro e nell’800 sorsero anche una filanda ed alcune miniere di zolfo.

Leonforte, da sempre importante centro agricolo

Turismo sostenibile: i mille borghi della bell’Italia: Leonforte Nell’ultimo secolo, però, Leonforte ha sempre più assunto un tipo di economia agricola, con poche industrie attive nella Valle del Dittaino; tra l’altro, da un paio d’anni, dopo quasi 150 anni dalla loro sparizione, sono tornate le coltivazioni di riso arborio, uniche in Sicilia.

Tre sono le produzioni agricole di eccellenza: la fava larga, la pesca settembrina e la lenticchia nera, ma sono in fase di crescita anche le produzioni olearie, grazie ad una elevata qualità delle olive coltivate nella zona, così come il frumento duro in rotazione con veccia e avena e gli agrumi.  Molto apprezzati sono anche i prodotti degli allevamenti zootecnici: carne, formaggio e ricotta.

I “Monti Erei” che circondano Leonforte sono habitat naturali con suggestivi ambienti rocciosi e un’intricata vegetazione boschiva, costituita da querce da sughero, roverelle, lecci e ogliastri; relitto della primordiale foresta mediterranea; inoltre, all’interno della “Riserva Naturale “Monte Altesina” vi si trovano vestigia preistoriche e ruderi di un antico eremo di monaci.

Sulle pendici di Montagna di Mezzo si trovano i ruderi della Masseria della Principessa, antico opificio dedito alla produzione dell’olio.

I “pagghiari” di Leonforte

Turismo sostenibile: i mille borghi della bell’Italia: Leonforte Nella zona vi sono anche alcuni interessanti reperti di archeologia industriale tra cui la Filanda, la Miniera di Zolfo di Faccialavata, i mulini ad acqua e i manufatti della vecchia linea ferroviaria Dittaino-Nicosia, ma anche antichi edifici rurali ed i caratteristici “pagghiari”, arcaiche costruzioni realizzate con pietre e canne.

Diverse le manifestazioni, per lo più a carattere religioso, che si tengono a Leonforte; tra queste però anche un evento dedito a celebrare il prodotto caratteristico del posto, la Sagra della Pesca Settembrina.

Altro prodotto Tipico di Leonforte è la Pagnotta del Dittaino

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Massimo Tommasini
Massimo Tommasini, esperto in editoria aziendale e ambiente

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